Le assuefazioni del Corriere della Sera

Curiosa la definizione di oggi di un intervento del Corriere della Sera a proposito dei guai Antitrust di Google. Il pezzo ne parla come di addiction al cioccolato per Google (insomma, qualcosa in fondo di innocuo), mentre Microsoft darebbe assuefazione alle sigarette (leggi: è cancerogena. O abbiamo capito male?). Chiediamo a Edoardo Segantini: ed Apple, chissà, a cosa dà assufezione? Per pura curiosità, ci mancherebbe: Lisergamidi o nessuna addiction…? Speriamo niente di tossico, per carità, visto che l’iPad è usato anche dai bimbi! Anche Apple ha qualche problemino Antitrust. E sul meccanismo in-app ha fatto una clamorosa inversione a U, per evitare scontri con le authority. Anzi, a essere precisi, l’unica che li ha risolti, dopo aver pagato una cifra enorme (di cui oggi chiede idietro una parte), è Microsoft. Dopo 10 anni di indagini (e dopo le multe UE), caso chiuso.

La stampa mainstream italiana, quando parla di hi-tech, riesce sempre a sorprenderci. Invece che di IT, sembra che si parli di calcio, con le opposte tifoserie. In un supplemento per donne, sempre del Corriere, una nota giornalista (non facciamo nomi, non sta bene), dice che il suo oggetto del desiderio è l’iPhone (gli altri giornalisti invece citano oggetti di uso comune, magari ricordi d’infanzia… insomma, niente marche: non è molto chic). Strani mondi. La magnifica ossessione contro Microsoft dev’essere à la page fra i giornalisti italiani. Cose su cui non scivolerebbero il New York Times, il Financial Times o il Wall Street Journal. Ma qui, si sa, siamo in provincia. Oltre al Digital divide, abbiamo anche il Cultural Divide. Superare i divari significa innovare, scommettere sulla crescita IT, azzerare i gap con il resto del mondo. Non parlar male sempre di un brand e sempre bene di un altro: ma che senso ha? E non vogliamo soffrire di nessuna assuefazione, non sia mai.

 

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