Apple chiede lo scudo fiscale: vi ricorda qualcuno?

Apple capitalizza a Wall Street più del PIL del Belgio, ha registrato 43 miliardi di dollari di ricavi con 13 miliardi di dollari di profitti (ultimo trimerstre 2012), e ha messo in banca 100 miliardi dollari.

Ma dove tiene il gruzzoletto Apple? Offshore.

La notizia è di fine gennaio, ma merita di essere esaminata meglio, visto che in Italia è passata un po’ in sordina. La Sinistra italiana, che giustamente ci vuole insegnare a chiedere lo scontrino sempre e comunque (perché con le tasse si mantengono i servizi utili alla comunità – come scuola ed ospedali, per esempio), dimentica che due terzi dei 97.6 miliardi accumulati da Apple, si trova offshore. Fuori dagli Stati Uniti.

Per Apple lavorano solo 43 mila dipendenti (più 700 mila fuori dagli Usa), sempre più dei 3200 dipendenti di Facebook. Ma molto meno dei dipendenti di Microsoft.

Scrive WebNews: “Ben 54 miliardi sarebbero conservati ben lontano dagli Stati Uniti, si vocifera in paradisi fiscali dove la tassazione risulterebbe decisamente meno onerosa rispetto a quella a stelle e strisce. Apple, tuttavia, sarebbe ora intenzionata a rimpatriare questo bottino estero, trovandosi però di fronte a un nemico poco gradito: il fisco“.

Il reimpatrio pagando una tassazione del 35%, non va giù alla Mela. Che chiederebbe un bel taglio al 5-9%.

Come lo scudo fiscale di Tremonti. O giù di lì. Ah, le tasse!

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