Le bugie di Mike Daisey non devono oscurare la verità su Foxconn

Come ha scritto Jesus Diaz di Gizmodo, le bugie o manomissioni di Mike Daisey (forse causate da una cattiva traduzione dal cinese), l’autore dell’one-man show “The Agony and the Ecstasy of Steve Jobs” , sono una brutta storia. Squalificante e degradante per chi ha a cuore il giornalismo, la verità. Ha fatto bene la trasmissione This American Life a ritrattare: il falso va sempre combattuto come ogni bugia.

Però, questa storia di disinformazione, non deve oscurare la verità su Foxconn. Una verità tragica, raccontata da Gizmodo e dal New York Times. Le catene di suicidi, l’esplosione a Chengdu, gli abusi sulle condizioni di lavoro, sono sotto gli occhi di tutti: e le inaccuratezze e imprecisioni di Mike Daisey non possono cancellare la realtà dei fatti. Anche se – come scrive la mai banale Maria Rosa Mancuso – afferma “Apple (…), perché tutti abbiamo un iPhone in tasca, e certo non rinunciamo al giocattolo dopo aver letto delle condizioni di lavoro in fabbrica”.

(Però, oltre la metà degli utenti di smartphone, non ha un iPhone in tasca, ma un Android. Giusto per saperlo 😉

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