Financial Times: abbonamento iPad? No, grazie

Il Financial Times, dopo mesi di studio – dubbi e perplessità crescenti, scavalca le regole imposte da Apple per gli abbonamenti. Il blasonato FT rifiuta il meccanismo forzato di iPad e bypassa l’intermediazione di iTunes.

L’edicola digitale è una cosa seria: “Non vogliamo perdere la relazione diretta instaurata con i nostri abbonati: cuore del nostro modello di business” spiegano al giornale finanziario. L’Html5 permette al Financial Times di superare il recinto dell’iPad. Non commettere gli “errori” dell’industria musicale è già un passo avanti. L’app di FT, in Html5, è disponibile per iOS, ma presto anche per Android e Blackberry. La Bibbia del libero mercato poteva rinchiudersi nel Walled garden, l’orticello recintato di iTunes?

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10 risposte a Financial Times: abbonamento iPad? No, grazie

  1. Mirella scrive:

    Apple ha fatto marcia indietro sulle regole di acquisto di In-app, venendo incontro alle richieste degli editori. Merito dell’Antitrust, oltre che della mossa astuta del Financial Times e della serrata concorrenza di Android e degli altri vendor:
    http://www.itespresso.it/richard-stallman-critica-gli-e-book-52535.html

  2. MacRaiser scrive:

    Un colpo ferale al tentativo jobbiano di creare un giardino di portafogli editoriale impenetrabile. iPad resta sostanzialmente un giocattolone costoso per tecnoesibizionisti o poco piu’. Ieri ero seduto accanto ad un azzimato quarantenne alle prese col suo specchio portatile da 700 euro. Uno spettacolo penoso. Alla fine ha gettato la spugna e l’ha riposto nella borsa.

  3. lawfox scrive:

    Si chiama mercato. Jobs propone e FT risponde picche. Amen.
    Per il 40enne con il giocattolone un po’ di rispetto: magari si stava facendo gli affari suoi. Seguiamo il suo esempio.

  4. Fb scrive:

    Hai ragione: è il mercato, bellezza. Anche Project Spartan di Facebook, è il mercato, bellezza. E se in tanti “Big” vogliono bypassare Apple, perché hanno capito con chi hanno a che fare. Ebbene sì: è il mercato, bellezza!

  5. Pingback: Project Spartan di Facebook (e non solo): i BIG vogliono bypassare Apple | Mela Marcia

  6. MacRaiser scrive:

    @ Lawfox: Grazie per il consiglio, ma preferisco la liberta’ di pensiero e di parola (finche’ c’e’). Gli affari tuoi fatteli pure tu, se ti va (ma vedo che non e’ cosi’, dato che commenti). Gli esempi vanno dati, non predicati; non te l’hanno detto?

  7. lawfox scrive:

    La natura di questo blog s’era visto dai numerosi commenti che ricevete.
    Fatti tutti da uno che la pensa come voi.
    Nel frattempo quel buontempone di Jobs vende milioni di prodotti e dopo di lui ci sarà qualcun’altro che farà lo stesso. Voi cambierete bersaglio (spero…), io cambio subito blog.
    P.S: Non mi rispondete, tanto è l’ultima visita….

  8. MacRaiser scrive:

    @ Lawfox: Vedo che ti piace impartire ordini. A me piace disubbidire, invece.
    Per quanto riguarda la “natura di questo blog”, non serviva lasciare commenti a raffica, per intenderla. Bastava, fin da subito, leggere la testata “Mela marcia”. Piuttosto chiara, mi pare. In effetti, a chi sia dotato di qualche forma d’intelligenza, essa avrebbe suggerito qualcosa.

  9. Mirella scrive:

    Ma dopo Mela marcia, c’è anche un “dominio”: “Nessun grande nemico”. Della serie, il blog nasce da un libro, ma il libro, pur partendo da un episodio specifico e circoscritto (in cui Apple è partita – lancia in resta – contro Gizmodo, contro Adobe, contro tutti…), è a 360 gradi. Noi ci siamo solo limitati a rispondere alle accuse di Apple verso una schiera di soggetti o player, per domandarci “cosa succede nell’IT”. Lo hanno capito Punto-Informatico e ZeusNews, che ci hanno fatto la recensione e P.I. ospita pure il nostro e-book su Punto-Informatico Libri; e non lawfox. Peccato, no? Ce ne faremo una ragione 🙂

  10. Mirella scrive:

    La “natura di questo blog” si legge dalle statistiche, in crescita da mesi, dalla prima edizione del libro esaurita in pochi mesi… Poi ognuno commenti come desidera: viva la libertà d’espressione! 🙂

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