“Ecco dunque la morale: che le nuove tecnologie “stiano al loro posto”, vengano cioè utilizzate esclusivamente per produrre meglio e di più, sul posto di lavoro; invece nel tempo libero, i manager le spegneranno per potersi godere un momento di meritato riposo, mentre i dipendenti potranno tenerle accese per rilassarsi e giocare (cioè consumare). Peccato che, grazie appunto alle nuove tecnologie, anche i dipendenti abbiano visto cancellare ogni barriera fra tempo di lavoro e tempo di vita, per cui, se non imparano a loro volta a spegnerle, invece di giocare si ritrovano a lavorare (in questo caso, tuttavia, né l’Economist né il New York Times hanno nulla da ridire)”.
La visione classista degli smartphone non poteva di certo a sfuggire a Carlo Formenti.
- CARLO FORMENTI su MicroMega: CARLO FORMENTI – Smartphone e rapporti di classe
