Apple e quelli che non hanno nulla da dire su SOPA (Stop online Piracy Act)

Lo Stop Online Piracy Act (SOPA), proposta di legge anti pirateria statunitense, è una normativa repressiva che fa infuriare tutti perché potrebbe diventare uno strumento di censura. Da Google a Facebook, da eBay a PayPal, da Mozilla a Creative Commons, fino a Electronic Frontier Foundation (Eff): tutti i Big criticano SOPA. Kaspersky Lab ha perfino minacciato di uscire da BSA perché SOPA è una normativa dell’era del vinile. Perfino Microsoft, la paladina del copyright, pur appoggiando BSA, in sordina “rema contro” (un’opposizione a modo suo).

La lettera aperta a Washington è firmata da: Marc Andreessen, co-fondatore di Netscape e Andreessen Horowitz; Sergey Brin, co-fondatore di Google; Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e Square; Caterina Fake, co-fondatrice di Flickr e Hunch;
David Filo, co-fondatore di  Yahoo!; Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn;
Arianna Huffington, co-fondatrice dell’Huffington Post; Chad Hurley, co-foundatore di YouTube; Brewster Kahle, fondatore di Internet Archive e co-fondatore di Alexa Internet; Elon Musk, co-fondatore di PayPal; Craig Newmark, fondatore di craigslist; Pierre Omidyar, fondatore di eBay; Biz Stone, co-fondatore di Obvious e Twitter;
Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia e Wikimedia Foundation ; Evan Williams, co-fondatore di Blogger e Twitter; Jerry Yang, co-fondatore di Yahoo!. In Silicon Valley hanno firmato quasi tutti. Quasi.

Ed Apple? Sappiamo che la Mela difende a spada tratta copyright ebrevetti: “Apple works closely with the Business Software Alliance (BSA) and the Software Information Industry Association (SIIA) to combat software piracy worldwide”.

Ma se BSA, dopo le critiche piovute da tutti gli opinionisti americani, alla fine ha detto la sua, in casa Apple bocche cucite.

Apple and SOPA

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