Apple, la SEC e le tangenti

Ogni volta che qualcuno “di sinistra” attacca Microsoft, tira in ballo l’Antitrust, il monopolio eccetera. Microsoft ha chiuso il contenzioso con l’Antitrust pagando 1,68 miliardi di dollari. Mica noccioline (in realtà è notizia di questi giorni che si è appellata per richiederne indietro 899 milioni di euro, e si vedrà come va a finire). Comunque ha chiuso i suoi debiti con la giustizia, almeno per ora. C’è chi, invece, deve ancora sistemare alcuni conti aperti.

Apple, che già nel 2007 era inciampata nel caso “Stock options” (e si è salvata per il rotto della cuffia ovvero avvenuta prescrizione, come succede a certi processi di Berlusconi…), ieri è stata coinvolta in un caso quanto meno da chiarire in fretta. L’esclusiva è di Reuters e afferma che la SEC – Securities and Exchange Commission -, la Consob americana, avrebbe sborsato 1 milione di dollari “comperando server virtuali, datati ed inutili, da Apple e Cloverleaf. Al caso di corruzione emerso grazie al Freedom of Information Act, si sta occupando l’ispettore generale David Kotz. Pare che non sia stata fatta una gara per il materiale e che siano passate di mano bustarelle per l’acquisto di server ed altre infrastrutture, mal installate e mal funzionanti“(Sette B.IT).

Alle iTangenti ancora non eravamo abituati. Se si sceglie una marca o un’altra, fa parte della libertà di scelta. Ma utilizzare “categorie etico-morali” come la giustizia, pare fuorviante… Insomma, se Atene piange, Sparta non ride.

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