Ghe pensi divers: Quel Berlusconiano di Steve Jobs!

Da GQ: Sta avendo molto successo questo aritcolo che immagina come sarebbero andate le cose se Steve Jobs fosse nato a Napoli. E se invece fosse nato a Milano? Ecco come sarebbe andata… (Scritto da Angelo Pannofino alle 03.10)

Berlusconi - Jobs

Immagine di "Bastardi Dentro"

Steve Jobs è nato e cresciuto a Milano, in Lombardia. Qui, con il suo amico Wozniak, fonda la Apple, nel 1975. Per finanziarsi, Jobs fa il cantante di pianobar sulle navi da crociera, e il venditore porta a porta di scope elettriche. Improvvisamente diventa miliardario (stando alla sua versione, riuscì a vendere a un’affascinante ereditiera di Gratosoglio un carico di duecento miliardi di scope elettriche in un colpo solo).

Con quei soldi Jobs compra 700.000 metri quadrati di terreno a Segrate, che tre anni dopo, per un colpo di fortuna, diventano edificabili. Visto che c’era, costruisce Apple2.
(…)

Nel 1977 Jobs viene nominato Cavaliere del lavoro dal Presidente della Repubblica per i suoi meriti imprenditoriali.
Sottraendo fondi alla ricerca e allo sviluppo dei suoi computer, Jobs decide di diversificare i suoi affari e acquista tre reti televisive.

Il primo colpo di genio.
(…) Inventa lo slogan “Ghe pensi divers (memorabile lo spot del 1984, girato da Ridley Scott, in cui una folla di casalinghe di Voghera sfonda le porte di un supermercato Standa per accaparrarsi i nuovi computer iBrianz).

Il secondo colpo di genio.
Nello stesso anno Jobs ha il secondo colpo di genio: product placement. I suoi computer  compaiono in ogni programma in onda sulle sue reti televisive: tra le tette di Tinì Cansino, tra il Moncler e le Timberland del paninaro del Drive In, usati da Ezio Greggio e Giorgio Faletti-Vito Catozzo… L’apoteosi viene raggiunta quando Jobs affida la promozione dei suoi prodotti al veterano dei presentatori italiani: Mike Bongiorno. Grazie a lui i prodotti Apple vengono venduti in tutte le televendite, offerti in premio, regalati durante i quiz show.
Il risultato è che alla fine degli anni 80 Apple è ormai un prodotto di culto per le casalinghe e i paninari.

(…)

Nonostante il mercato non lo premi più come una volta, la nuova legge che obbliga tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione a utilizzare solo prodotti Apple, permette all’azienda di chiudere l’anno con un netto di 400 miliardi, facendo di lui il più grande imprenditore della storia d’Italia per i prossimi tre eoni.

[Tratto da GQ]

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12 risposte a Ghe pensi divers: Quel Berlusconiano di Steve Jobs!

  1. mario scrive:

    Faccio notare sommessamente che il contenuto del sito di GQ è protetto da copyright e che copiarlo integralmente è una violazione punibile.

    Il tutto senza entrare nel merito della qualità infima dell’articolo.

  2. mirella scrive:

    Se GQ chiede la rimozione, come è suo diritto, provvedremo! L’articolo è molto divertente e meritava di essere letto!

  3. MacRaiser scrive:

    Uh oh… abbiamo nuovo un difensore del copyright, in citta’. E’ proprio vero che quando non si hanno argomenti, la tentazione di passare alla censura e’ inevitabile. Steve Jobs VS Molle Industria docet 😉

  4. fb scrive:

    State cercando un modo per far chiudere un Blog scomodo? Striscia la censura? Dopo che “Mela marcia” è stata recensita in tre giorni da La Repubblica, GQ e L’Unità, capiamo il disappunto… Ma basta il disappunto per far chiudere un blog??? Ti assicuro che se questo blog verrà chiuso, come Molleindustria è stata cacciata da App Store (la notizia è apparsa su tutti i giornali del mondo o quasi), le nostre proteste arriveranno ovunque… Se GQ avrà qualcosa da dire, scriva sul Blog, e verrà cancellato quanto l’editore ritiene. Il Blog riporta il link di GQ proprio per consentire la lettura integrale. Anzi, credo che il Blog stia facendo una buona pubblicità al simpatico GQ 😉

  5. Caro Mario, grazie per aver segnalato a noi di GQ questa abominevole violazione del nostro copyright ma, come giustamente tu fai notare, l’articolo è di qualità così infima che non mi importa se qualcuno lo copia.
    Anzi, mi sta simpatico.

    Pis & lov,
    Angelo Pannofino

  6. MacRaiser scrive:

    Mario continui a dire bugie e francamente il tuo mendacio recidivo comincia a stufarmi. Qui nessuno ha copiato nessuno e non comprendo come ti si possa permettere di sparare accuse di plagio o non so che capperi a destra e a manca impunemente. Fossi sul mio blog, avresti gia’ una bella pedata stampata sul deretano, perche’ e’ quella che meriti. Da quando sei arrivato qui non hai fatto che sparare balle senza neppure mostrare la decenza di fare ammenda, una volta sbugiardato, ma continuando al contrario ad aggiungere menzogna a menzogna. Valga per tutte quella del fantomatico Mac che, “uscito dalla scatola, funziona senza collegare cavi”. Aspetto ancora le tue scuse per aver preso per il naso i tuoi lettori e noi con una menzogna del genere, grossa come una casa.

    Per quanto mi riguarda, nello specifico, ho tradotto -parte- di un -comunicato stampa- (comunicato stampa, hai presente che significa? Segui il labiale: c-o-m-u-n-i-c-a-t-o s-t-a-m-p-a) della Sacom (se e’ a quello che ti riferisci parlando di “articolo da un sito di Hong Kong”, visto che non hai la decenza di linkare di che piffero parli). Forse a casa tua, in Stevelandia, perfino i comunicati stampa sono protetti da “copyright”, non so. E magari ci pagate pure le royalties.

    Per quanto riguarda l’App Store, dimentichi che io sul mio blog non taglieggio gli autori e gli editori come fa Apple, ne’ faccio l’editore di altri che di me stesso, ne’ vendo libri o giornali; tantomeno pubblico altri pareri che i miei. Quindi il tuo esempio non sta in piedi. I commenti, poi, li accetto tutti, tranne quelli che insultano e quelli che floddano (ovvero che ripetono lo stesso concetto all’infinito) e lo spam. Quindi stai pur sicuro che sono parecchio piu’ tollerante di Steve Jobs. E l’esempio del giornalaio e’ sballato perche’ i giornalai (come i librai, del resto), fino a prova contraria, vendono -tutte- le testate, non solo quelle che rispecchiano le loro opinioni.

    Per ultimo: dici che hai “altro da fare”, ma stai sempre qui a replicare. E’ gia’ la seconda volta che dici “questo e’ l’ultima volta” (l’altra volta dovevi “lasciarmi solo nella mia camera anecoica”), ma poi non schiodi.
    Mai sentita la storia di Pierino e il lupo?

  7. MacRaiser scrive:

    P.S. E comunque vedo che insisti col sistema intimidatorio delle minacce trasversali velate, come hai fatto nei confronti di Mirella:
    “Faccio notare sommessamente che il contenuto del sito di GQ è protetto da copyright e che copiarlo integralmente è una violazione punibile.”.

    Molto nobile, da parte tua, non c’e’ che dire. Ora pero’ ti dico fuori dai denti: per quanto mi riguarda: o scrivi a Sacom, informandoli che ho orridamente violato il loro comunicato stampa, traducendolo e diffondendolo in italiano, oppure la pianti di fare le tue velate minacce. A me -non fai paura- chiaro? Percio’ piantala con le chiacchere e passa ai fatti: ti sfido.

  8. fb scrive:

    Credo che a Sacom siano solo felici di una traduzione gratis 😉

    Sei tu che sei venuto qui, non noi sul tuo blog. Il senso della misura te lo dà questo… Cmq iPhone 4S sarà un successo da 4 milioni di pezzi in un week-end e 28 milioni di unità a Natale: perché è l’ultimo iPhone visto e rifinito sotto lo sguardo di Jobs. Una reliquia. Sacra. Dopo, mah, si vedrà. In bocca al lupo 🙂

  9. fb scrive:

    Forse su App Store chiedono il 30% sui comunicati stampa? “Felici e sfruttati”, eh?

  10. mirella scrive:

    Grazie Angelo della comprensione! A noi il tuo pezzo e’ parso divertententissimo!!! E ci spiaceva “frammentarlo”, tanto era calzante e ben scritto. In bocca al lupo per tutto 🙂
    mirella

  11. MacRaiser scrive:

    Povero Mario. Che figura di guano.

  12. mirella scrive:

    Ora sì che lo metto fra gli spammer, senza se e senza ma. Articolo 21… freedom of speech? Don’t you know, Mario…?

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