Steve Jobs e la Praeteritio, il gossip merchant Nick Denton e Tmz. La lezione di stile di Gizmodo

I giornali italiani si stanno scannando, come all’epoca dell’iPhone 4 (che fu definito un finto scoop, finché non si scoprì che lo scoop di Gizmodo era autentico). Come allora, i giornalisti italiani fanno la “morale” ai siti di Nick Denton, editore, gay dichiarato e gossip merchant.

La foto di Steve Jobs (che Gizmodo ha già rifiutato: Ecco perché non la pubblicheremo) potrebbe essere frutto di un buon Photoshop od essere vera. Ma il punto non è questo.

Il punto è la Praeteritio. Quella figura retorica con cui si finge di voler tacere qualcosa che invece si pubblica (eccome se si afferma!, per fare audience e generare profittevoli click). La edulcorata Isabella Bossi Fedrigotti fa la morale a Tmz, un sito di gossip stile trash journalism, ma poi – eccome! – se le pubblica.

Il gruppo editoriale di Novella 2000 che vuol fare la predica a Tmz? De gustibus: Savonarola almeno era coerente, suvvia.

Gizmodo, invece, non le posta e spiega perché. Una lezione di stile che dovrebbe far riflettere i media di tutto il mondo, che a loro tempo accusarono i giornalisti e blogger di Gizmodo di far ricettazione pur di fare lo scoop dell’iPhone 4 ai danni di Apple. Accuse ingiuriose, di cui per altro il sito tecnologico è stato scagionato – e con formula piena.

Ora che Steve Jobs ha mollato il timone, passandolo al nuovo Ceo Tim Cook, la vita di Jobs torna ad essere privata. E noi rispetteremo la sua privacy: ognuno ha il diritto di trascorre in serenità il suo pensionamento, anche se rimane presidente e nel Cda di Apple, e dunque “uomo pubblico”. Se non ha privacy Berlusconi, non ce l’ha neanche Jobs, lorsignori.

Tmz è un tabloid e non è giornalismo (tutt’al più trash journalism, come certe testate italiane di serie B, di gossip spinto, da sfogliare con aria di finto-disinteresse dalla parrucchiera); Tmz sarà anche un “fetido foglio”, Denton uno squalo, i post dei suoi blogger uno sciacallaggio (come dice Massimo Mantellini). Non saremo noi a difendere Tmz, però vogliamo far notarte la “lezione di stile” di Gizmodo. E non ci permetteremmo mai di definire “m…” chi le sta pubblicando. Abbiamo fatto un’altra scelta, e basta. Ma non vogliamo arrogarci nulla o affibbiare patentini a chi pubblica certe foto (il blog Melamente Assorto fa giustamente notare che quando sono state pubblicate le foto di Patrick Swayze, gravemente malato, nessuno ha osato dire che People fosse un giornale di sciacalli!).

Ai giornalisti italiani che si scandalizzano per lo “sciacallaggio” di Tmz, ricordo solo due cose: il falso scoop di iPhone 4 era un colpo di fortuna, ed un vero scoop; inoltre nessuno si scandalizza per il nèo schiavismo di Foxconn nei reparti dove si costruiscono (anche) iPhone e iPad, e dove ai suicidi seguono incendi. Che cinismo, no?

Ps: ITespresso, alle foto (vere o finte) di Jobs malato, ha preferito un’altra news: l’indiscrezione secondo cui Sir Jony Ive potrebbe diventare Product Visionary, il visionario dei prodotti di Apple. Sano tech gossip, insomma. Forse privo di fondamento (anche se la fonte è Bloomberg), ma non abbiamo la palla di vetro. Guardiamo avanti, e non anticipiamo l’albero della vita di un uomo, appesa o no a un filo…

I giornali italiani farebbero meglio a porsi un’altra domanda, come si è posto – doverosamente!- Zucconi sul blog su Repubblica.it: perché in Italia manca la meritocrazia? Perché un ragazzo adottato, da una famiglia povera, non può in Italia ricalcare la parabola di Steve Jobs di Apple o Sergei Brin di Google? Perché l’Italia è una società bloccata senza ascensore sociale, dove uno in un garage assembla un’idea, anche copiata da altri, la porta in Borsa e crea un’azienda che fa crescere il suo paese? Di questi temi mi preoccuporei, e non del trash journalismdi TMZ… O vogliamo chiederci se Paris Hilton ha o no la cellulite: ma a chi importa, poi?

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5 risposte a Steve Jobs e la Praeteritio, il gossip merchant Nick Denton e Tmz. La lezione di stile di Gizmodo

  1. MacRaiser scrive:

    Sono parzialmente in disaccordo e ti spiego perche’, Mirella. Il nobile ragionamento di Gizmodo (e degli altri che non pubblicano o che hanno eliminato la foto pubblicata per ore -una pantomima di incredibile ipocrisia- come Melablog e Cult Of Mac, mi pare) si basa su un assunto: che qualcuno si sia gia’ “sporcato le mani”; ovvero che la foto qualcuno l’abbia gia’ pubblicata e che percio’ essa sia facilmente reperibile sulla rete. A quel punto tutti a scrivere alludendo ad essa, visto che chi vuole con un click la puo’ vedere. Ma mettiamo per un secondo che questo assunto non sia vero: Gizmodo quella foto la pubblicherebbe eccome, e senza tante storie. Del resto e’ vero che l’accusa di ricatto era risibile, ma e’ pur vero che Gizmodo ha accettato di comprare un telefono non legittimamente “restituito” al suo proprietario, giusto? Perche’? Per fare lo scoop: dare la notizia. Stavolta sdegnosamente rifiuta perche’ lo scoop non e’ il suo, tutto qui. Si chiama ipocrisia. Si chiama paraculaggine. E sai che ti dico? Che TMZ tra tutti e’ l’unica che abbia davvero -fatto- giornalismo. Perche’? perche’ ha dato la notizia, punto. Se si e’ convinti (come credo fosse convinta TMZ) dell’autenticita’ (del resto nessuno ancora ha dato prova del fake: neppure Paolo Attivissimo c’e’ riuscito, il che e’ tutto dire), non pubblicare la foto di una persona potente e in vista, tra le piu’ presenti sulla scena mediatica, che ci ha ammorbato con la sua presenza e i suoi show pseudoreligiosi (mentre gia’ pesava 50 kg) ogni-santo-giorno sui giornali di tutto il mondo da anni, con tutta probabilita’ ora malata terminale, a casa mia significa -censurare-. Girala come ti pare il fatto e’ che se il direttore del Times di Londra tiene una foto del potente di turno, malato terminale (perche’ la notizia E’ la foto, in questo caso) nel cassetto, NON fa giornalismo. E se un tabloid da quattro soldi la pubblica, invece FA giornalismo. Perche’ non e’ la testata che fa il giornalista, ma la notizia. E se non capiamo questo, beh significa che non sappiamo distinguere piu’ l’informazione autentica dal velinarismo di regime e dal leccapiedismo della multinazionale di turno.

  2. Fabrizio scrive:

    Gizmodo non la pubblica? Che importa, l’ha pubblicata Gawker, che è dello stesso gruppo http://gawker.com/5835016/shocking-steve-jobs-illness-pics-might-be-fake e voi ci siete cascati

  3. Mirella scrive:

    In effetti!!! il gruppo di Nick Denton ha fatto lo scoop e sono d’accordo anche sul discorso della “notizia”. sarà che io non amo i tabloid, e mi piace un po’ di privacy: ma ammetto che gli uomini-pubblici devono avere una privacy diversa dall’uomo-qualunque. Se l’Espresso ha pubblicato tutto il possibile su Berlusconi (Premier con harem eccetera), ciò deve essere possibile anche per TMZ per gli uomini potenti del Gotha californiano hi-tech… In linea di principio, concordo eccome.

    Sulle malattie terminali, sarò io all’antica, ma avrei vuto qualche scrupolo. Forse però l’avrei pubblicata anch’io: in certe situazioni bisogna esserci, è vero.

    …A quyesto punto sono curiosa se Gawker Media sia caduta in un fake o no. Stimo molto Paolo Attivissimo da sempre, e anche a me – questa volta – non ha convinto.

    Peerò il dubbio rimane: http://gawker.com/5835016/shocking-steve-jobs-illness-pics-might-be-fake

  4. mirella scrive:

    Direi che ci sono cascati tutti, tranne Gizmodo. Tmz e’ indipendente da Gizmodo. Come Novella2000 dal Corriere della Sera… Oppure il Corriere è responsabile di quello che pubblicano i suoi tabloid più trash? Ci mancherebbe. Avere la stessa casa editrice non significa che ogni sito abbia un suo direttore responsabile. Ognuno fa le proprie scelte ragionate, e le giustifica. Semplice, no? Più complicato il dilemma posto da MacRaiser, in cui – non per moralismo – io rimango più prudente. Sui falsi, gentile Fabrizio, anche i giornali blasonati cascano ogni giorno: non c’è che dire? Riordati di Luther Blissett, ci cascarono tutti in Italia ed Europa, dall’Ansa alla Rai! L’ex progetto di Wu Ming fu geniale 🙂

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