La politica italiana ipnotizzata dall’iPad

Dopo aver preso in giro il centro-sinistra à l’iPad, non potevamo esimerci dall’osservare come si sente trendy il centro-destra che smanetta sul tablet.

A in onda” su La 7 il giornalista Nicola Porro sembra di gran lunga preferire che la telecamera inquadri la sua coppia di gadget, iPad – iPhone, messi lì in bell’evidenza sulla scrivania, piuttosto che il collega (rivale) Telese. Forse a La 7 rimpiangono la bella e brava Costamagna, che metteva a segno ben altra audience, con i suoi obsoleti fogli A4 in primo piano?

Ma il meglio arriva con Angelino Alfano – tutto iPad – a Ballarò. “Il Fatto Quotidiano” (FQ) è impietoso: ” Secondo Dino (ndr: Amenduni), “Alfano con la sua mossa ha imposto un’accelerazione a tutti gli altri leader: se non avrai l’iPad in studio, da domani, apparirai vecchio”. In realtà il ragionamento di Amenduni non ha convinto tutti: “Se basta un iPad in diretta per essere politicamente credibili, il miglior augurio che si può fare a questo paese è di essere centrato in pieno da un meteorite” il commento più votato al suo post”.

Ma il FQ sottolinea anche che cosa non va: “Ma oltre agli indubbi benefici che tutti conosciamo – li scriviamo ogni giorno – tutta una nuova letteratura (da Sherry Turkle a Jaron Lanier) sta da tempo approfondendo i meccanismi ipnotici e ossessivi che facilmente subiamo con la tecnologia. Vi è mai capitato di parlare con qualcuno mentre naviga davanti al computer?”. La netiquette è ormai un optional: “bisogna cominciare a dire che la tecnologia porta con sé gesti di maleducazione spacciati per multitasking. Come è frustrante parlare con qualcuno mentre naviga, ugualmente non si capisce come un talk show possa essere utile agli spettatori se gli ospiti, quando non parlano, compulsano il contatore dei fan su Facebook. Se si distraggono insomma, e non per cercare dati, ma per specchiarsi“.

Eccolo lì, lo “specchio delle mie brane” del Feticista Digitale, che smanetta invece di seguire il filo del discorso, invece di apprezzare la dialettica dell’intelocutore e prestare ascolto a chi parla.

Ma anche Alfano sembra innocuo a confronto con il governatore Formigoni. “Social Formigoni” come lo definisce Doppiozero.com.”Quello che vedete qua sotto non è un falso” ci avverte Doppiozero mettendo la tastiera avanti: “È stato veramente realizzato dai collaboratori del Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni. In una faticosissima serie di scenette mute, il nostro mima la sua presenza sul web 2.0. Passeggia avanti e indietro per tempi irragionevolmente lunghi, con il sottofondo di un groove incalzante ed urla da stadio. Tira di scherma nel vuoto. Genera dalle mani cubotti con i loghi dei vari social network. Balla, indossando cuffie da Dj, all’ipotetico ritmo di suonerie scaricabili. Mostra di saper usare smartphone ed iPad“.

Continua: “Diverse persone hanno stabilito una connessione con programmi televisivi per bambini piccoli come i Teletubbies, basati su tempi lunghissimi ed una ripetizione ossessiva”.

Mentre infuriano le polemiche per la voragine di debiti (un miliardo e mezzo di euro circa) del San Raffaele, c’è da chiedersi: qualcuno prova imbarazzo?

Dopo Renzi con iPhone in Tv, Veltroni che osanna Jobs, il Social Formigoni e Alfano all’iPad: la politica italiana sembra ipnotizzata dagli iDevice e da un uso ossessivo di tecnologia e social media, mentre viene (di fatto) commissariata dal FMI e rimpiazzata da un governo tecnico. Chissà se c’è un fil rouge fra questi fatti… wireless, per carità.

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