Google Android ha quasi doppiato Apple iOS. E Nokia ha un Piano B.

Apache, Php, Firefox e Android (ognuno nei propri segmenti di mercato, rispettivamente) sono i più grandi successi del mondo Open Source in senso lato. Ma Android è un successo globale e di massa ed è il “miglior biglietto da visita” per festeggiare i vent’anni del Kernel Linux.
Secondo Canalys Android è al 35%, Nokia (tuttora il più grande vendor di smartphone) è crollata dal 39% al 24% (ma Nokia è in fase di transizione per passare a Windows Phone 7, e a “salvarla” per ora sono le vendite in Cina), iOS cresce al 19% e Windows Phone è al 2.5%.

Ah, pare che Nokia abbia un piano B: se la partnership con Microsoft non sarà profittabile entro il 2013, dopo aver provato anche un tablet Windows 8, Nokia è pronta ad adottare Android. Microsoft, insomma, è avvisata. Ma anche Apple: Android è un “vero fenomeno”.

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27 risposte a Google Android ha quasi doppiato Apple iOS. E Nokia ha un Piano B.

  1. Guido Baldoni scrive:

    Android 3.0 invece è uno dei più grandi successi closed source, invece…

    http://www.businessinsider.com/google-honeycomb-open-2011-3

    😀

  2. Mirella scrive:

    Il codice sorgente di Android Honeycomb (versione tablet) verrà rilasciato appena sarà pronta la versione per smartphone. Si chiama Open source responsabile.
    Cmq il codice sotto GPL è già qui:
    http://www.itespresso.it/android-honeycomb-e-in-download-51407.html

  3. Guido Baldoni scrive:

    Allora forse anche il ritardo di Webkit è open source responsabile:

    http://daringfireball.net/linked/2011/05/06/open-source-webkit

  4. MacRaiser scrive:

    Un altro fan Apple, la societa’ che crea i sistemi piu’ blindati dell’universo (saccheggiando pero’ dalle sorgenti aperte) che fa le pulci all’Open Source. Esilarante.

  5. Guido Baldoni scrive:

    Ciao, MacRaiser! Possiamo parlare dei punti in discussione, invece di andare di Ad Hominem?

  6. MacRaiser scrive:

    Per niente. Come Applefan, mi spiace, non puoi attaccare un’altra societa’ perche’ “non abbastanza open”. Non hai le carte in regola, sorry.

  7. Guido Baldoni scrive:

    Apple non dichiara di essere completamente open, Google invece sì. È questione di coerenza e di ipocrisia, per cui le carte in regola ci sono eccome, sorry back.

  8. rd scrive:

    “Apple non dichiara di essere completamente open”. Ma ti leggi?

    Neanche Google è completamente open, se è per questo. Honeycomb è open source, e ti ho già spiegato:
    http://www.itespresso.it/andy-rubin-google-android-honeycomb-e-open-source-51339.html

    Ma ti piace replicare, giusto per aver l’ultima parola, quindi eccoti il link. Poi segui Google I/O, e vedrai il rsesto di Android: 35% di market share globale, quasi il doppio di Apple iOS.

    My 2 cents 🙂

  9. Guido Baldoni scrive:

    Titolo del tuo link: Honeycomb è open source.

    Corpo: Honeycomb sarà open source.

    Ummmm…

  10. mirella scrive:

    Quarto trimestre, con la versione Ice Cream Sandwich di Android:
    http://www.itespresso.it/android-sotto-i-riflettori-di-google-io-51948.html

    Inutile fare gli scettici fino ad allora. Nessuno ha fatto scetticismo con l’openness di Mac Os X, non mi pare. E poi perché Google dovrebbe mettersi in un ginepraio e violare la Gpl?

  11. Guido Baldoni scrive:

    Perché vuole sfidare l’iPad da sola, e non vuole dare vantaggi a Microsoft, HP, RIMM e altre, penso. Questo ritardo di mesi invalida questo tweet del capo di Google Mobile: https://twitter.com/#!/arubin/status/27808662429

  12. rd scrive:

    Andy Rubin ha spiegato benissimo tutto. Aspetta il quarto trimestre.

    Lo sai cosa? Non è’ che oggi che arrivano Android Maket Movies e Google Music, Android diventa davvero più competitivo di iPhone con iTunes?
    http://www.itespresso.it/android-sotto-i-riflettori-di-google-io-51948.html

    Altro che ipocrisia-open… Apple paladina dell’Open source, dopo quello che ha fatto negli ultimi 2 anni, fa ridere. Cero Android Market Movies su tablet, Pc e smartphone Android (più la musica in strwaming), inizia a farvi paura… O no? 😀

  13. Guido Baldoni scrive:

    Non è che Apple sia paladina dell’Open, è Google che non lo è. Attenti. “Don’t be evil” è una excusatio non petita.
    Comunque, niente di meglio che una sana competizione tra modelli e stili differenti.

  14. rd scrive:

    Google è open source al 40%-60%. Linux Foundation fa da garante:
    http://www.itespresso.it/linux-compie-ventanni-51334.html

    Andy Rubin finora è stato molto preciso, e, nostante i ritardi di Honeycomb, ha poi spiegato. Se nel quarto trimestre non ci sarà l’OS in download, sarà Richard Stallman a partire in quartya. E con le cause per violazione Gpl: cause che FSF ha tutte vinte, in questi anni.
    Buona notte! Ora vado a leggermi le mega novità Android…stay tunes (but not iTunes 😉

  15. MacRaiser scrive:

    @ Guido: Il tuo e’ il classico caso del bue che da’ del cornuto all’asino. Come fan Apple non ti puoi permettere di criticare nessuno. Perfino Microsoft ha un metodo piu’ “liberale” di Apple, dato che permette di installare i suoi sistemi su qualunque hardware Intel compatibile.

  16. Mirella scrive:

    Dipingi una Microsoft che non esiste da 10 anni. Dopo la cura Antitrust UE e dopo il lavoro di Ray Ozzie (prima dell’addio), Microsoft non è la stessa di 10 anni fa. Come Apple non è la stessa. Queste sono un po’ di cose che Microsoft ha fatto in questi anni, nell’interoperabilità e nell’Openness. Certo, obtorto collo, vedi Antitrust UE eccetera

    # A JavaOne Microsoft punta sull’interoperabilità fra .Net e Java
    # Microsoft rilascia ancora codice sotto licenza Open source
    # Microsoft sviluppa un Cms open source
    # Dal patto tra Microsoft e Novell, nasce Moonlight
    # Microsoft pubblica i formati per l’interoperabilità
    # Interoperabilità, Microsoft è accusata di lentezza
    # Microsoft sponsorizza il censimento dell’Open Source
    # La Ue fa il tifo per l’open source e per la robotica
    # Microsoft pubblica nuove informazioni per l’interoperabilità
    # Quanto è Open Microsoft?
    # Microsoft apre le porte all’interoperabilità

    Qui invece puoi leggere due definizioni di Oppenness:
    Ray Ozzie: Nessuno sarà 100% open source
    http://www.itespresso.it/ray-ozzie-nessuno-sara-100-open-source-42365.html

    E qui la risposta di Google (precedente al celebre Tweet di AA. Rubin di Android):
    http://www.itespresso.it/google-definisce-cosa-vuol-dire-essere-open-42708.html

  17. Guido Baldoni scrive:

    Non sei molto Open nelle norme di dialogo… non mi posso permettere? E perché mai? Ti devo confessare che è abbastanza sgradevole discutere con questi continui attacchi.

    Provo a ripartire da zero. Cosa penso io?

    Io non penso che l’open vada bene sempre. Non lo pensa Apple, non lo pensa Microsoft, non lo pensa Google (anche se lo dichiara). Forse in questo siamo diversi. Per me la cosa più importante è l’esperienza che hai con il prodotto, il suo poterlo utilizzare come strumento.
    Non sono un programmatore, quindi non posso utilizzare la sorgente di un programma, ma posso usufruire dei programmatori che l’hanno fatto e che lo hanno migliorato o ne hanno tratto qualcosa di diverso. (Anche se per Android questo si è spesso tradotto in giochi di potere tra fabbricanti di cellulari e fra compagnie telefoniche)
    Ma ognuna di queste grosse aziende ha un core business che DEVE restare chiuso, a rischio di farsi raggiungere dai rivali. Se chiedi a Google il loro algoritmo di ricerca di Google, ti fanno una pernacchia. Invece Android deve essere libero, per viaggiare su più telefoni e tablet possibile. Perché? Per le pubblicità. Ah, ed è open il loro codice pubblicitario? Certo che no.

  18. Guido Baldoni scrive:

    Mirella, dove ho parlato di Microsoft in questo thread? Era un altro post? Con tutti questi discorsi paralleli mi sono confuso… è uno degli inconvenienti dello spammer 🙂

  19. mirella scrive:

    Sai, a me arrivano via e-mail i tuoi commenti. Dove scrivi scrivi. Se vuoi vengono anch’io a commentare su IlPost (da Mantellini) e su tutti i siti su cui commenti. Poco importa, tanto sei sempre tu, no? 🙂

  20. Rd scrive:

    Vedo che ti sforzi a spostare il “discorso” , Guido. Ma se si parla di Android (un progetto di un’Alleanza Open Handset Alliance, quindi non limitato a Google), cosa c’entra l’algoritmo segreto di Google? Android è una cosa (NON SOLO di Google); Google nelle sue cose fa altro (ma appunto, sono cose di Google e non di altri player). Mi sembra che ti manchino i fondamentali… E’ come se tu volessi sommare i cavoli con le mele, come era scritto in altro Post: non ha senso.

    La tua tattica di confondere le acque è simpatica, ma sta emergendo la tua “fragilità” teorica sull’argomento Open source e dintorni… Parla di Apple, di quello mi sembra tu sappi un po’ di più (anche se MacRaiser ti ha mostrato le lacune anche in quel tema).

  21. Guido Baldoni scrive:

    Quello va benissimo, basta una ricerca per trovare gli altri miei commenti, ti chiedo solo di rispondere nello stesso thread perché non mi ricordo cosa ho detto! 🙂

    Comunque: la Microsoft secondo me è al 90% una forza del passato. Ha ancora dei lampi di genio, ma non ha più la costanza anche di cinque anni fa. Magari mi sbaglio e risorgerà. Ha sicuramente dei lati più open di prima.

  22. Miriam scrive:

    Se non ti ricordi cosa hai detto… Non è che non lo pensi veramente? E allora non è che spari tanti commenti su 20 Post solo per creare un “effetto caos” e fare un po’ di Buzz e Marketing pro Mela? Come per altro fai su IlPost e in tanti altri blog… Tutti ti conoscono, e questo è la prova del 9: non commenti con un ragionamento, ma lo fai a cascata, e poi… perdi il filo.

    Anche Apple 14 anni fa era una forza del passato, e perfino sull’orlo della bancarotta, e poi – anche grazie al fatto che Bill Gates aveva bisogno di salvarsi dall’Antitrust Usa (ed evitare lo spezzatino) – è risorta.

    La storia Hi-tech è piena di “resurrezioni”. Definire “forza del passato” un balzo del 31% dei profitti a quota 5.23 miliardi e ricavi in crescita del 13% a 16.43 miliardi di dollari (nonostante il calo di Windows!), sia parecchio fuorviante… E dimostri che sei poco ferrato su certi argomenti come dice rd in altro commento

  23. Guido Baldoni scrive:

    Miriam, stiamo parlando ragionevolmente, non ti sembra? Non ti attacco. Non dico che sei prezzolata da qualcuno, che sei uno spammer, che non sei ferrata. Uso degli argomenti, dei discorsi.
    È vero, la Apple era una forza del passato ed è risorta. Ma ci vuole una coerenza, una strategia. Secondo me Ballmer non ha fatto bene all’innovazione in Microsoft. Leggendo tempo fa blogger ex-microsoft, avevo l’impressione che l’azienda fosse diventata teatro di battaglie fra divisioni rivali. La competizione interna può essere proficua, ma non quando ci si mette i bastoni fra le ruote a vicenda.

  24. Miriam scrive:

    Se ne sono andati in tanti Top Manager, quelli “seduti sugli allori”; diverso è il caso Ray Ozzie (su questo concordo, è l’unico addio “grave” in Microsoft). Uno è emigrato in Finlandia e ora è Ceo di Nokia, e ha fatto un accordo strategico con Microsoft (scelto Windows Phone 7 al posto di Android). Poi compra Skype (e Skype sta facendo grandi cose nel B2b; nel consumer, ha grandi prospettive con Microsoft, se ci riuscirà). Microsoft ha da anni una fettina, piccola, di Facebook: tanto basta per… bloccare iTunes Ping. Forse non hai una “visione di largo respiro”? E vedi solo quel che vuoi vedere, e cioé screditare Microsoft? Mi pare evidente.

  25. MacRaiser scrive:

    Ma che scempiaggini tocca leggere. “la Microsoft secondo me è al 90% una forza del passato.”, ma che vuol dire? Queste sono frasi da bar, quando si parla di calcio e il tifoso della squadra sfigata che non ha mai vinto un campionato promette tuoni e fulmini al tifoso della squadra che vince tutti gli scudetti da un quarto di secolo. Ma si puo’ parlare in questo modo di informatica? Microsoft ha creato uno -standard- che si chiama “Windows”. Windows e’ piu’ di un sistema operativo: e’ una commodity, vale a dire un “prodotto derivante”, cioe’ alla base della creazione di altri prodotti, beni o servizi che siano. Questo fatto di evidenza solare, fondamentale per capire l’universo informatico nel quale ci muoviamo, sfugge completamente ai tifosi Apple. Eppure essi stessi, loro malgrado, devono fronteggiare la penosa nozione che la loro cara casa madre, dota il loro caro sistema operativo -di serie- dello slot gia’ pronto per l’installazione di un Microsoft Windows. Una contraddizione devastante, se ci si pensa. Altrettanto dolorosa e’ la nozione che il pacchetto Office di Microsoft costituisce da sempre una delle fondamenta essenziali sulle quali la clientela Mac acquista il computer con la mela sopra. Se poi si pensa che i software tra quelli di maggior successo commerciale, in ambiente OS X, sono i virtualizzatori Windows, ci si rende conto dell’assurdita’ di queste sparate da curva calcistica. Concludo ricordando la nozione forse piu’ corrosiva di tutte, per i fanboys: se domani tutte le versioni Windows smettessero improvvisamente di funzionare, il mondo intero si fermerebbe: dalle stanze della Casa Bianca ai POS dei supermarket. Se domani tutte le versioni di Mac OS X si bloccassero improvvisamente, il mondo proseguirebbe placidamente il suo tran tran quotidiano, senza neppure accorgersi dell’accaduto.

  26. Fb scrive:

    …Ma se si fermasse GNU/Linux si fermerebbe la Borsa di Londra e un bel tot di server. E quindi il mondo business 😉

    Comunque sì: se si fermasse Mac Os X, se ne accorgerebbero solo i Fanboys, certi “giornalisti” che sanno scribacchiare solo su microaggeggi-con-la-mela (per autocompiacersi su Facebook e Twitter di quanto sono ganzi…), qualche archi-star e “creativo” pubblicitario della cui assenza pochi si accorgerebbero… il mondo insomma andrebbe avanti, senza grosse scosse, in effetti 😉

  27. MacRaiser scrive:

    @ FB: Certamente un blocco di tutti i sistemi Linux metterebbe in seria difficolta’ la rete, anche se non si configurerebbe come una catastrofe totale, quale invece rappresenterebbe il blocco totale dei sistemi Windows. Questo perche’ Linux, come OS X, non e’ assurto ad equivalente informatico della commodity. Faccio un esempio banale: i software che gestiscono la rete elettrica girano certamente in ambiente Windows (magari customizzato, ecc): un blocco totale di quest’ultimo fermerebbe la rete di alimentazione, rendendo vana l’autonomia dei server Linux. In questo senso affermo che Microsoft Windows e’ una commodity informatica.

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