L’ex “paninaro” Mister Timberland a Jobs: Caro Steve, su Foxconn sbagli

Mister Timberland, al secolo Jeffrey Swartz, le cui creazioni sono una delle punte di diamante dello stile Wasp, idolo degli ex paninari (anni ’80, contrapposti ai Punk), dice che anche lui – come quasi tutti – ha delocalizzato. Ma “noi facciamo monitoraggio strettissimo sulle condizioni di lavoro per evitare quelle storie tremende dei (…) gadget tecnologici realizzati in condizioni di schiavitù“.
Mentre la fabbrica di iPad 2 (Foxconn, impianto di Chengdu) va a fuoco e miete tre vittime (più quindici feriti nella fabbrica cinese che produce iPhone e iPad), anche per le cattive condizioni di areazione (denunciate solo 15 giorni fa da un gruppo di studenti di Hong Kong), Mister Timberland dice di aver scritto una lettera a Apple, lettera tuttora al vaglio dei suoi avvocati. Ma su una cosa è sicuro: Steve Jobs sta sbagliando su Foxconn; la sfida oggi non è spremere la manodopera dei paesi emergenti, quanto rendere sexy il senso di responsabilità aziendale.

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11 risposte a L’ex “paninaro” Mister Timberland a Jobs: Caro Steve, su Foxconn sbagli

  1. Guido Baldoni scrive:

    Potete mettere anche il link, eh!

    http://blog.timberland.com/jeff-swartz/morality-v-technology-dont-make-me-ditch-my-iphone/

    Comunque, la questione è senz’altro spinosa. Ma pochi se ne salvano. Anche la Timberland ha i suoi scheletri nell’armadio, almeno nel passato. Questo è di qualche anno fa:

    http://www.globallabourrights.org/alerts?id=0280

  2. Fb scrive:

    Anche qui: http://archiviostorico.corriere.it/2011/maggio/21/Timberland_Siamo_buone_canaglie__co_9_110521040.shtml

    Trovare un capitalista senza scheletri nell’armadio, ti assicuro che è difficile 😉
    Detto ciò, la tua tattica di “spostare l’argomento” saltando di palo in frasca, è da asilo nido, non ci fai una gran figura, né la fai fare a Apple. Il problema di Foxconn è sotto gli occhi di tutti:
    http://www.gizmodo.it/2011/05/24/lesplosione-nello-stabilimento-foxconn-potrebbe-costare-ad-apple-500-000-ipad-2.html

    Il signore delle scarpe Timberland vorrebbe dare una mano a Jobs per fare uscire la Mela da un ginepraio. Non trovi il consiglio utile? Il problema è solo tuo. Nascondendo la testa sotto la sabbia, si fa la fine degli struzzi; non dei Nobel con la vista lunga. Fare l’analista IT non è il tuo punto di forza, eh?

  3. MacRaiser scrive:

    Insisto: il problema con Apple, cioe’ Steve Jobs che la dirige da dittatore, e’ quello dello spudorato uso del mendacio per spacciare una immagine che nulla ha a che vedere con la sua identita’. Solo una manciata di mesi fa ha dichiarato che quelle Foxconn non sono “fabbriche di schiavi” e che, anzi, sono “carine”. Ma non basta: ha usato un argomento francamente nauseabondo: “il tasso di suicidi nelle fabbriche Foxconn e’ in linea con la media dei suicidi in Cina”. Dopo questa bella trovata argomentativa, ha pero’ spedito i suoi tuttofare alla Foxconn (l’immagine di Apple subiva danni, evidentemente), al ritorno dei quali sono state impiantate delle fantastiche reti anti “saltatori” nelle trombe delle scale dei dormitori e sotto i balconi.

  4. Guido Baldoni scrive:

    Ripeto, è un problema del capitalismo. L’argomento di mr. Timberland è più valido del vostro: lui dice che la Apple, che è meglio degli altri in design ed esperienza, dovrebbe esserlo anche nell’etica e nelle pratiche manifatturiere. Mi sembra sia stata più solerte nei rapporti e negli interventi, ma può senz’altro fare molto di più. E comunque la Foxconn lavora per Apple, Acer, Amazon, Asus, Intel, Cisco, HP, Dell, Nintendo, Nokia, Microsoft, Sony Ericsson. Ma si parla quasi solo di Apple.
    Quanto all’argomento “nauseabondo”, è semplicemente una rilevazione statistica. Gli impiegati della Foxconn si suicidano in media di meno dei coetanei cinesi di pari reddito. Hai qualche argomento con cui contestarla? La Apple dovrebbe ridurre a zero i suicidi?

  5. Mirella scrive:

    L’impianto di Chengdu di Foxconn, andato a fuoco e senza misure di sicurezza (gia’ denunciato a Apple), costruiva solo iPad 2. Punto.
    Gli altri impianti dove producono gli altri hanno turni meno asfissianti, per quanto si sa. Lo ha scritto Cnet

  6. MacRaiser scrive:

    @ Guido: La risposta te l’ho gia’ data per mezzo delle parole di fake Steve Jobs, che tu hai certamente lette, ma non comprese, evidentemente. Te la riassumo: i suicidi alla Foxconn avvenivano (ora, grazie all’intervento di Jobs, hanno piazzato le reti sotto le finestre e nelle trombe delle scale) -tutti per lo stesso motivo e nel medesimo modo- Chi si suicida lo fa per i piu’ svariati motivi e nei piu’ diversi modi: alla Foxconn no. Dunque cianciare di statistiche (ammesso che sia accettabile farlo) e’ semplicemente cercare una foglia di fico per coprire le vergogne di Apple; anche perche’ le statistiche le fornisce un governo totalitario che sicuramente spaccia per suicidio quello che suicidio non e’, e che non tiene in alcun conto del valore della vita umana, dato che solo in termini di esecuzioni capitali, ne esegue circa 2500 ogni anno. Ma la cosa davvero inquietante non e’ che tu scriva queste emerite scempiaggini a tutto spiano, ne’ la totale mancanza di pudore e di sensibilita’ umana che dimostrano questi due (con rispetto parlando) argomenti che usi (ovvero: “cosi’ fan tutti” e “la media dei suicidi e’ la stessa del resto della Cina”), ma il fatto che tu neppure le hai -pensati-, questi concetti. Ti limiti a fare da cassa di risonanza, da ripetitore automatico delle menzogne di Steve Jobs. E non e’ una “svista”, lo fai a ragion veduta: se tu volessi, infatti, parlare per esprimere concetti tuoi, e non ripetere a pappagallo le parole di Steve Jobs, come stai facendo da tempo, avresti fatto, che so, una ricerca sui suicidi in Cina; oppure sapresti cio’ che ti ha scritto Mirella: che quella fabbrica era adibita -esclusivamente- alla -lucidatura degli iPad2-, eccetera. Ma tu non lo sai e te ne freghi; non solo: tu non lo -vuoi- sapere. A te interessa solo “diffondere il verbo jobbiano”, perche’ Steve Jobs ti consente di acquistare bei giocattoloni a prezzi (relativamente) contenuti, usando il sudore, il dolore e il sangue degli altri. E tu, di questi altri, -nulla- vuoi sapere; altrimenti ti toccherebbe non acquistare i bei giocattolini e questo non ti va. Del resto, dei morti, degl’intossicati, dei suicidati, delle loro famiglie, non te ne frega un’emerita ceppa: a te interessa solo discolpare Apple perche’ continui a venderti i suoi “magici” gadget da onanismo tecnologico. Per costruire 1000 iPad deve crepare un cinese? Ok, questo e’ il costo del “capitalismo”. Ma anche il termine “capitalismo” lo usi in modo improprio, ignorante, ripugnante, come si usa la carta igienica: ci ripulisci le porcate di Jobs, che restano belle e neutralizzate, attaccate li’, cosi’ la mela resta linda e pinta e tu compratore dei suoi prodotti (e dal momento che -sai-, sei evidentemente correo), con la coscienza parimenti ripulita. Sai come si chiama, questa? -Buona coscienza a buon mercato-.
    Last but no least: non hai capito un’acca di cio’ che dice Swartz.

  7. Mirella scrive:

    Comunque, quella andata a fuoco è l’iPad factory ovvero la “fabbrica di iPad”:
    http://www.reuters.com/article/2011/05/25/us-china-foxconn-idUSTRE74O0XI20110525

    Inutile tirare in ballo il “berlusconiano” Così fan tutti, per nascondere i propri problemi

  8. Guido Baldoni scrive:

    Prendo atto del fatto che una stessa modalità di suicidio spazza via qualsiasi comparazione statistica! Dato che c’è stato un incidente in una fabbrica di iPad, ne consegue con certezza che quello della Foxconn è un problema solo della Apple! Inoltre, tiriamo in ballo anche i condannati a morte, tutto fa brodo. No no, quello che fa distinzioni e ammissioni (e che non ha mai trovato dialogo, solo rozzi attacchi) sono io, siete voi gli ideologici! D’altronde io lascio solo qualche commento, voi avete più di un blog completamente dedicati all’odio per la Apple.

  9. MacRaiser scrive:

    a) Non e’ solo la modalita’, ad essere diversa. E’ il luogo, innanzitutto. Come si puo’ raffrontare i suicidi dell’intero territorio cinese a quelli che avvengono in una fabbrica? Sarebbe come dire che (per esempio) a scuola, riteniamo ci sia la stessa percentuale di suicidi che c’e’ mediamente in Italia. Roba da ricovero immediato al reparto psichiatrico. Ma siccome lo dice Steve Jobs (che ripete le parole di un governo -dittatoriale- attenzione, allora pare ragionevole. Il luogo non va bene: al lavoro non ci suicida, se succede vuol dire che ci sono grossi problemi. La modalita’ e’ -identica-, quindi si tratta di una -catena-, non di suicidi “normali” come quelli che cita Jobs a sproposito. Poi il -motivo-. Tutti i suicidi avvenivano evidentemente a causa delle condizioni di lavoro. In ultimo il tempo: sono concatenati, non solo per luogo, modo e motivo, ma anche per tempistica. E infatti si parlava di “catena” di suicidi. D’altronde se Apple e’ intervenuta, lo ha fatto dimostrando negare il problema era divenuta solo una stanca pantomima cui nessuno credeva piu’, ormai. Solo tu continui a negare levidenza solare della -catena- di suicidi.
    b) Dove hai letto che “e’ un problema solo della Apple”? Non ho mai scritto una cosa del genere e -ti sfido- a provare il contrario.
    c) Chi scambia le critiche al comportamento di un’azienda per “odio”, evidentemente si identifica emotivamente con l’oggetto di quelle critiche. L’identificazione e’ cosi’ completa che egli si sentira’ mortalmente offeso se quell’oggetto “tabu” viene in qualche modo biasimato. Un meccanismo molto simile a quello della bestemmia.

    Un suggerimento: al prossimo commento, prima di premere sul pulsante “invia”, prova a sostituire il termine “Apple” con un qualunque altro marchio di multinazionale, non so… Bang & Olufsen… Pioneer.. Poi rileggi e vedi che effetto ti fa.

  10. mirella scrive:

    L’ideologo qui sei tu, come dimostrano i tuoi cut-and-paste del “Jobs pensiero”. Hai a disposizione decine di blog da Fanboys per Apple, e vieni qui a recitare la tua parte: benissimo, ma poi non ti chiedere come mai ti si risponde a tono, quando tu non leggi e cerchi di spostare l’argomento, solo per dire “così fan tutti” anche quando – palesemente – non è vero.

    Se sei anti capitalista, non si capisce perché difendi Apple, regina di Wall Street.

    Il problema di Foxconn è generale. MA l’incendio è avvenuto nella fabbrica di iPad 2, una fabbrica dove un gruppo di studenti di Hong Kong aveva denunciato gravissime lacune, prevedendo quanto poi è accaduto.

    Perché Apple si è spostata a Chengdu, dove le condizioni di lavoro erano peggiori rispetto alle altre fabbriche di Foxconn? E’ stata una scelta oculata? O dimostra che invece di “migliorare”, c’è solo un tentativo di “spostare il problema”?

    “i rapporti di Sacom dicono sostanzialmente che quasi nulla è cambiato: le lavoratrici e i lavoratori cinesi continuano a sostenere turni massacranti che durano dalla mattina alla sera inoltrata, sono obbligati a sopportare una sorta di addestramento militare e devono firmare una specie di abiura rispetto al suicidio che dovrebbe sancire l’illegalità della richiesta di risarcimenti congrui da parte delle famiglie.”

    “il lavoro equivale a meritarsi un’umiliazione pubblica, la richiesta straordinaria di iPad 2 negli ultimi mesi costringe a sopportare settimane lavorative di 7 giorni su 7, i salari continuano a essere miserrimi e non c’è alcuna garanzia di ricevere compensazioni per gli straordinari obbligatori.”
    http://punto-informatico.it/3149018/PI/News/foxconn-schiavi-al-lavoro.aspx

    Quindi, non diamo la colpa a Nokia o Dell… Ma diamo a Cesare (Steve Jobs) quel che è di Cesare-Jobs

    Questo è un blog non anti-Apple ma un Apple Watcher (ma anche Cloud e e-book watcher) in stile americano. Informati 😉

  11. Mirella scrive:

    Su Foxconn, dalle news su Gizmodo in poi fino al libro Mela Marcia, abbiamo sempre – sempre – detto che è la fabbrica di Apple e tutti gli altri vendor IT. Tutti.

    Nel caso dell’esplosione, Cnet, Reuters e le principali testate hi-tech parlando di “fabbrica di iPad 2”. Quindi, non stiamo più parlando di Foxconn in generale, dove a essere richiamati erano tutti i Big… ma si sta parlando di un rogo specifico in una fabbrica specifica e in condizioni di sicurezza, denunciate poche settimane fa, come “non adeguate”. Per quanto è dato sapere ad oggi.

    Dai link sia Reuters che Punto-Informatico che ti ho mandato, puoi farti un’idea di cosa pensi l’opinione pubblica americana in merito. Poi, non vuoi che in Italia si parli di certe cose? Perché? Mi rifiuto di credere che tu pensi che i blog che mettono in evidenza i problemi, debbano essere censurati come in Cina e Birmania… Eddai, sono convinta che tu sia un “sincero democratico” 🙂

    Considera poi che la sottoscritta ha scritto migliaia di news fra il 2004 e il 2010 sui problemi Antitrust di Microsoft

    Ed ora seguo quelli di Google, dopo aver scritto nel 2000 un libro sul “lato oscuro” di Google per la ShaKe

    No, nn puoi dirmi che sono “anti-Apple”, perché ho preso di mira tutte le multinazionali IT. Ho sempre denunciato tutti i problemi di tutte le aziende (Cisco in Cina, Microsoft e l’Antitrust, il flop di Vista eccetera)

    Cerchiamo di essere open-mind 😉

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