La vera autobiografia di Steve Jobs? FBI batte W. Isaacson, 1 a 0

Non teneva famiglia nei paesi dell’ex blocco sovietico: niente “parenti stretti in paesi controllati dai regimi comunisti”. Ma, a parte quest’unica nota positiva, l’ex consumatore di Dietilamide dell’acido lisergico (LSD), Steve Jobs viveva nella bolla del Reality Distortion Field (RDF): tendeva cioè  “a piegare la verità e distogliere la realtà per il conseguimento dei suoi obiettivi”. Ergo, non raccontava sempre la verità ma aveva l’abitudine a distorcerla per far tornare i suoi conti. E i conti, li ha fatti tornare benissimo, visto che nelle casse di quella Apple, ereditata sull’orlo del fallimento,  ha lasciato una montagna di quattrini, oggi lievitata a quasi 100 miliardi di dollari in contanti. Una valanga di cash tenuta per lo più offshore per evitare le tasse Usa.

Il guru della Silicon Valley era di Sinistra come crede qualcuno? Steve Jobs era stato messo sotto la lente dell’FBI in quanto lo aveva adocchiato George H. W. Bush (padre) per conferirgli qualche incarico, quando l’ex presidente Repubblicano era in carica… Come ha scritto di recente Massimo Gaggi, aver messo Steve Jobs nel Pantheon della sinistra (soprattutto quella italiana), è una delle grandi “leggende metropolitane”: un altro effetto RDF, figlio di un certo provincialismo, che ha filtrato la storia di Jobs per crearne un “santino buono per tutte le stagioni”… Secondo AP, Jobs ebbe l’incarico nell’Export Council presidenziale sotto la prima amministrazione di Bush (padre).

È un bugiardo, non completamente schietto e onesto“. “Onesto e degno di fiducia, eppure la sua moralità è discutibile“. “Jobs possiede un’integrità finché gli conviene“. Pesa anche il rifiuto, cui solo dopo molto tempo ripose rimedio, di aiutare la figlia avuta da una compagna di scuola, figlia abbandonata che venne cresciuta con i sussididi pubblici.

Alcuni testimoni dubitano della sua onestà” riportano fedelmente le carte dei superpoliziotti. Ma il bello è che «tante informazioni offensive» sono rare nei rapporti dell’FBI, ma secondo il sito Gawker – che riporta i documenti – probabilmente ciò è segno che Steve Jobs «non conosceva i proprio amici molto bene». Se l’FBI batte W. Isaacson, 1 a 0, c’è nel “giornalismo-che-racconta-Apple” qualcosa che non va. RDF al cubo.

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