Mercato e-book e futuro delle biblioteche: manca la carta?

In occasione della presentazione di “Mela Marcia” alla Biblioteca di Sesto Fiorentino (FI), diamo uno sguardo al mercato e-book.

La catena di librerie Borders è fallita negli Usa. Barnes & Noble, prima catena americana, è in difficoltà (in realtà più per vicende interne): Barnes & Noble ha lanciato il Nook (sia e-reader che tablet), ora sotto attacco (per violazione brevetti) da parte di Microsoft (che ce l’ha contro Android).

Amazon, primo venditore del mercato e-book reader (con il Kindle) a gennaio ha detto che ormai ogni 100 libri cartacei inviati agli acquirenti , ne ha venduti ben 115 in formato elettronico.

Il mercato e-book copre meno del 5% delle vendite totali, ma cresce veloce: nel 2010 era un mercato da 692 milioni di dollari (in unmercato libraio da 16 miliardi di euro negli Usa), ma è in pieno boom. L’effetto “disruptive” del digitale inizia piano, e poi è dirompente: anche nella musica online avvenne così.

E l’Italia? A dicembre il mercato dell’e-book deteneva lo 0,1% del mercato complessivo del libro, in prepotente crescita dallo 0,03% del 2009. Un mercato che nel 2015 potrebbe valere dal 4 al 5% (secondo E-Digita), ma forse potrebbe arrivare fino al 10% (Fonte: Mondadori). Percentuali che devono far riflettere, visto che Google sta sbarcando sugli scaffali virtuali di Android, Amazon lancerà un tablet entro fine anno (oltre al Kindle) e Apple ha dichiarato che solo da iBookstore per iPhone e iPad sono stati in meno di un anno scaricati 100 milioni di iBooks (i libri digitali su App Store), e che oggi lo store della Mela conta 2500 editori di cui sei Major (anche Random House è entrata in iBookstore con 17 mila titoli). Biblet Store di Telecom Italia, piattaforma digitale italiana dedicata alla distribuzione degli eBook, lanciata al Salone Internazionale del Libro di Francoforte lo scorso ottobre, fa perno su 143 editori.

In Italia l’offerta attuale di ebook è a quota di oltre 8.000 titoli tra narrativa, gialli, fantascienza e fantasy, saggistica, classici della letteratura, reference, poesia e libri per bambini.

Il mercato italiano degli ebook di narrativa e saggistica, rispetto al mercato anglosassone, è sicuramente agli inizi – i primi titoli sono stati pubblicati online a giugno/luglio 2010 e la maggior parte nel periodo prenatalizio – commenta Cristina Mussinelli, responsabile del progetto EDITECH. – Si sono mossi però più di 130 editori tra cui tutti i grandi gruppi ma anche molti editori indipendenti. L’offerta attuale di ebook è di più di 8.000 titoli tra narrativa, gialli, fantascienza e fantasy, saggistica, classici della letteratura, reference, poesia e libri per bambini. L’editoria digitale però non è solo il mercato degli ebook, ma comprende un universo molto più ampio e complesso e riguarda anche tutta la filiera produttiva. Nel settore professionale l’editoria digitale esclusi gli ebook – vale 264 milioni di euro, sia pure con alcune integrazioni con prodotti cartacei e corsi di aggiornamento. È il 7% del mercato.  Altri 98 milioni di euro sono espressi dalle banche dati: un altro 2%. L’ebook è solo una minima parte di questo universo, ma è certamente quella più visibile perché arriva al lettore e soprattutto perché nell’arena competitiva mondiale sono entrati colossi come Amazon, Apple, Google e le Telco che, con offerte diverse, operano in una logica globale. Si parla però ancora di numeri piccoli, le prime stime dell’Ufficio studi dell’AIE avevano ipotizzato per il 2010 lo 0,1% del mercato complessivo. Per i prossimi anni è difficile fare previsioni, probabilmente però la concomitanza di alcuni fattori quali la maggiore offerta di titoli – se ne prevedono oltre 17 mila a fine 2011 – la maggiore diffusione dei device di lettura, l’integrazione della vendita degli ereader da parte di alcune librerie online, il lancio sul mercato dei nuovi tablet e il conseguente probabile ridursi dei prezzi potranno far crescere il mercato anche in Italia e in Europa, come già avvenuto negli Stati Uniti”.

Conclude Mussinelli: “Anche da noi si assisterà alla crescita della sperimentazione di nuovi prodotti editoriali creati con logiche diverse e magari proposti solo in versione digitale, così come per alcuni segmenti, ad esempio nell’editoria per ragazzi, i libri d’arte, le guide di viaggio e i reference. Il mercato si orienterà sempre più, non tanto alla semplice conversione del libro  cartaceo, ma verso la creazione di nuovi prodotti interattivi, multimediali e con funzionalità specifiche adeguate ai nuovi mezzi di utilizzo”.

E le biblioteche?  Nella rivoluzione digitale le biblioteche daranno in prestito e-book e e-reader, diventeranno luoghi di dibattito, mentre le librerie creeranno “social networks”.

Le biblioteche non saranno solo il luogo del prestito, ma offriranno piattaforme virtuali su Internet, spazi di social reading, sale “ologrammi” dove sperimentare tele-presenza e tecnologie innovative. Altro tema importante, oltreché quello dell’accesso al patrimonio digitalizzato, sarà quello della “memoria diogitale” per conservare evitando l’obsolescenza dei supporti e dei formati.

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9 risposte a Mercato e-book e futuro delle biblioteche: manca la carta?

  1. joepsichip scrive:

    Assieme ad altri utenti sto monitorando il mercato ebook italiano, analizzando l’offerta di titoli e le case editrici interessate dal fenomeno.
    Qui l’ultima scansione.

    Per quanto riguarda le biblioteche è nato da poco il sito read-me che fornisce il servizio di consultazione del suo catalogo agli abbonati (non trovo indicazioni sulle tariffe) solo ed esclusivamente online, restringendo la possibilità di fruizione solo a quei dispositivi che hanno la possibilità di accedere al web (è da vedere quanto la capacità degli ereader attuali consenta ciò).

  2. joepsichip scrive:

    Mi ero dimenticato di scrivere una cosa.
    Di editori esclusivamente digitali che sfruttano appieno la tecnologia e le sue attuali potenzialità riuscendo a fare letteratura c’è Quintadicopertina.

  3. Mirella scrive:

    Grazie delle preziose info! Sempre aggiornate 🙂

  4. Guido Baldoni scrive:

    Se il Daily fa schifo ed è vecchia editoria che si camuffa con la nuova, questo invece è veramente innovativo:

    http://pushpoppress.com/ourchoice/

  5. mirella scrive:

    Il Daily è vecchia editoria? Ma se Steve Jobs ci ha detto che il Daily è la cosa più rivoluzionaria e moderna… Buffo, no? Murdoch è l’editore del Daily. Apple ne è il partner tecnico. Se il Daily è vecchio. allora…

  6. Guido Baldoni scrive:

    Mirella, non c’è bisogni di essere sarcastici. La Apple fa errori e stronzate anche lei, non ho problemi ad ammetterlo (dall’Apple III a Lisa al Cubo agli iMac dalmata a Ping, forse a iAd…). Ma la Apple non ha collaborato a realizzare il Daily (e si vede) – ha solo finalizzato la struttura di abbonamento.

  7. MacRaiser scrive:

    @ Guido: Gia’, gia’. Dagli altri tuoi commenti, sembri un vero campione di obiettivita’, in argomento Apple, giusto? Non so perche’, pero’, qualcosa mi dice che se il Daily avra’ (o avesse avuto) successo, subito ci sara’ chi scrivera’ che tutto merito va all’iPad e a quel genio salvatore dell’editoria (come del mercato musicale) di Steve Jobs. Sicuramente non tu, per carita’…

  8. mirella scrive:

    Nessuna intenzione di essere sarcastica. Quando gli utenti usavano iPad 1 solo per giocare e non per leggere i giornali, Jobs ha detto: “colpa degli editori che non sapevano fare le Web apps attraenti”. Vedrete il Daily! Abbiamo visto? Per ora leggiamo questi numeri (fonte: News Corp.). E, da giornalista, mi lasciano perplessa. Anch’io un po’ speravo che l’iPad e il Kindle aiutassero l’editoria a superare la crisi… Il Kindle fa il suo, con l’iPad si gioca. Nessun sarcasmo, dunque. Ma “delusione”, dopo quella di Condé Nast (di cui parla Punto-Informatico), vuoi mettere? Poi, quando i numeri diranno altro, cambiero’ opinione. A differenza dei Fanboys, non mi innamoro delle opinioni. Tanto meno delle mie. Leggo e interpreto numeri e report di analisti: stop. E soprattutto vorrei obiettività.

  9. Guido Baldoni scrive:

    Non sono obiettivo, non sono bilanciato. Non sono un giornale né un’enciclopedia. Ho una mia opinione suscettibile di cambiamento e correzione. Il mio pregiudizio su Murdoch è precedente al Daily, e deriva da quella porcata di Fox News, che infesta l’America da troppo tempo.

    Quanto al giornalismo, secondo me è in una crisi che ancora da noi non si è veramente iniziata a vedere, e negli USA è in pieno effetto. L’iPad non impedirà la morte di centinaia di testate; forse, forse, ne aiuterà (insieme a Kindle & co.) a tenerne in vita le più importanti e originali – WSJ, NYT, New Yorker… ma la funzione del giornalismo si sposterà altrove, in un paesaggio innovativo, precario, più piccolo.

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