The One-man-show must Foxconn: Le bugie di Daisey non cancellino la verità su Foxconn

Conscience needs to be based on truth, and truth is not identical with “facts”. The case against manufacturing conditions in Foxconn remains a very strong and serious one. If that case has been made with claims that are not factual, it is damaged, but not destroyed”.

Mike Daisey ha mentito: ma ciò che lui fa è arte, non giornalismo. Quello che Gizmodo USA e Wired hanno visto a Foxconn è stato raccontato e non c’è nulla di falso. L’inchiesta del New York Times è giornalismo. Se ora Apple ha deciso di far entrare la FLA a Foxconn è perché si rende conto del danno d’immagine prodotto dal “caso Foxconn”: le catene di suicidi, le condizioni di lavoro e di vita in fabbrica, l’esplosione eccetera.

E anche Wozniak difende, nonostante le bugie, il lavoro di Daisey, perché è importante che dentro Foxconn non avvengano mai più abusi sul posto di lavoro. Anche i ‘Pirati della Silicon Valley’, il film sulla rivalità fra Apple e Microsoft, non era granché accurato, ricorda Wozniak, co-fondatore di Apple con Steve Jobs. “Ma il film era vero” nel senso in cui lo è l’arte.

Il caso Foxconn è reale, e 300 dipendenti sono saliti sopra un tetto poche settimane fa per ricordarcelo, minacciando un suicidio di massa. Nonostante le bugie di un’artista.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.