25 marzo: Nintendo 3DS sfida iPad 2

Due file. Due lunghe file: da una parte i bambini, gli smanettoni curiosi, i geek, i fan dei videogames che devono provare tutte le console; dall’altra, la fila dei Fanboys. Entrambe con il mito degli “early adopter“, di essere i primi a mettere le mani sull’ultimo gadget hi-tech. Sono due le file del 25 marzo in Europa: quella per accaparrarsi la Nintendo 3DS, la prima console 3D ad occhio nudo; l’altra, la fila dei Fanboys in cerca di iPad 2.

Negli anni ’80 c’erano i Punx con le creste colorate, i Paninari con le Timberland, poi è venuto il culto della “moda”, della griffe. Negli anni 2000 la moda ha lasciato il posto alla gadget-mania. Il soft-power dell’Hi-tech ha conquistato l’immaginario: oggi si è In con lo smartphone giusto, il tablet up-to-date, la console più intrigante. Ma non ci si chiede più quale sia l’innovazione più lungimirante, in grado di cambiare la nostra percezione con la realtà. Spesso invece si compra sedotti dal Marketing, dal sex-appeal, dall’Economia del Desiderio.

Nintendo è stata la prima console touchscreen con il pennino. Ma tutti credono che il “primo gadget” di massa touch sia stato iPhone nel 2007: certo, Apple ha avuto il merito di togliere il pennino e ci ha insegnato a sfiorare con le dita il display multi-touch, rompendo le barriere fra l’Io e la tecnologia, e rendendo più intimo il rapporto fra l’utente e l’hi-tech. Però non ha inventato niente di nuovo. Anche Microsoft Surface è il tavolino “Minority Report” che vediamo al TG.

L’iPod arriva dopo i player Mp3 e per avere successo sfida l’Antitrust, abbracciando iTunes senza altre possibilità di scelta: esistevano già RealNetworks e altri jukebox per il download, ma Apple ha saputo imporre una “coppia chiusa hardware e software” escludendo la concorrenza. Vedremo se l’Antitrust Usa gliela farà passare liscia.

Sony ha inventato il Playstation network, un ambiente interattivo in cui si possono provare giochi online, comunicare con amici e familiari in tutto il mondo ed esplorare il Web; nel frattempo Mozilla aveva inventato la moda delle estensioni – il mercato dei plug-in per le extensions del browser open source, per arricchire e specializzare Firefox: ma tutti sono conventi che l’Application Store (ribattezzato App Store, copyright Apple) sia un concetto “originale” made in Cupertino. Tanto che adesso Apple di Steve Jobs, un’azienda che è stata anni in causa coi Beatles per via del marchio Apple (l’etichetta dei Beatles), accusa Amazon AppStore di violazione del marchio.

Insomma, il “mito dell’originalità” di Apple è decisamente sopravvalutato? Ma in realtà sono tanti i miti da sfatare con Apple, il cui Marketing è così potente da far vacillare anche le menti più brillanti, convinte che Apple sia “la prima della classe” in tutti i mercati. Windows ha il 90% del mercato Pc, il Mac è da anni inchiodato al 5%, mentre iOS (che però è un “sistema operativo” light e non indipendente da computer) ha conquistato appena il 2% (il doppio di Linux, niente di più): ma sui giornali si legge solo delle mirabilia di Apple e Steve Jobs… E neanche iPhone è il primo, anzi: Android ha superato iOS da tempo e nell’ultimo trimestre perfino Symbian nel mercato smartphone Usa, ma sui media si parla solo di iPhone, iPad e dell’era post-Pc (anche se il Mobile di Cupertino ha bisogno del coputer e non esisterebbe senza di esso per attivarsi, fare update eccetera).

Il tablet è un’invenzione di Bill Gates anni 2000, ma tutti si sono accorti dei tablet in Italia  nel 2010 con Steve Jobs. Addirittura un autorevole giornale italiano ha scritto che iPad 2, che deteneva il 95% del mercato tablet a tre mesi dal debutto, con la seconda versione, “aumenterà il market share“: maggioranza bulgara, forse? No: iPad ha venduto 15 milioni di unità in meno di un anno (ma Microsoft Kinect con 10 milioni di pezzi in meno mesi ha attualmente battuto il primato), ma ha già visto sottrarsi una fetta di share di Samsung Galaxy Tab con Android Froyo (3 milioni di unità vendute); e iPad 2 si appresta a scendere al 75% di market share, a causa della competizione di Samsung Galaxy Tab 8.9 e 10.1 pollici con Android 3.0 Honeycomb (per la cronaca più sottile di iPad 2) e di Motorola Xoom, oltreché di Blackberry Playbook con piattaforma Qnx e Hp TouchPad con WebOs in ambito enterprise. iPad 2 venderà benissimo: forse 35 milioni di unità in un mercato da 52 milioni di media tablet, ma le sue quote di mercato non saliranno ma caleranno. E’ il mercato, bellezza.

Nei giorni del terremoto il mondo dei media era ossessionato dal fatto che Apple potesse essere afflitta dallo shortage e da problemi di supply chain (a causa di alcune componenti fabbricate da Toshiba): mentre il Giappone è devastato da terremoto-tsunami-fughe nucleari, e il Giappone hi-tech è in ginocchio, l’unica preoccupazione sembrava il “lancio internazionale di iPad 2”.

iPhone 4 ha non solo un problema di Antennagate, ma è afflitto da uno stillicidio di casi di Glass-gate: ma i media italiani non ne parlano e pompano solo i casi miracolosi, l’iPhone 4 volato da 300 metri senza danneggiarsi.

Ossessione? Sindrome da Padre Pio?

Noi optiamo per la “sindrome della lavastoviglie“. Ve la spiegheremo al Forte Prenestino Venerdì 25 sera. “Più tempo passa, più iPad si vendono, più diventa evidente che un’idea tutt’altro che nuova o rivoluzionaria (non sarà mica il primo tablet apparso al mondo!) necessita solo del giusto abito per essere un successo“.

(Tutto ciò ha conseguenze a Wall Street. Secondo Forrester Research le vendite di Apple potrebbero crescere del 50% nel prossimo biennio, trainate dal boom delle Web apps. Apple è già la numero uno per capitalizzazione a Wall Street, dopo aver superato Microsoft. Riporta Bloomberg che i ricavi di Apple potrebbero crescere a quota 100.3 miliardi di dollari quest’anno fiscale (ma Forrester dice che potrebbe perfino raddoppiare nel 2012 a 200 miliardi: esagerazione?), contro i 126 miliardi di HP e i 99.9 miliardi di Ibm. Il mercato complessivo delle Web apps crescerà a 35 miliardi di dollari (secondo Gartner).

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