Microsoft + Baidu + Nokia + Skype=?

C’è chi vede Microsoft “decotta da un decennio” (lo scrive un nostro lettore), anche se i 370 milioni di Windows 7 venduti in 18 mesi, non sono noccioline. Ma Apple e Google credono davvero di essersi sbarazzate deil colosso di Redmond? Mah. Dieci anni dopo la scure Antitrust, Microsoft può ripartire. E la controffensiva, ancora tutta da valutare e tutta da vedere alla prova del mercato, ha una sigla BNS. Baidu, Nokia, Skype: due accordi strategici, con la cinese Baidu (pare imminente) e con Nokia, rispettivamente; e un’acquisizione (quella di Skype) da 8 e mezzo miliardi di dollari. Per non parlare di Facebook che in Cina sta per sbarcare con Baidu in funzione anti Google Circles (in Facebook Microsoft detiene una piccola quota). Per capire se Apple e Google potranno dormire sonni tranquilli nell’era Post-Pc, bisogna aspettare un po’: Windows 8 e i tablet Windows-Skype (in cui il brand Skype ha un appeal “giovane” e geek, che potrebbe aiutare l’appannata Microsoft); cosa porteranno in dote a Microsoft gli accordi con Baidu e Nokia. Baidu apre a Bing le porte di un mercato da 457 milioni di utenti. Insomma, la sfida post-Pc e Mobile è aperta come non mai, e prima di decretare “vincitori e vinti” o “colossi alla frutta”, bisognerà avere pazienza. Come minimo, la verità si vedrà nel triennio 2012-2015.

Certo, una cosa va detta: i monopoli fanno male a tutti, anche a chi monopolizza; e l’apertura dei mercati OS alla concorrenza, ha non solo liberalizzato il comparto, ma soprattutto “messo in moto” energie e creatività. Il ruolo dell’Open source nello stuzzicare i colossi ha avuto il merito di risvegliare chi dormiva sugli allori… Vedremo.

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3 risposte a Microsoft + Baidu + Nokia + Skype=?

  1. MacRaiser scrive:

    E’ proprio la geniale politica di alleanze e semi-apertura, che ha consentito a Microsoft di portare Apple al fallimento, per poi generosamente salvarla sull’orlo dell’abisso che gia’ aveva inghiottito Commodore e Atari (oltre alle pratiche gangsteristiche, come affermo’ il giudice Thomas Penfield Jackson nella sentenza di condanna allo smembramento della compagnia di Bill Gates, poi purtroppo riformata in appello). Per converso, fu la politica jobbiana di isolamento totale (proseguita da Sculley, peraltro) a portare Mac OS a precipitare da un market share del 12% dell’era pre-jobbiana al 4-5% dell’era jobbiana. E fu solo grazie alla dolorosa scelta di chinare il capo e -allearsi- con Microsoft, accettando l’elemosina di Bill Gates, che Apple si salvo’. Anche in economia, la principale virtu’ di un grande stratega e’ la capacita’ di stringere le giuste alleanze. Steve Jobs e’ stato sempre tragicamente carente, in questo. E questa sua carenza getta un’ombra inquietante sul dopo-Jobs di Apple.

  2. Mirella scrive:

    Tra l’altro proprio in questi giorni ZdNet e BetaNews hanno ricordato l’anniversario dei “10 anni” di questi eventi… Una lezione da non dimenticare. Lo dico anche per Google che, finora, ha dimostrato di avere ottime strategie, a differenza di Apple, ma che non deve “mai dare per defunta” Microsoft. Anche perché il colosso di Redmond conosce le “manovre a tenaglia”, e persegue le sue strategie con una cocciutaggine rara… Ah, non dimentichiamo: il signor Bill Gates, filantropo a tempo pieno, non ha in realtà mai smesso di lavorare per Microsoft. Guarda caso nel settore della “ricerca online”, dove Bing e Facebook stanno espandendo un accordo: un’intesa che porta i dati di Facebook su Bing, e che per Google è insidioso. Questo, per dire che il mercato hi-tech è vitale, e fare i funerali in anticipo… allunga la vita (dice il proverbio e Microsoft a me sembra tutto fuorché “decotta”)

  3. Mirella scrive:

    …E la Germania dà l’addio a Linux desktop:
    http://www.mrwebmaster.it/news/germania-basta-open-source-si-torna-windows_5361.html
    Sì, Microsoft è tornata a “ruggire”, direi…

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