Green or not green? Questo è il problema (La Cina e Greenpeace non chiudono un occhio)

La Cina rimane il tallone d’Achille di Apple. Dopo che Greenpeace ha penalizzato Apple proprio per l’impatto della sua produzione, è arrivato l’incontro dei delegati di Apple con cinque organizzazioni a tutela dell’ambiente in Cina.

Il gfiudizio? Non lusinghiero per Apple.

Riporta Punto-Informatico: “Un report cinese afferma che tra i fornitori di Apple vi sono alcune aziende che hanno cercato di occultare l’inquinamento prodotto dai loro impianti. Queste aziende sembrano essere responsabili di inquinamento dell’acqua e gas pericolosi nelle aree circostanti“.

Dopo il flop dell’N-esano per lucidare i display degli iPad, il Green (sbandierato per anni da Apple) rimane nel mirino degli ambientalisti.

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4 risposte a Green or not green? Questo è il problema (La Cina e Greenpeace non chiudono un occhio)

  1. MacRaiser scrive:

    A Cupertino si scrive “green” ma si legge “greed”.

  2. mirella scrive:

    Ogni volta che leggo “greed” penso all’avidità decantata dalla Reaganomics nel film Wall Street con Michael Douglas 😉

  3. MacRaiser scrive:

    E a noi, oggi, di quella illusione demenziale non resta che avidamente assaporare i frutti.

  4. business daily scrive:

    Una delegazione del WWF Italia, guidata dal Presidente Stefano Leoni, e dal Presidente onorario Fulco Pratesi, si è recata il 13 luglio in via del Corso, a Roma, per firmare formalmente il referendum sul nucleare promosso da Italia dei Valori. Il WWF, nel sottolineare l’assoluta apartiticità dell’Associazione, ritiene che, prima che le nuove norme approvate lo scorso anno producano ulteriori effetti, sia indispensabile ridare voce ai cittadini, nella stragrande maggioranza tuttora contrari alla scelta nucleare. “Insieme al rischio ambientale e per la salute delle popolazioni, il nucleare è fallimentare dal punto di vista economico, non dà indipendenza e sicurezza energetica – l’ uranio è una risorsa che entro qualche decennio finirà – le centrali costituiscono degli obiettivi ‘sensibili’, con la conseguente militarizzazione del territorio. Nelle ultime elezioni regionali, quasi tutti i candidati (e gli eletti) alla carica a Governatore hanno dichiarato di non volere il nucleare nella propria Regione”, ha detto Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia.

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