Steve molla. Il timone a Tim Cook

Sfortunatamente quel giorno è arrivato“. Lo scarno comunicato di Apple è minimalista e senza fronzoli, in stile Jobs. Ora inizia l’era post-Jobs. Mentre Hp, primo vendor al mondo del mercato Pc, getta la spugna (per focalizzarsi su cloud, servizi e stampa digitale), con lo spin-off della divisione Pc, anche la Mela dovrà rivedere le proprie strategie. In attesa del mercato post-Pc, c’è qualcosa di meno inafferrabile: è l’era post-Jobs.

Intanto, a giorni verrà dato l’annuncio dell’appuntamento per iPhone 5. Aspettando l’iPhone Nano, tutto cloud e low-cost, e l’iPhone 3D… Ma è un po’ tardi. Mentre Android veleggia al 52% e iPhone arranca al 29%, i giochi sembrano ormai fatti: Jobs è stato carismatico, ma non abbastanza per rendere Apple la “nuova Nokia”. Quel ruolo dovrà contenderselo con Samsung, e perfino con Nokia-Microsoft, nel prossimo futuro. Apple domina nel segmento tablet, ma chissà per quanto: Google-Motorola incalza, mentre Samsung gioca le sue carte, e Windows 8 tablet aspetta alla finestra.

Stay hungry, stay foolish, disse Jobs nel 2005 agli studenti presso l’università di Stanford.

Come scrive il Blog Melamente Assorto: “Comunque sia, oggi esce di scena l’uomo che ha trasformato Apple da compagnia innovativa dotata di una visione alternativa ed eccentrica -attenta ai bisogni dei clienti e paladina della correttezza nei loro confronti, oltre che in quelli dei lavoratori- a macchina-monstre mainstream, macinasoldi, bugiarda quanto modaiola; e con tanto di velleita’ totalitarie“. Nell’era del neo schiavismo di Steve Jobs, forse per Apple è l’ora di voltare pagina. Steve Wozniack avrà mai un ruolo nel dopo-Apple? E Eric Schmidt, ex Ceo di Google?

Ah, per la cronaca. Gizmodo è stata assolta dalle farneticanti accuse di Mister Jobs: “La testata di proprietà di Gawker Media non avrebbe infranto alcuna legge secondo Morley Pitt, Assistant District Attorney della contea di San Mateo. Gizmodo aveva comprato, attraverso il suo giornalista Jason Chen, il dispositivo che era stato perso in un bar e ritrovato da Hogan. Secondo Jobs Gizmodo aveva cercato di ricattare Apple chiedendo accesso privilegiato all’ufficio stampa per futuri rilasci di prodotti: «mi avevano detto che avrei dovuto lasciar perdere –aveva detto allora Jobs – ma non possiamo cambiare i nostri valori fondanti e lasciar perdere una cosa del genere. Piuttosto me me andrei da Apple». Dopo la scoperta di quanto accaduto e l’avvio delle indagini, la casa di Chen era stata perquisita e sequestrati diversi beni di sua proprietà suscitando le proteste dell’editrice e anche di diverse altre testate giornalistiche che hanno ritenuto eccessivi i provvedimenti applicati e vendicativo il comportamento di Apple che in quel modo cercava di intimorire un giornale che stava solo facendo il suo dovere, esercitando il diritto di cronaca.” – Da Macity.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Steve molla. Il timone a Tim Cook

  1. Fb scrive:

    “A tal punto che Google è costretto a riadattare le sue strategie per inseguire Apple su quel terreno: così tutti hanno interpretato la recente acquisizione Google-Motorola” scrive Rampini su Repubblica. Ma dove vive? Forse l’esperto di Cindia, sedotto dallo schiavismo di Foxconn, non si è accorto che Google è prima del mercato smartphone, e iOS è a meno della metà di market share? Google ha acquisito Motorola pensando al mercato tablet e set-top-box, ma sopratttutto al portafoglio brevetti! Più che sfidare Apple nel mercato hardware-software integrato, ha pensato alle migliaia di brevetti di Motorola con cui difenendere Android da Oracle e dalla stessa Apple. Cmq così accontenta pure certe sirene di Wall Street, a cui Apple pare un bene rifugio come l’oro…

I commenti sono chiusi.