La distopia nell’era di iPad

Questo blog, Mela Marcia, parla da anni della distopia di Apple (secondo la definizione di Aldous Huxley). Dunque riportiamo volentieri quanto scrive il blog IlNichilista: “C’è qualcosa di profondamente distopico nel flusso incessante di tweet che ha accompagnato la presentazione del nuovo iPad. Quelle parole tutte uguali, ridondanti. Le stesse specifiche ripetute ancora e ancora. I dettagli rivelati a San Francisco e contemporaneamente in tutto il mondo tramite dita che premono tutte gli stessi tasti, tutte sugli stessi apparecchi, tutte sullo stesso sito. Tutte con desiderio, come atleti che vogliano giungere per primi alla meta. Per battere gli altri sul tempo, dare la notizia. Atleti. Ma allo stesso tempo operai. Forse schiavi.

Schiavi: felici e sfruttati (vedi: Carlo Formenti), ancora una volta.

Chissà se Jobs l’aveva previsto, dipingendo l’acerrimo rivale come il Grande Fratello. Chissà se aveva già capito che il vero potere si ottiene come nell’incubo di Huxley: perché finisci per chiamare libertà ciò che sei costretto a fare senza che nessuno ti costringa a farlo. E, mentre lo fai, ha una strana euforia addosso, ti senti felice. Un’ultima cosa mi è venuta in mente. E’ una domanda che ho trovato in un mazzo di appunti su un romanzo distopico di Margaret Atwood. «Why do I want?». Perché voglio? Il fatto che suonasse così strana, e al contempo così viva, ha reso il tutto perfino più reale.” – ilNichilista.

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