Carrier IQ, il rootkit che piace all’Fbi

“L’FBI usa, ha usato o pianifica di usare il rootkit di Carrier IQ per spiare sospetti o cittadini ignari senza autorizzazione giudiziaria o comunque nelle sue indagini?” L’agenzia è sibillina, ma nega al sito web MuckRock l’accesso alla documentazione sul software.

Ricapitoliamo: “Con iOS 5 abbiamo smesso di supportare Carrier IQ -nella maggior parte dei nostri prodotti- e lo rimuoveremo completamente in un futuro aggiornamento software. Come per tutti i dati diagnostici inviati ad Apple, i clienti devono attivamente accettare di condividere queste informazioni, e se lo fanno, i dati vengono inviati in forma anonima e criptata che non include alcuna informazione personale. Non abbiamo mai registrato cio’ che viene digitato, messaggi o altre informazioni personali per i dati diagnostici e non abbiamo mai avuto intenzione di farlo.” – Comunicato stampa Apple.

Anonimi e criptati, dice Apple. Carrier IQ nega tutto. Ma se i manuali del rootkit di Carrier IQ non possono diventare di pubblico dominio – parola dell’Fbi-, tutto questo anonimato, tutta questa cifratura, vanno verificati. Come si chiede il blog “Melamente Assorto”, che se ne farebbe l’Fbi di dati anonimi?

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.