La retromarcia del Post di Luca Sofri: Steve Jobs era disumano

A leggere la biografia di Steve Jobs saltano fuori molti “altarini”. Jobs non amava i sindacati e non era mica di tanto di sinistra. Fa dunque piacere la presa di posizione sul Post di Luca Sofri, fino all’altro ieri uno che dava ragione sempre ad Apple:

“Il disumano Steve Jobs – L’arroganza e l’insensibilità sono i tratti principali del suo carattere raccontati nella biografia uscita in tutto il mondo. Dopo la morte di Jobs, poi, Isaacson ha raccontato che la volontà di Jobs era stata di lasciare il racconto della sua vita per i suoi figli, che aveva spesso trascurato per il suo lavoro. Ma la lettura che i giovani Jobs si troveranno di fronte non sarà facilissima da digerire, sempre che non siano già preparatissimi a un racconto così spietato del carattere di loro padre. Il libro è infatti una insistente descrizione dei ripetuti egoismi, infantilismi, arroganze, insensibilità di Jobs, alternata a una celebrazione della grandezza straordinaria delle sue intuizioni, della sua volontà e dell’impresa rivoluzionaria che ha costruito. In oltre seicento pagine di efficace e attenta divulgazione delle successive scelte tecnologiche ma soprattutto di scontri umani, tensioni, drammi, caratteri, e amicizie infrante e rivalità acerrime (e i protagonisti si mettono a piangere un sacco, nei momenti più tesi e drammatici, malgrado siano ormai uomini fatti). Due grandi filoni tornano: Jobs era un uomo che pensava che le regole non lo riguardassero, e che praticava una “distorsione della realtà” per ingannare se stesso e gli altri. Le molte testimonianze raccolte da Isaacson hanno un tratto comune: praticamente tutte raccontano cose umanamente orribili di Jobs e dei suoi atteggiamenti con gli altri, anche con le persone più care e leali. Prima o poi, ha deluso o tradito quasi tutti: la differenza è tra chi reagisce dicendo “Steve è fatto così” e chi non gliela perdona.” – Luca Sofri, da Il Post.

Questo era Steve Jobs, un grandissimo uomo di marketing cresciuto nella geniale Silicon Valley a contatto fra autentici geni dell’informatica, ma un uomo che nulla ha da spartire con il “Santo subito!” che certa sinistra ci ha voluto spacciare per anni.

Grazie a Luca Sofri e a chi, come Massimo Gaggi, nel leggere la poderosa biografia di I.W. sta finalmente mandando in frantumi il Reality Distortion Field che finora aveva impedito in Italia una sana analisi del “fenomeno Apple”.

Did you like this? Share it:
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

4 risposte a La retromarcia del Post di Luca Sofri: Steve Jobs era disumano

  1. Sandrof_varese scrive:

    Dovìè la novità? Basterebbe leggere un po’ di stampa internazionale. L’altr’anno sulla stampa economica di lingua tedesca (quella princoipale, non i blog…) erano usciti servizi pesantissimi. Ma diamo pane al pane e vino al vino. Jobs non ha inventato niente, nel senso tecnologico. Rubò alla Xerox l’idea del Mac (1984) che era stato preceduto dal disatrato Lisa (1983), la sua univa invenzione, quella del Pda “Newton” fu un flop tremendo, l’iPod arrivò dopo altri lettori MP3. Però ha inventato tutto dal punto di vista del modello del busijess e quindi (in senso schumpeteriano) dell’innovazione. Ha colto il vantaggio della rete, che tanto era fatta dagli altri. Sotto questo profilo ha avuto un intuito e un merito straordinari, contribuendo a cambiare il mondo. O almeno parte di esso.
    Il punto è che troppi commentatori si cimentano su cose che hanno seguito solo per sentito dire. Comne si diceva a Milano ai tempi del Manzoni e anche prima: “ofelée, el to mestée” (per i latini: “ne ultra frepidas, sutor”: calzolazio, non andare oltre i sandali). Vale anche per Sofri. Con rispetto parlando.

  2. fb scrive:

    Anche sui modelli di business (soprattutto per app store, ma iTunes in fondo all’inizio era un jukebox), diciamo che si è ispirato anche lì all’esistente, comunque rimodellandolo con astuzia, il che non guasta. Nel senso che App Store con cui scaricare le Apps arriva dopo il grande successo degli Add-ons per Firefox e del negozio virtuale per Playstation… Dunque anche lì, niente di nuovo. Il suo maggior merito? Ha avuto sempre delle ottime “antenne” per captare lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, e ricavare il massimo anche dai flop. E, unito al genio per il marketing e il design, lo ha reso un grande Artista. Sì, artista in senso rinascimentale: un venditore di se stesso al miglior offerente, nella sua bottega, non più in cerca di un mecenate, bensì di una Massa fedele di compratori innamorato. Il che è cmq molto astuto, non c’è che dire…

  3. MacRaiser scrive:

    Ma no, Jobs non ha inventato nulla neppure in “altri sensi”: ha sempre e solo copiato e ottimizzato. Diciamo piu’ precisamente che ha portato il modello “Nike” in Apple. Come la prima e’ quasi riuscita ad appropriarsi totalmente del concetto stesso di “sport”, identificandolo col proprio marchio, cosi’ la seconda e’ quasi riuscita a fare lo stesso col concetto di tecnologia.

  4. Bravo è stato bravo, ma sia come consumatore che come utente evoluto mi sento un po’ tanto preso per il culo dalle politiche éppol (e difatti mai comprato roba éppol)

I commenti sono chiusi.