Bookmarks di Sabina Minardi: Più (Blow)Jobs per tutti

Ecco un’altra giornalista che vive nel mondo dei sogni, beata lei, in questi tempi di crisi, tsunami finanziario, crisi dei debiti sovrani. Le ottimiste che spacciano i sogni, sono proprio il frutto del berlusconismo più puro. Ma vediamo quali perle di saggezza ci propugna il suo Blog su L’Espresso: “I miti che ci scegliamo la dicono lunga su chi siamo. Avere Steve Jobs per eroe significa credere nella creatività come motore delle cose, e alimentarla per raggiungere i propri obiettivi.”

E dice bene: ora sappiano chi sei! Una che ha Jobs per eroe, come Fede ha Berlusconi per mito.

“Qui l’autore, Carmine Gallo, fa un passo oltre rispetto al ritratto dell’uomo che ha trasformato un marchio in una filosofia e in uno stile di vita: propone l’applicazione dei principi fondamentali del fondatore di Apple alla nostra quotidianità. A chi è in cerca di una svolta vincente. Che cosa farebbe Steve Jobs se fosse al posto vostro?”

Un capolavoro di fidelizzazione a un brand, non c’è che dire.

Ma le chicche sono i consigli, la fiera delle banalità, spacciate per regole auree, neanche ci trovassino di fronte a un neo Platone, Cartesio, Pascal: ““Fate ciò che amate” (seguite il cuore e l’istinto, sanno già ciò che volete); “Lasciate un segno nell’universo” (scommettendo sulla vostra idea); “Mettete in moto il cervello”; “Vendete sogni, non prodotti”; “Dite mille no”; “Create esperienze follemente eccezionali”; “Padroneggiate il messaggio”.

Sic! Ma quando Minardi ci invita a passare al dolce: “Se avete fatto un’ottima torta, non copritela con una glassa schifosa“, ecco qui scatta la rappresaglia. Se una giornalista ha scritto un Post da carie-ai-denti, che cola miele da ogni bit, ci risparmi almeno la “glassa finale”. Una volta assimilati, questi principi ci renderanno diabetici. E mica più saggi!

Evidentemente Minardi ignora Foxconn, ignora la fabbrica dei suicidi, ignora come Wall Street sostiene il titolo Apple, come il marketing alimenti il brand di Apple. Come Foxconn, la fabbrica di iPhone e iPad, inquini in Cina.

Quando il giornalismo diventa pura mitologia e un esercizio (ideologico) di stile, senza valutare i pro e contro di una figura così controversa, si fa un salto logico: sembra di abbeverarsi come greggi di pecore alla Pravda di Breznev. Invece che Più Jobs per tutti, un simile pezzo potrebbe intitolarsi: “Più (Blow)Jobs per tutti” (autore: zio bill).

Lo sa Minardi qual è stata l’unica genialità di Jobs? “Jobs è stato stato un creativo nel senso che ha creato bisogni che prima non c’erano, e vi ha costruito sopra un impero da 300 miliardi di dollari“. E questo è geniale, non c’è che dire.

Forse anche lei vuole indurci a comprare qualcosa che non ci interessa? Forse anche lei vuole creare una fabbrica-dei-sogni? Ma l’avverto: in Italia ci ha già provato SILVIO BERLUSCONI. E vediamo com’è andata a finire… Be careful. Le bolle di sapone, prima o poi, fanno: Pufff…

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