Apple dà lavoro solo a 50 mila dipendenti. Nokia ne aveva il triplo, Microsoft il doppio

Quando vi dicono che Apple dà tanto lavoro, c’è da chiedersi esattamente a chi. La SEC (Commissione per Titoli e Scambi statunitense) ha reso pubblica la relazione annuale di Apple sullo stato dell’azienda nel 2010. Il dato più rilevante è l’aumento del 35% del numero di dipendenti di Cupertino: 46.600 impiegati a tempo pieno per l’anno 2010.
Ma i quasi 50 mila dipendenti di Apple sono davvero tanti, pur essendo aumentati di 12 mila unità dal 2009? No.

Nokia, nonostante la pesante ristrutturazione a cui è sottoposta (è stata messa a dieta a causa del crollo di Symbian, per il successo di iPhone e di Android), nonostante i pressanti tagli per non crollare in Borsa, ha avuto quasi il triplo di dipendenti. Ora Nokia passa Symbian e quasi 3 mila dipendenti ad Accenture. Il resto di Nokia si rifocalizza su Windows Phone 7.5 (Mango), e aspetta la risposta del mercato.

Google, che è la casa madre di Android, ha circa 30.000 nel mondo. Ma Android è licenziato a molti vendor. Il successo di Android traina Samsung, Htc, Sony-Ericsson, Motorola (appena acquisita da Google) eccetera. Android, il primo OS al mondo, crea lavoro a livello globale.

Microsoft conta circa 90 mila dipendenti.

Dunque, Apple è il primo colosso hi-tech per capitalizzazione a Wall Street. Ma, oltre a delocalizzare nell’inferno di Foxconn, conta, in proporzione ai profitti, meno dipendenti di altri colossi IT.

Il successo crea lavoro, come continuava a insinuare la trasmissione di RAI3? Dipende (da tante varibili, anche dalla filosofia e strategia dei Ceo…). Non è un’equazione lineare, successo a Wall Street e numero dei dipendenti: la società con i profitti più esplosivi, a volte preferisce metterli in cassaforte (in attesa di acquisizioni o per prevenire tempi bui). C’è chi punta a generare lauti utili, e chi sente la responsabilità sociale di offrire lavoro alla comunità. Prima di santificare, leggiamo i numeri, insomma.

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