La nemesi dell’Antitrust

Dieci anni fa nominavi l’Antitrust e pensavi al “monopolio” di Microsoft. Oggi nomini l’Antitrust e pensi ad Apple. Scrive MelaBlog: “Niente richiesta d’archiviazione per la causa sugli eBook: il giudice Denise Cote ha respinto la richiesta d’archiviazione avanzata da Apple e dai cinque editori coinvolti nella scottante faccenda dei prezzi degli e-book“.

Ma non finisce qui. Anche in Italia il TAR del Lazio ha confermato la sanzione complessiva ad Apple di 900.000 euro per pratiche commerciali scorrette legata alla garanzia. La garanzia vale 2-anni-2, non di meno.

Ah, l’Antitrust…

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L’irruzione

Greenpeace ha compiuto un’azione piuttosto eclatante contro il quartier generale di Apple a Cupertino. Per prima cosa, nel cuore della notte, hanno proiettato messaggi e tweet sulla facciata dell’edificio di Infinite Loop, poi hanno piazzato una specie di fungo con il marchio Apple (..) proprio davanti all’ingresso, sulla proprietà di Apple”. Obiettivo? Chiedere alla Mela più rispetto per l’ambiente.

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Android sbaraglia iPhone anche in Europa

Grazie a Samsung e HTC, Android è in grande crescita anche in Europa. Android ha più che raddoppiato il market share in Spagna al 72%, in Italia al 49% e così in Germania al 62%. Apple è ora il secondo player del mercato, con iPhone 4s ha contenuto il gap con Android in Uk e negli Usa, ma perde quota di market share nel Vecchio Continente.

E, sorpresa: anche Windows Phone registra segnali di crescita. Chi invece langue è il Blackberry che ormai scommette tutto sulla versione Blackberry 10.

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La bolla 2.0 nell’era della S-economy

Se il prezzo del titolo di Facebook sarà di 35 dollari per azione, Facebook sarà valutata 70 volte gli utili previsti per il 2012 (50 centesimi per azione), e 18 volte i ricavi stimati di 5 miliardi di dollari. Invece Google è scambiata a 610 dollari per azione, che equivale a meno di 15 volte i profitti stimati per il 2012 ovvero sei volte i suoi ricavi. Apple divenne pubblica nel 1980 alla valutazione di 25 volte il suo fatturato e di 102 volte i profitti.

Ma in realtà l’IPO è già salita da 28-35 dollari a 34-38 dollari, quindi il social network di Mark Zuckerberg potrebbe essere valutato ben 104 miliardi di dollari, per raccogliere 14.7 miliardi di dollari.

Ah la febbre da IPO…

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Il 4G di iPad? Una gaffe

“Apple cambia nome da ‘iPad 4G WiFi + 4G’ a ‘iPad WiFi + Cellular’ in molti paesi dopo le critiche a livello internazionale.” – 9to5.

Il 4G o è LTE o WiMax. Tertium non datur. Quello dell’iPad… apriamo un capitolo a parte?

Più che reinventare la telefonia, Apple vorrebbe rifondare gli Standard. A modo suo. In controtendenza con le opinioni degli ingegnere della IEEE. Mah :(

Ah: il prossimo Macbook Pro pare che avrà, oltre che il Retina Display, USB 3.0. Vi dice nulla Light Peak a.k.a. Thunderbolt?

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Ma perché Apple paga le tasse delle vendite su iTunes in Lussemburgo e non in Italia?

Si chiede il Blog Melamente Assorto: “Affermare -come fa Apple- che una canzone appena comperata da me, qui col mio Mac/iTunes a Roma, e’ stata acquistata in Lussemburgo“, è una pratica legale? O è un escamotage “per non pagare le tasse italiane, sì o no?”. Equitalia potrebbe chiarire se la pratica sia perfettamente legittima o se sia configurabile come una forma di elusione: mentre gli italiani sono tartassati, avrebbero diritto a sapere se il colosso multimiliardario di turno opera in maniera trasparente in materia fiscale. Il giornalista Massimo Mucchetti tempo fa sollevò un analogo quesito sulla tassazione di Google, a cui rispose il Chairman Eric Schmidt, diradando le nubi. Può darsi che anche Apple abbia tutte le buone ragioni per pagare le tasse in Lussemburgo invece che in Italia anche quando il download è effettuato su un computer o uno smartphone in Italia.

In Lussemburgo non solo le aliquote fiscali sono le piu’ basse. Il paese, con la piu’ bassa aliquota IVA (15%) nella UE, ha oneri sociali sui dipendenti molto competitivi. Esistono specifici sgravi fiscali di settore in materia di proprietà intellettuale. Ben l’80% di esenzione dalle imposte sui redditi generati dall’utilizzo commerciale o plusvalenze dalla vendita di Intellectual Property, con esenzioni complete di IP dal valore netto delle imposte. (Fonte: L.T.I. Luxembourg For Business).

Blog Melamnente Assorto: L’ONERITA SOCIETA’

RISPOSTA DI DESMOND ALLE MIE DOMANDE: “Una multinazionale in effetti può credibilmente porre il suo indirizzo fiscale, cioè la sede del proprio HQ, in quasi qualunque paese, perché non ce n’è uno che la veda come sede prevalente delle proprie attività. E’ proprio il caso che citi.
D’altra parte se io una volta compravo per corrispondenza da un fornitore situato a Londra e mi facevo spedire il prodotto in Italia ovviamente il mio fornitore pagava le tasse in UK.
Con la digitalizzazione lo scenario cambia, ma manca ancora, non solo a livello nazionale, una disciplina adeguata al tale diverso scenario.
Dovrebbe essere l’UE a definirla, anche perché per sua natura il business di una multinazionale ha una dimensione continentale. Mi sembra quindi che ad essere in ritardo sia proprio l’UE. D’altra parte dall’euro in poi tutta l’UE ha cambiato seriamente i suoi indirizzi, passando ad essere solo un’area di libero scambio con una moneta unica, in cui esistono attori prevalenti e attori subordinati, e non una tappa verso una federazione dove tutti i membri hanno pari dignità. Anche questo contribuisce ad accettare una palese distorsione come quella a cui hai accennato“.

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Il 60% degli sviluppatori iOS va in perdita

“Il successo con le App di iOS e’ una “lotteria“: oltre il 60% degli sviluppatori va in perdita – Apple incoraggia praticamente chiunque a cimentarsi nello sviluppo iOS. Bastano 99 dollari l’anno per accedere al programma developer di Apple, gli strumenti di sviluppo sono scaricabili gratuitamente, e numerosi libri in fila sugli scaffali delle librerie (sia fisiche che virtuali) offrono consigli per gli sviluppatori iOS in erba. Sebbene questa politica ottenga l’effetto di creare una grande base di sviluppatori, essa crea anche un gruppo enorme di sviluppatori che sottovalutano enormemente la quantita’ di tempo, fatica e denaro necessari allo sviluppo di un app di qualita’.” da Ars Technica, via Melamente Assorto.

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Samsung rulez: sfida perfino Apple Siri con S Voice

Samsung Galaxy S III è lo smartphone Android che vede – sente e risponde. Android 4.0 Ice Cream Sandwich con S Voice, NFC e AllShare: è avanti. Ma anche i Nokia Lumia con Windows Phone 8 faranno concorrenza al prossimo iPhone 5… Steve Wozniak, il cofondatore di Apple, prova profonda ammirazione verso gli smartphone Windows Phone, definiti “semplici, eleganti e funzionali“. Questo autunno sarà una sfida serrata all’ultimo smartphone

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Il 1894 di Steve Jobs: video mai visti prima (o quasi)

Altro che il video dell’ “unite i puntini” del discorso di Stanford. Ecco qui il vero Steve Jobs. Anno: un orwelliano 1984. Cosa non fare per mobilitare i quadri Apple durante il lancio del MacIntosh!

Il Video di Steve Jobs

Qui la versione 1944

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250.000 persone firmano la petizione per un iPad/iPhone etico

Lo chiamano l’attivista accidentale. Mark Shields ha lanciato una petizione per chiedere migliori condizioni di lavoro per i lavoratori che assemblano iPhone e iPad. La petizione per un iPhone/iPad etico, contro le aberrazioni della “fabbrica dei suicidi”, ha raccolto 250 mila firme. Non siamo dei barbari che non capiscono l’economia, come ci accusa velatamente Federico Fubini sul Corriere della Sera. Chi firma queste petizioni sono persone che credono nell’Etica del lavoro, che lottano contro il neo schiavismo e che vogliono una “globalizzazione dei diritti” perché gli uomini non sono merci. Avere la “schiena dritta” significa costringere Foxconn a non commettere più abusi sul lavoro: è il principio Zero dell’umanità, il principio Zero di ogni Economia anche per chi non crede nella solidarietà e nella cooperazione come valori fondanti. I suicidi dei lavoratori sono – sempre – un cancro da debellare. Più democrazia, più partecipazione, giusti stipendi e soprattutto più diritti globali: chiedere “gadget etici” è un diritto dei consumatori.
M.C.

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