Il bug è una bug-ia di Steve Jobs: intervengano i Garanti UE

Ricordate l’Antennagate? All’inizio era un’ “invenzione” della blogosfera anti Apple, poi un problema di cattiva impugnatura degli utenti (Steve Jobs voleva insegnarci a tenere l’iPhone come vuole lui e come solo lui può – L’Lsd non gli ha aperto la mente e le porte della percezione, eh?), dopo qualche giorno era colpa di un bug software (a cui porre rimedio con il successivo update), quindi retromarcia: Macché, “così fan tutti”!

(Se il “così fan tutti” vi ricorda Il Giornale di Sallusti quando parla di (H)ar(d)core… don’t worry: anche a me! quel “berlusconiano” di Jobs…)

Poi dissero che iPhone 4, versione Cdma, con Verizon avrebbe risolto il problema. Nulla di fatto. L’iPhone 5 sarà quasi uguale all’iPhone 4, tranne per due particolari: un sensore per la fotocamera da 8 Megapixel; un’antenna funzionante (merito di un chip Qualcomm in grado di ricevere sia le frequenze GSM che CDMA, evitando i problemi dell’Antennagate e quelli che hanno afflitto anche l’operatore statunitense Verizon). Finalmente, forse. Dunque, altro che bug software: la falla era tutta nell’hardware. Errore di progettazione, come aveva insinuato Nokia fin da subito.

Ecco, con il “tracciamento” dell’iPhone, siamo alle solite. Prima il problema non c’è. Poi è colpa della “cattiva stampa” (o dei giornalisti: vi ricorda qualcuno?). Poi, ancora, “così fan tutti” (e si addita ai rivali). Infine il bug.

Ma non si tratta di un bug ma di una bug-ia, bell’e buona: “Apple ha pianificato il tracciamento degli utenti per mezzo di un file da archiviare, per un periodo di un anno“. I dettagli su MelaBlog.

A questo punto che fanno i Garanti Privacy UE? Le Authority UE sono velocissime a muoversi quando ci sono di mezzo Microsoft, Intel, Ibm e Google. Un po’ meno quando c’è Apple… Ma qui, gli utenti avrebbero diritto a “vere risposte”. E non le solite bug-ie.

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