Tutte le bugie di Steve Jobs

“Il primo agosto 2004, appena operato al pancreas, Jobs scrive dal letto di ospedale una breve mail ai dipendenti Apple. E’ una domenica mattina. Il testo è chiaro, dice, più o meno: sono stato fortunato, il tumore non era di quelli più maligni, è stato asportato in tempo, va tutto bene, non dovrò sottopormi ad altre cure. Lascia le redini di Apple a Tim Cook e poi parte per un tour segreto: va a farsi visitare dai migliori oncologi americani ed europei, si sottopone a chemioterapie sperimentali. Fa sequenziare il suo Dna per la terapia genetica. C’è voluta la biografia ufficiale, chiesta da Jobs stesso al giornalista Walter Isaacson, per svelare le due grandi bugie contenute in quella mail. Jobs era sì stato operato, ma solo dopo aver ostinatamente rifiutato l’intervento per nove mesi; al momento dell’operazione – soprattutto – la malattia è già estesa al fegato, i chirurghi sono costretti ad asportargli tre metastasi. E’ nel momento preciso in cui annuncia la propria liberazione dall’incubo che ha invece inizio la lunga lotta contro il male che lo porterà a morte sette anni dopo. Il bianco ed il nero che si fondono. Jobs mente a tutti, compresa la Sec (la società di controllo sulle aziende quotate che, secondo la legge americana, dovrebbe essere informata sulle condizioni di salute degli amministratori delegati), forse un po’ inganna anche se stesso. In ogni caso lo fa a modo suo, esagerando. Parcheggia per l’ennesima volta la propria reputazione nel posto riservato a qualcun altro. E tutto sommato, di saldare il conto di questa incongruenza, non gli interesserà molto fino alla fine.” – Massimo Mantellini, L’Espresso.

Bugie ai dipendenti e alla SEC, la Consob americana. Parcheggi nei posti riservati ai disabili. Grande visionario o un caso planetario di Reality Distortion Field (RDF)?

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

49 risposte a Tutte le bugie di Steve Jobs

  1. Stefano scrive:

    … anche questo un tratto distintivo di un carattere impossibile da far sedere – parafrasando Brecht – dalla parte giusta del tavolo. Massimo Mantellini, L’Espresso.

    “Ngn significa NessunGrandeNemico. Il libro Mela marcia non è infatti un libro contro Apple”
    Ma ne siete sicuri??? A me sembra fatalmente il contrario…

    Pace all’anima sua. Intanto Adobe abbandona ufficialmente il supporto di Flash Mobile… Vittoria postuma come la possibile candidatura a “Person of the year” del Times…

  2. fb scrive:

    Mai sentito parlare di Silverlight? Lo usa anche Santoro, pare. Mai sentito parlare di Windows 8? L’interfaccia Metro di Windows 8 non supporterà Flash. La chiamerei, la vittoria di Microsoft contro Adobe… E soprattutto la vittoria del W3C che sta sviluppando Html5!!! Di postumo non ha proprio niente, se non le fissazioni…

  3. MacRaiser scrive:

    Ecco un altro fanboy che sospira “Oh wow, oh wow, oh wow” perche’ gli e’ stata tolta la possibilita’ di scegliere, come invece puo’ fa normalmente sul suo Mac e PC, se usare Adobe Flash Player oppure no.

  4. fb scrive:

    A me sembra che sia Apple a mettersi “fatalmente” al centro della scena… Poi, non ti preoccupare, appena Facebook si quota, tutti i blog punteranno i riflettori su Facebook: primo o secondo trimestre 2012. Basta aver pazienza, no? 😉

  5. Stefano scrive:

    Penso che la questione sia stata discussa e ridiscussa fino alla nausea.

    Sul concetto di libertà, sul concetto del poter scegliere.

    Hai ragione dicendo che mi é stata tolta la possibilità di scegliere se usare o meno flash, ma non consideri che ogni dispositivo ha le sue caratteristiche e forse per qualcuno l’ergonomia, la facilità d’uso, il design, i materiali usati e la qualità costruttiva siano dei fattori decisivi all’acquisto…

    Fino a prova contraria nessuno ci obbliga a comprare i dispositivi della mela e considerarli piacevoli da usare sia per usi professionali o domestici.

    Puoi criticare questa attitudine, ma non trattare la gente di fanatica perché ha diverse attenzioni rispetto alle tue.

  6. mirella scrive:

    Guarda che nessuno tratta da fanatico nessuno, a meno che non si comporti da “fanatico” 🙂
    Cmq questo è un blog che fa le pulci a quello che non va. Le cose che vanno bene, vanno bene e basta. Anche mio figlio ha un Mac su cui gira Linux. Nessuno è contro Apple. Certe politiche di Apple costituiscono un problema, innanzitutto per Apple, e poi per noi utenti. Se Apple si aprisse al “mondo là fuori”, sarebbe la sua fortuna. iPad 2 vende per esempio molto più di iPad 1, dopo aver colmato alcune lacune che anche noi avevamo, nel nostro piccolo, sottolineato più di un anno fa. iPad 3 potrà fare meglio, iPhone 5 pure: basta vedere come fa la guerra dei prezzi di Kindle Fire o come funziona Amazon Prime o gli smartphone Android. O come lo streaming di Spotify sfida il vecchio download di iTunes. Ti assicuro che chi fa il de-bug, aiuta. L’open source lo sa da sempre 🙂

  7. Stefano scrive:

    Trovo la tua risposta pertinente, sinceramente.

    Non conosco bene il vostro blog e il vostro libro, ma spulciandolo distrattamente mi ha impressionato questo accanimento feroce su tutto quello che riguarda Apple. Molte critiche le ho trovate gratuite ed esagerate.

    La cosa mi ha sorpreso e l’ho trovata interessante al punto da spronarmi per la prima volta a scrivere un commento su internet…

    Quali politiche di Apple ti creano dei problemi? In quale maniera dovrebbe aprirsi?

  8. mirella scrive:

    Credo che nel libro abbiamo spiegato esattamente le “lacune” di Apple e perché, dopo aver presentato l’iPhone nel 2007, si è fatta sorpassare da Samsung. Altrimenti il libro non avrebbe registrato 45.000 download. Perché Android ha sorpassato iOS in pochissime stagioni, come già in passato Windows stracciò Mac. Non ti posso riassumere 110 pagine e 14 mesi di blog in due righe. Però se ti metti a leggere i commenti ai Post, anche di MacRaiser sulla frammentazione, capirai che “Apple è vittima della sua chiusura”, della sua ostinazione, al suo attaccamento all’Elite (snobbando la massa). L’accusa di frammentazione ad Android è poi ridicola: Android non era frammentato, come diceva Jobs, ma “diffuso”, “popolarissimo”, tanto che ormai ha il doppio di market share di iOS. Un sorpasso fulmineo, perché Apple non ha ancora capito la forza di Google nel Mobile e Microsoft su desktop! E Android ha superato iOS facendosi conoscere, anche grazie al supporto al vituperato Flash, salvo poi contribuire a “farlo fuori” senza scrivere altisonanti lettere… Questa è astuzia.

    Apple si è chiusa in un fortino, e fa crociate. Contro tutti. I suoi rivali invece macinano accordi commerciali (vedi Microsoft con Android, che fruttano centinaia di milioni di dollari. E non quelle assurde guerre in tribunale… Apple si chiude e, invece di fare accordi di cross-licensing, si vota alla sconfitta).

    Apple si è arroccata in una “presunta perfezione”, mentre i rivali sbagliano, ma imparano dagli errori, e raddoppiano le quote di mercato.

    Vedrai perché Kindle Fire erode quote all’iPad. Niente streaming su iTunes? Anche questo è un problema

    Questo, giusto per dirne solo alcune… Se Apple imparasse dai suoi avversari, invece di presumere di “essere migliore”, forse, guadagnerebbe anche in simpatia. Il che, nel viral marketing, non guasta 🙂

  9. MacRaiser scrive:

    Beh la tua frase: “Vittoria postuma come la possibile candidatura a “Person of the year” del Times”, racconta senza possibilita’ di errore che sei un “fan” e il termine “fan”, come tutti sappiamo, sta per “fanatic”.

    L’argomento abusato del “nessuno obbliga ad acquistare un iPhone” e’ una foglia di fico e te lo dimostro: immagina per un attimo che fine farebbe Apple se Microsoft improvvisamente la boicottasse come Jobs ha fatto ad Adobe elimindo il supporto a Quicktime e iTunes dai suoi Windows ed eliminando di botto Office da OS X.

    Vedi bene che il tuo argomento non sta in piedi.

  10. MacRaiser scrive:

    A proposito: non e’ che qui a qualcuno le politiche Apple “creano problemi”. Semplicemente si muovono delle critiche circostanziate ai comportamenti di una multinazionale tra le piu’ grosse e potenti del pianeta. Usare le categorie “denigrare”, “gettare fango”, “che problemi ti crea”, “ce l’hai con Apple”, eccetera, evidenzia una morbosa identificazione del proprio ego col marchio della multinazionale di turno. Per questo motivo, perche’ si identificano i propri sentimenti personali con un brand commerciale, poi ci si sente feriti e ingiuriati personalmente se qualcuno critica i -comportamenti- che stanno dietro quel marchio. Insomma, molti sono cosi’ disperatamente attaccati al simbolo della mela morsicata, che criticare le politiche di Apple (per esempio nei confronti della forza lavoro che fabbrica i suoi gadget) e’ come offendere la mamma. Ecco perche’ si parla sempre di “fanboys”.

  11. Stefano scrive:

    Io mi domando per quale motivo l’azienda tecnologica più capitalizzata al mondo e con il livello di soddisfazione clienti verso i suoi prodotti più alto nel settore dovrebbe cambiare strategia? L’unica volta che ha tentato di farlo é finita sull’orlo della bancarotta…

  12. Stefano scrive:

    Mi spiace ma non ti seguo…
    Considero l’abolizione del supporto a Flash una vittoria postuma personale di Jobs. Lui non la voleva per tutta una serie di ragioni elencate nella famosa lettera indirizzata ad Adobe… Poi che avesse ragione o torto non sta a me giudicare. Cosa c’é di fanatico in questo? E’ una sua vittoria personale mica la mia… boh…

    Poi non é colpa mia se ho appreso stamattina che tra le persone candidate alla nomina di persona dell’anno dal Times figura quella di Jobs? Non l’ho mica fatta io questa lista! E non l’hanno mica ancora proclamato…

    Sono conscio dei difetti di Apple. Voi elencate solo quelli. Ecco perché trovo interessante il vostro blog. Ma trovo ingiusto sminuire i pregi che l’hanno contraddistinta e resa famosa.

    L’iPhone nel 2007 era chiuso, non aveva l’app store, era edge e non aveva neppure il copia incolla. Ma scusami di averlo considerato un oggetto futuristico rispetto a qualsiasi altra cosa che c’era in commercio. Fanatico? Puoddarsi…

    P.S. Mi spiace la tua dimostrazione non l’ho capita…

  13. Fb scrive:

    E allora non è possibile criticare?

  14. Stefano scrive:

    Ah va bene… Se la mettiamo così tolgo il disturbo… Grazie per l’attenzione.

  15. MacRaiser scrive:

    Ancora una volta questa patetica manfrina del “chi vende tanto, e’ nel giusto e il suo prodotto e’ il migliore”. Immagino che la stessa argomentazione valga per Microsoft, visto che Windows copre un 90 e passa% del market share, mentre OS X e’ stato ridotto ad una nicchia del 5. Mh?

  16. Stefano scrive:

    Ti ringrazio, effettivamente hai ragione. Sono patetiche le mie affermazioni… Apple quando domina il mercato è solo grazie al marketing e quando ne copre una nicchia è perché non offre prodotti concorrenziali…

  17. Stefano scrive:

    Mirella e FB sembrano pure disposti a fare dei dibattiti costruttivi… Ma te caro MacRaiser sembri semplicemente insopportabile.

  18. MacRaiser scrive:

    Vedo che il tempo per rispondere ad altri e aggiungere commenti a vanvera, lo trovi. Il “miracolo” della moltiplicazione dei minuti, in mezzo alle tue massacranti 16 ore di lavoro quotidiane, si sta ripetendo spesso vedo. Tranne per dare risposta alle domande “imbarazzanti” che hai promesso di dare.

  19. MacRaiser scrive:

    Sapete cosa mi e’ capitato, a volte? Che il fanboy, trovandosi in difficolta’ e non volendo riconoscere di avere torto, si logga con un altro nome e inscena una commedia alla “Bibi’ e Bibo'” per uscire dall’empasse.

    A volte.

  20. Fb scrive:

    Ma quali fatti? iOS poteva diventare il primo sistema operativo del Mobile, e invece è stato stracciato da Android in pochissimi trimestri! Stracciato: perché Android non solo lo ha sorpassato ma ha il doppio di market share di Apple… Successo? Mah, contento te! Andrea, qui a fare impresa siamo in tanti. Non sei l’unico imprenditore italiano… Vuoi copiare il “modello apple”? Accomdati, io ti consiglierei di dare un’0cchiata al “modello Google” se vuoi davvero sfondare in qualsiasi business 😉

  21. MacRaiser scrive:

    Come volevasi dimostrare: a corto di argomenti e non volendo in alcun modo riconoscere il proprio torto quanto la ragione agli altri, si comincia ad insultare. Lo avevo pur detto che criticare Apple e’ come offendere la mamma, no? 😀

  22. Fb scrive:

    E si dà ragione, pure! A volte 🙂

  23. Andrea scrive:

    Macraiser: ti ho detto che ti risponderò , non temere. Vorrei farlo bene, non due righe, come gli ultimi commenti. Grazie per la pazienza.

  24. mirella scrive:

    Stefano, MacRaiser ha il suo stile ma non insulta. Però ha fatto una domanda da circa una settimana ad Andrea. E ancora non è giunta risposta…

  25. Fb scrive:

    Ma quale mercato domina Apple? Quello dei jukebox musicali; quello degli application store; e – forse per un altro annetto – quello dei tablet. Mercati minori, direi.

    Nel mercato smartphone, non domina né come sistema operativo (da un anno Android ha superato Symbian, e sovrasta iOS); in quello dei tablet domina, ma ha perso market share: è passato dal 95% al 75%, in neanche sei mesi, e ora i pre-ordini di Kindle Fire stanno abbassando le stime di iPad, da 15-16 a 12-13 milioni per Natale.

    Tutto questo grande successo di Apple è in Borsa. Ma nei numeri reali, ne sei proprio così convinto?
    http://www.bloomberg.com/news/2011-11-10/apple-shares-slip-amid-concern-that-fewer-ipads-may-be-shipped.html

  26. MacRaiser scrive:

    Il 2001 sta volgendo al termine.

  27. Fb scrive:

    Nel 2012 magari saremo più fortunati 😉

  28. MacRaiser scrive:

    Magari aspetta la fine del mondo, cosi’ le risposte vanno in “prescrizione” 😀

  29. Andrea scrive:

    La pazienza è la virtù dei forti

  30. MacRaiser scrive:

    Con te la pazienza rischia di diventare la virtu’ dei morti.

  31. Stefano scrive:

    In effetti Apple ha dominato per brevi periodi tutti i nuovi mercati che é riuscita a creare. Una semplice ragione é che non esistevano concorrenti.
    Anche l’iPad probabilmente verrà sorpassato. Sono tuttora sorpreso che il sistema iPod iTunes non abbia mai trovato un vero competitore. E che alla fine l’iPod killer sia stato l’iPhone.

    Sono nuovo in questo forum e nella vita non mi occupo di tecnologia. Quindi forse non sono adatto a commentare e dire la mia.

    Una delle cose che mi colpisce in Apple è per così dire il suo lato irrazionale, umanistico… che la distingue da un’azienda totalmente scientifico-tecnologica.

    Per me non sono fattori secondari. Perché effettivamente é un’azienda che riesce a creare un legame affettivo tra un soggetto e un oggetto materiale.

    Quel legame magico che si può instaurare per esempio con una vecchia macchina da scrivere Olivetti, con una sedia o una lampada disegnata da un grande designer…

    Per una forma mentis scientifica questi aspetti sono forse secondari e superficiali… Per il sottoscritto no…

  32. MacRaiser scrive:

    Apple non crea alcun “legame affettivo tra un soggetto e un oggetto materiale”, tanto e’ vero che, nemmeno si e’ acquistato un iGeggio che gia’ si sogna il modello successivo. L’oggetto “fisico” in se’, esattamente all’opposto di quanto tu affermi, perde completamente di valore. Perche’ diventa un pezzo di plastica a vita brevissima, del quale prima ti disfi per sostituirlo con un altro (sempre Apple, ovviamente), meglio e’. Apple dunque crea un legame affettivo tra il cliente e il suo marchio; il che e’ una faccenda alquanto differente. E’ una operazione pianificata a tavolino dagli esperti di marketing e di psicologia del consumatore e si chiama “branding”. Altri lo chiamano “moda”. Io lo chiamo “fanboianesimo”.

    Quanto poi al lato “umanistico” di Apple, ti invito a “sbrandizzarti” per qualche minuto e ad informarti sulle condizioni di vita e di lavoro nelle fabbriche dove si costruiscono i suoi iGeggi. Fabbriche che Steve Jobs, con vergognosa faccia di bronzo (e qui limito il mio lessico per rispetto a Mirella, ma meriterebbe ben altri aggettivi) ha definito “carine”. Non c’e’ assolutamente nulla di “umanistico”, in Apple: sei semplicemente stato fidelizzato. Aprire gli occhi e’ la cosa migliore che puoi fare, soprattutto per te stesso: provaci.

  33. Stefano scrive:

    Per prima cosa c’é davvero poca plastica negli ultimi prodotti Apple… 😉

    Battute a parte, no, non sono d’accordo, non sono alla continua ricerca di un nuovo prodotto della mela per rimpiazzare quello di cui sono in possesso e sicuramente non perde per me alcun valore dopo l’acquisto… Tanto che uso ancora con piacere alcuni prodotti caduti nell’obsoleto.

    Puoi generalizzare ma non tirar fuori facili leggi consumistiche che potrebbero prestarsi bene a qualsiasi altro brand (chi più chi meno, Apple sicuramente di più) e a qualsiasi altro settore commerciale…

    Alla Foxconn ci sono stati e probabilmente perdurano problemi legati alle condizioni di lavoro. E’ una situazione grave e ne sono a conoscenza. Ma sicuramente saprai che la maggior parte delle aziende tecnologiche sono in partnership con quest’ultima… Vorresti dirmi che i problemi esistono solo nelle catene di montaggio che assemblano i prodotti della mela? In tutta la Cina?

    Il vostro blog evidenzia le pecche di quest’azienda. A me sta bene. Apple non é perfetta. Ma in fondo nessuno lo é ( scusatemi per sto teorema dell’ovvio). A me da solo fastidio che non vogliate riconoscere alcun merito ma proprio nessuno a questa società. Ma forse per questo ci sono tantissimi altri blog e non devo pretendere di trovarlo qui.

  34. MacRaiser scrive:

    Chiamare una serie di verita’ ed evidenze fattuali comprovate “facili leggi consumistiche” (qualunque caspita voglia dire) e’ solo l’ennesima foglia di fico per coprire le vergogne delle multinazionali straricche e sfruttatrici quanto mistificatrici della propria immagine, delle quali oggi Apple rappresenta la punta di lancia. Vuoi autonominarti avvocato difensore dei “sacrosanti diritti dei piu’ multimiliardario dei marchi sfruttatori”, usando il frusto argomento che “Mica lo fa solo Apple e siccome cosi’ fan tutti, allora o criticate tutti o non criticate nessuno; ed e’ meglio non criticare nessuno perche’ nessuno e’ perfetto e questo non e’ un mondo perfetto e allora continuiamo imperfettamente a usare i nostri iPhone e vada pure in saccoccia ai neoschiavi”? Accomodati. Questo non cambiera’ il fatto che questo argomento e’ una emerita quanto odiosa idiozia, utile solo a darsi buona coscienza a buon mercato.

    P.S. Non ho scritto che “tu, Stefano, sei alla ricerca del nuovo prodotto e bla bla…”. Ho scritto che Apple spinge i suoi clienti, con enorme successo, a cambiare iGeggio rapidissimamente (il caso Siri e’ solo l’ultimo in ordine di tempo); dunque c’e’ nessunissimo “amore umanistico per l’oggetto”, ma un bel “multinazionalistico amore indotto per il brand”. Varrebbe la pena di leggere con un minimo di attenzione quello scrivo, prima di rispondere.

  35. Stefano scrive:

    Io penso di abbandonare. Detesto gli avvocati 😉 Hai vinto, ho sottovalutato la crociata che vuole intraprendere questo blog. A questo non avevo pensato… Se é una lotta contro le multinazionali e soprattutto sulla sua punta della lancia… Buona fortuna allora. Sarà una vita dura.

  36. MacRaiser scrive:

    A parte il fatto che non faccio parte della redazione di Mela Marcia e che stai parlando con me, quindi non capisco perche’ insisti ad usare il plurale (a meno che non sia maiestatis), la crociata e’ la tua, che vai in giro in cerca di cause Apple da patrocinare. Chiediti semmai per quale motivo ti sei sentito interiormente sentito “spronato” (sic) a commentare soltanto per aver letto delle critiche alle politiche di Apple. Per me e’ una questione politica, ma a te che fai della “vita morbida” il tuo credo, in fondo cosa te ne frega di commentare ad oltranza per difendere Apple? Lo avresti fatto per, non so, Google, o Facebook, o Microsoft, o Samsung, o Nokia, o Moulinex, eccetera?

    P.S. Che la mia sia una “vita dura”, non ci piove. Per chi si fa le domande scomode, quelle sbagliate, la vita e’ sempre dura. E’ tanto “dura” quanto e’ comoda e confortevole quella del fanboy che invece acquista i gadget di Apple senza neppure domandarsi cosa prova e come vive chi li ha costruiti. Certo, ogni tanto gli sale alla gola una sorta di irritazione acida al sapor di coda di paglia, e cosi’ capita che si senta in dovere di difendere la “tecnomammina” dalle accuse dei feroci e infidi “Apple-haters”. Ma sono solo momenti. Poi lascia acceso il fedele iFono (senno’ la sveglia non funziona) e, rimboccandosi le coperte, sprofonda nel dolce e confortevole sonno del giusto. Con quello che costano gli iGeggi, in fondo, la buona coscienza il fanboy non se l’e’ comprata mica in saldo.

  37. mirella scrive:

    Gentile Stefano, MacRaiser ha un suo blog e le sue idee. Gli autori di Mela Marcia siamo 4, ognuno con le sue idee eccetera. I “plurali” usali, insomma, con altri. Sul “branding”, personalmente, la penso come MacRaiser: ma non solo noi siamo critici, anche molti scrittori statunitensi, a iniziare da J. Franzen, autore di “Libertà” (Einaudi). Rendere la patola iPod sinonimo di “mp3 player” non fa bene alla musica… Quando certi giornalisti in Italia scrivono che il loro “oggetto di culto” è non uno smartphone o un tablet, ma proprio l’iPhone o l’iPad, identificano se stessi con una marca… Perché? Ti pare professionale? E’ come se un giornalista sportivo dicesse ogni due minuti che lui “tifa per la squadra X”: lui deve fare IL giornalista, non il tifoso!!!!

    L’approccio di Apple al brand, basato sull’Amore, è poi molto pericoloso: se non ricordi male, anche in Italia c’è stato un Partito dell’Amore… Be’, temo che non abbia portato grande fortuna all’Italia… L’RDF è subdolo e anche lì abbiamo visto quali e quanti “problemi” può creare la “propaganda” quando diventa “fidelizzazione” portata alle estreme conseguenze 🙁

    Poi, MacRaiser ti ha posto il problema, terrificante, del “dumping sociale” e dello “schiavismo” in certe fabbriche in Cina: è un problema che sta cuore anche ad Obama, ti assicuro. E non solo ai “marxisti” o ai no global…

    Le “regole di mercato” servono per impedire a chi “gioca scorretto” di fare concorrenza sleale. Come nello sport. Richiamare le multinazionali alle regole, serve anche a loro, per non finire con il “cartellino rosso”. Ma denunciare le scorrettezze serve ai giornalisti a fare I giornalisti, e non i tifoso. E un’informazione, non a senso unico, serve ai cittadini a diventare “utenti e consumatori informati”. E non malati-di-consumismo… Democrazia significa anche non essere schiavi della pubblicità, del totalitarismo, del branding, del “pensiero unico” eccetera; ma, al contrario, avere un pensiero critico e libero, esprimersi liberamente e senza paura, nel rispetto di tutti. Significa diventare adulti e pensare con la propria testa. Poi ognuno scelga quello che vuole, e ci mancherebbe 🙂 Saluti, Mirella

  38. mirella scrive:

    Scrive oggi Massimo Mucchetti “La globalizzazione dell’economia senza la globalizzazione delle istituzioni politiche ha spiazzato la democrazia”. Ecco qui il nodo. Ed Apple, che rappresenta l’apice della globalizzazione (basta guardare alla sua supply chain: un “miracolo” di logistica, di produzione e forniture a basso costo, di assemblaggio eccetera), è il simbolo di questa fase della Globalization. Per questo va studiata, messa al microscopio, ben più di altre multinazionali. Capire Apple, significa capire che cos’è la globalizzazione oggi. Sapendo però quello che spiega Mucchetti: certi “miracoli a Wall Street” spiazzano la democrazia…

  39. MacRaiser scrive:

    Direi che ha spiazzato l’economia piu’ ancora della democrazia. I risultati si vedono e questo e’ ancora nulla.

  40. Stefano scrive:

    Sono confuso, la discussione sta prendendo una piega che non mi sarei mai aspettato.

    Che MacRaiser non appartenesse alla redazione l’avevo intuito ma visto la sua assidua presenza ho pensato che ne fosse strettamente legato. Un’imprecisione spero/credo non troppo grave.

    Sono a conoscenza delle maggior parte delle critiche che imputate ad Apple, perfino i blog melensi con la mela ne parlano anche se con meno accanimento… La questione che mi pongo é però la seguente : quale società, quali mezzi dovrei, dovremmo utilizzare secondo il vostro modo di ragionare? Esiste davvero qualcosa in commercio che riesca a soddisfare tutte le esigenze? Dove nessuno é stato sfruttato durante la catena di produzione? Dove il produttore non sia interessato alla fine solo a cercare di far più soldi con le proprie possibilità???

    Apple meglio di tutti é riuscita a macinare entrate spesso non piegandosi alle regole razionali del mercato. Ma reinventandolo e con arroganza ha spesso imposto le sue scelte che gli altri hanno seguito consci che la breccia una volta creata avrebbe avuto bisogno di essere riempita. Capisco quanto questo non possa piacere.

    Bene dai vado a dormire che sono stanco e non so più quello che sto scrivendo… Oggi è stata una bella giornata per l’Italia. 😉

  41. MacRaiser scrive:

    “Perfino i blog melensi ne parlano” perche’ c’e’ MelaMarcia. E perche’ c’e’ MacRaiser che ne parla dal 2007, delle porcate di Apple. Gente come noi che ha contribuito a portare un’oncia di senso critico perfino, come tu ammetti, in casa dei siti piu’ brandizzati, sponsorizzati e popolati dai fanboys. Il problema pero ‘e’ che tu parli di “argomenti discussi fino alla nausea”, di “critiche ormai acquisite perfino dai blog melensi” e “facili leggi consumistiche” con la leggerezza di chi sta cercando disperatamente una bella foglia di fico da piazzare sulle vergogne di Cupertino. Dai per acquisite nozioni, informazioni e notizie che conosci solo grazie al lavoro e all’ostracismo (la “dura vita” che tanto ti spaventa) subiti da altri, per anni, per garantire a te di poter sbuffare su questi “dati noiosi e acuisiti”. Acquisito un corno, dico io.Se vuoi cambiare la realta’ di un millimetro, prima la devi guardare in faccia senza paura o ipocrisie. E i termini che usi sono termini ipocriti. Cosa vuol dire “soddisfare tutte le esigenze”? Nulla: stai usando le parole come alibi a copertura di una compagnia sfruttatrice e schiavizzatrice. Cio’ che tu chiami “esigenze” si chiamano “diritti delle persone e dei lavoratori”. Il diritto di chi lavora ad essere pagato e trattato umanamente, rispettando le norme internazionali sul lavoro. Apple lo garantisce? NO. Diritto del consumatore che ha pagatoad avere liberta’ di scelta, dritto di non essere trattato da suddito, diritto a non ricevere, in cambio del denaro sborsato, prototipi malfunzionanti e beta version (la vicenda batterygate e compagnia cantante e’ solo l’ultima in ordine di tempo). Apple lo rispetta? NO. Diritto dei concorrenti e degli operatori terzi di non essere minacciati, denunciati, tiranneggiati da una delle multinazionali piu’ potenti e ricche del pianeta, in grado di brevettare, a suon di dollaroni, pure l’aria che si respira. Diritto degli sviluppatori e degli artisti di essere rispettati e non trattati come “inferiori” fantozziani; di non venir censurati e di non essere taglieggiati dall’assurdo “pizzo” legalizzato praticato via App Store e iTunes Store vari. E potrei andare avanti. E basta con questa lagna indecente del “ma cosi’ fan tutti”: e’ un argomento indegno di un ragionamento che voglia chiamarsi tale. E’ di Apple che stiamo parlando ora; se vuoi criticare Google o Facebook, vai a difendere Google e Facebook sui siti dove li si attacca (e sono parecchi). Ma non lo fara, giusto? Chiediti perche’. E poi, ammesso e non concesso che tutte le compagnie si comportassero nel modo ributtante in cui si comporta Apple, questo non significa che allora essa avrebbe acquisito per cio’ stesso la “licenza” di farlo. Se il tuo vicino di casa si butta dalla finestra, che fai: ti butti pure tu? Non credo. Apple, nel ’96 si ritiro’ dalla Birmania sotto la pressione dell’indignazione internazionale per le condizioni imposte ai lavoratori e alla popolazione dal sanguinario regime militare instaurato col colpo di stato. Se ci si assopisce, come fai tu, nel sonno ipnotico indotto dalle ipocrite e bugiarde argomentazioni delle multinazionali, ben presto si perde la capacita’ di pensare con la propria testa e non si fa altro che ripetere acriticamente le sporche giaculatorie dei comunicati stampa aziendali (quello sulle “medie cinesi” dei suicidi e’ un tipico esempio della mistificazione senza scrupoli propalata dalle menzogne di Steve Jobs). Lo ripeto: Apple, fino all’avvento dell’iPod, produceva i suoi Mac (salvo eccezioni come quella birmana) in regime di rispetto dei diritti umani e del lavoro (ad esempio a Cork, in Irlanda). Si tratta solo di una decina di anni fa, eppure paiono due secoli. Perche’? Per via dellae nostre confortevoli e “morbide” ignavia e rassegnazione. Quella che tu rappresenti perfettamente col tono dei tuoi commenti.

  42. fb scrive:

    I gruppi cinesi che a Pechino si occupano di ecosostenibilità e diritti, accusano soprattutto Apple. Quindi i problemi gravi di Foxconn si sono quasi sempre avuti con la supply chain di Apple… Per colpa del just in time massacrante nei picchi di preordini di iPhone e iPad? Chi lo sa, eh? Mai sentito parlare degli avvelenamenti da N-esano usato nella lucidatura dello schermo di iPad? Questi sono i problemi, non altri. Il “benaltrismo” lasciamolo a chi non sa di che parla…

  43. fb scrive:

    L’umanesimo è un concetto che non si sposa proprio con le multinazionali che hanno a che fare con i suicidi di Foxconn, consumismo all’ennesima potenza, fidelizzazione spinta e branding pervasivo… Mi spiace per te ma Steve Jobs non è stato Lorenzo il Magnifico!

    “I punti principali della filosofia umanista sono l’egemonia delle capacità umane su quelle divine e la riscoperta dell’antichità greco-latina[11].

    In estrema sintesi oggi si intende per umanesimo, in senso pratico e politico, una “life-stance” ovvero una concezione del mondo basata sul buon senso, la ragione, la solidarietà ed il rispetto dei diritti umani. Le associazioni che si dichiarano umaniste lavorano a favore di uno stato laico – non solo nel senso di non confessionale – ma anche di uno stato che tratti i cittadini in modo uguale, senza privilegi né discriminazioni”.

    Direi che siamo proprio agli antopodi!!!!

  44. mirella scrive:

    Sì, i blog melensi parlano grazie a questi due piccoli blog amatoriali. In passato abbiamo scritto e detto verità scomode su Microsoft fino alla maxi multa dell’Antitrust (Antitrust UE che in tanti di noi abbiamo sostenuto). Dal ’99 abbiamo detto e scritto verità molto scomode su Google, e ora Google è sotto inchiesta Antitrust. Ora facciamo lo stesso con Apple. In futuro, vedremo (un paiuo di idee già le abbiamo 🙂 A me personalmente importa arrivare al libero mercato, senza prepotenti e senza detentori di “verità uniche” 🙂

  45. Stefano scrive:

    Mamma mia credo di aver scatenato una discussione che mi oltrepassa. Sono contento perché ho di fronte gente interessante che purtroppo per me conosce approfonditamente l’argomento, troppo bene per farmi ribattere.

    Ho effettivamente sbagliato a usare il termine lato umanistico. Cercavo di far capire l’importanza per il sottoscritto del lato non tecnologico di quest’azienda. Avrei dovuto usare semplicemente il termine “design”… La ricerca dei materiali, delle forme e dell’ergonomia che non trova pari in nessun altra azienda.

    Ma credo di capire che quest’aspetto secondo il vostro modo di vedere sia completamente inutile e forse perfino mi farò trattare di superficiale! Scusatemi ma é legato alla mia professione ed é per quello che insisto tanto…

    Sulle multinazionali e le loro nefandezze? Non ho nessuna speranza di discussione. Conosco così poco l’argomento… Posso immaginare che quest’ultime approfittino e sfruttino Paesi dove la forza lavorativa é meno tutelata e soprattutto meno cara della nostra realtà. Un comportamento terribile. Mi ha sempre fatto sorridere il “disegnato in California ma assemblato in Cina…”

    Ma purtroppo credo che un’azienda se non vuole suicidarsi economicamente non abbia altra scelta che percorrere questa strada che porta allo sfruttamento e alle ingiustizie sociali.

    Dovrei boiccotarla per questo? Razionalmente sì

    Triste. Io nel mio piccolo non vedo vie d’uscita…
    Purtroppo credo che la situazione potrà migliorare solo col tempo, coi soprusi che diventeranno non più tollerabili e con la speranza che la classe Governativa riesca a livellare questa situazione.

  46. MacRaiser scrive:

    Prima del boicottaggio, che va adottato solo come misura d’urto estrema, esistono strategie piu’ importanti ed efficaci: il consumo consapevole innanzitutto, e soprattutto la diffusione delle informazioni. Nel tuo piccolo (e senza comodamente scaricare sempre il compito e la responsabilita’ soltanto sui “governanti”, cosa nella quale noi italiani siamo maestri) potresti unirti a noialtri e fare pressione su Apple, diffondendo le informazioni contenute nel libro “Mela Marcia” ad esempio, perche’ adotti delle politiche ridpettose dei diritti umani del lavoratore, dello sviluppatore e del consumatore, rinunciando ad una parte (solo una parte, bada bene) dei suoi smisurati profitti. Stai pur tranquillo che non rischierebbe il “suicidio” neppure di striscio.

  47. mirella scrive:

    Magari guadagnerebbe anche utenti, pensa un po’ 🙂

  48. MacRaiser scrive:

    Con la giusta campagna promozionale, certamente. Apple ha gia’ sfruttato con incredibile successo (e senza scrupoli) le immagini di Gandhi, Martin Luther King,
    e del Dalai Lama, ad esempio. Una volta tanto sarebbe il caso di farlo, come dire: a buon diritto.

I commenti sono chiusi.