Fanboys, felici e sfruttati

Carlo Formenti, uno degli studiosi e osservatori di Internet più acuti, lancia una provocazione: la Rete ha esasperato ed esaltato la capacità del capitalismo di sfruttare la creatività e il lavoro umani? “Mentre molti guru spiegano che sta per iniziare un’era post-capitalistica in cui ricchezza e mezzi di produzione saranno distribuiti in maniera orizzontale, l’autore osserva la realtà che ci circonda fatta di crollo dei redditi, precarizzazione della vita e accentuarsi dei monopoli“.

Continua Formenti: “Apple – pur essendosi guadagnata il marchio di ‘estremista‘ del software proprietario – si è spinta ancora più in là con il suo App Store, che (…) funziona anche come dispositivo di mobilitazione di massa per milioni di utenti-consumatori, sui quali vengono scaricati i costi dell’innovazione culturale”.

(A onor del vero felici e sfruttati sono anche i Fandroid, i fan di Facebook eccetera)

“(…) i prosumers godono (felici e sfruttati) della possibilità di esprimere liberamente il proprio talento, di vederlo riconosciuto dalla comunità dei pari, di appagare le proprie passioni individuali e collettive, di accumulare sociale.”

Tutto bene, allora? Non proprio. La cruda verità è servita: qui è in atto lo “scambio ineguale”, “con cui Marx definiva la capacità del capitale di appropriarsi della potenza produttiva del lavoro remunerandola in minima parte“.

Questa è un’economia “in cui un pugno di vincitori si appropria di tutto il malloppo, lasciando poco o nulla agli altri“. Quando Steve Jobs, nei suoi rutilanti keynote in cui snocciola cifre a raffica, dice di aver staccato un assegno da un miliardo di dollari per migliaia dei devoleper, rileggete le pagine di Formenti e riflettete sul destino del “capitalismo digitale ed eclissi del lavoro“.

Sicuri, Fanboys, di voler diventare gli immiseriti felici e sfruttati del XXI secolo, mentre si spalanca la forbice che separa l’1% dei ricchissimi da tutto il resto dei mortali? Verrebbe quasi da rispondere, parafrasando il vecchio Marx: Developer e knowledge workers di tutto il mondo, unitevi!

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3 risposte a Fanboys, felici e sfruttati

  1. MacRaiser scrive:

    Il capitalismo digitale non puo’ esistere senza il capitalismo tout-court. Per questo motivo, dividere in due sole categorie e’ dozzinale . Esistono i servi della gleba che sono gli schiavi Foxconn: e loro -non sono felici- Poi ci sono i consumatori/fantaccini del beta testing e cavie da laboratorio della creazione di bisogni. Poi i vari impiegati genius bar, sviluppatori, lavoratori e ingegneri impiegati a Cupertino, fin su agli azionisti e al consiglio d’amministrazione: vassalli valvassini, valvassori, eccetera. La struttura marketing-mediatica di Apple/Stores rappresenta la declinazione piu’ moderna della classica piramide del potere, direi.

  2. Mirella scrive:

    Il libro in effetti è meno banale di come l’ho “sintetizzato” io… E’ una provocazione, ma a chi si occupa di IT vale una lettura. Imho 🙂

  3. MacRaiser scrive:

    Al contrario, hai reso bene il senso. Certamente da leggere 🙂

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