The Guardian: Boycott Apple, sì o no?

L’inchiesta del New York Times non aggiunge nulla di nuovo a quanto racconta da anni Gizmodo Usa, ma ha fatto gridare allo scandalo i benpensanti. Gli influenti Daily Beast e Newsweek parlano di barbarie. Che non chiama solo in causa Apple e le aziende hi-tech, quanto gli utenti consumer, ormai assuefatti a tutto: Dan Lyons scrive un laconico ma eloquente “It’s barbaric“.

Apple in Borsa vale più di Exxon Mobil, il colosso petrolifero responsabile dell’inquinamento della Valdez. Una catastrofe ecologica e di Public Relation. L’ermetica segretezza di Apple fa il resto. La rivista Forbes con l’editorialista Peter Cohan va giù pesante: “Se metti in fila tutti i lavoratori morti a costruire il vostro iPhone o iPad, il numero è impressionantemente elevato“. Shock economy, direbbe Naomi Klein di No Logo.

Quando il Ceo Tim Cook dice che “si preoccupa di ogni lavoratore” della supply chain, la  nostra coscienza si chiede: E se se ne fosse fregato, sarebbe stata ecatombe?

L’accordo con FLA sui diritti umani in fabbrica riguarda solo il 5% delle aziende della supply-chain di Apple. Il 62% delle 229 fabbriche coinvolte non si è ancora adeguata all’orario massimo di 60 ore settimanali della policy di Apple. Un terzo ha problemi di e-waste nociva per la salute pubblica (hazardous waste).

Bbc parla di debacle PR. Il Guardian si chiede se è l’ora di boicottare Apple, anche se il “problema Foxconn” non finisce lì, ma da qualche parte forse inizia.

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