Apple censura i Rapper, elimina le apps-fotocopia o “lookalike”. La sindrome del Savonarola strabico

Il solito Bug – che edulcora i contenuti non ritenuti adatti alle innocenti orecchie dei minorenni… – censura i Rapper, togliendo da iTunes Match parolacce ed epiteti poco educati. Dopo i capezzoli di Madonna, eliminati da una rivista digitale su iPad, il “Rap in versione educande“. Ma Apple si scusa addebitando l’errore a una falla nel programma…

Non contenta, Apple dichiara guerra alle apps lookalike, le applicazioni Web fotocopia, su App Store. Sono le Apps che sembrano-ma-non-sono: Tiny Birds, Plants vs. Zombie, Numbers with Friends, e Temple Jump. ZAC! Via le apps-copione che traggono in inganno gli utenti.

L’App Store SOPA-style, in versione sceriffo anti contraffazione, non tollera chi trae in inganno dall’originale: lotta dura alla “contraffazione” delle apps!

Ma la news più divertente arriva da Gizmodo USA: riguarda la censura applicata da Apple Newsstand, l’edicola digitale. Se una rivista parla di “pene” in un articolo “scientifico” viene censurata (e bollata come rivista sopra i 12 o 16 anni), ma se una rivista (Cosmopolitan, in questo caso) ammicca a contenuti osé (“50 Kinky Sex Moves” o “Your Other G-Spot”) è tutto ok. Il mistero del Savonarola strabico è servito?

Questi tre casi sono la dimostrazione che la concorrenza serve: almeno non cala la scure sui contenuti digitali, se essi possono trovare sbocco e mercato legittimo su più marketplace. Poi, agli utenti la libera scelta…

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