Ma perché Apple paga le tasse delle vendite su iTunes in Lussemburgo e non in Italia?

Si chiede il Blog Melamente Assorto: “Affermare -come fa Apple- che una canzone appena comperata da me, qui col mio Mac/iTunes a Roma, e’ stata acquistata in Lussemburgo“, è una pratica legale? O è un escamotage “per non pagare le tasse italiane, sì o no?”. Equitalia potrebbe chiarire se la pratica sia perfettamente legittima o se sia configurabile come una forma di elusione: mentre gli italiani sono tartassati, avrebbero diritto a sapere se il colosso multimiliardario di turno opera in maniera trasparente in materia fiscale. Il giornalista Massimo Mucchetti tempo fa sollevò un analogo quesito sulla tassazione di Google, a cui rispose il Chairman Eric Schmidt, diradando le nubi. Può darsi che anche Apple abbia tutte le buone ragioni per pagare le tasse in Lussemburgo invece che in Italia anche quando il download è effettuato su un computer o uno smartphone in Italia.

In Lussemburgo non solo le aliquote fiscali sono le piu’ basse. Il paese, con la piu’ bassa aliquota IVA (15%) nella UE, ha oneri sociali sui dipendenti molto competitivi. Esistono specifici sgravi fiscali di settore in materia di proprietà intellettuale. Ben l’80% di esenzione dalle imposte sui redditi generati dall’utilizzo commerciale o plusvalenze dalla vendita di Intellectual Property, con esenzioni complete di IP dal valore netto delle imposte. (Fonte: L.T.I. Luxembourg For Business).

Blog Melamnente Assorto: L’ONERITA SOCIETA’

RISPOSTA DI DESMOND ALLE MIE DOMANDE: “Una multinazionale in effetti può credibilmente porre il suo indirizzo fiscale, cioè la sede del proprio HQ, in quasi qualunque paese, perché non ce n’è uno che la veda come sede prevalente delle proprie attività. E’ proprio il caso che citi.
D’altra parte se io una volta compravo per corrispondenza da un fornitore situato a Londra e mi facevo spedire il prodotto in Italia ovviamente il mio fornitore pagava le tasse in UK.
Con la digitalizzazione lo scenario cambia, ma manca ancora, non solo a livello nazionale, una disciplina adeguata al tale diverso scenario.
Dovrebbe essere l’UE a definirla, anche perché per sua natura il business di una multinazionale ha una dimensione continentale. Mi sembra quindi che ad essere in ritardo sia proprio l’UE. D’altra parte dall’euro in poi tutta l’UE ha cambiato seriamente i suoi indirizzi, passando ad essere solo un’area di libero scambio con una moneta unica, in cui esistono attori prevalenti e attori subordinati, e non una tappa verso una federazione dove tutti i membri hanno pari dignità. Anche questo contribuisce ad accettare una palese distorsione come quella a cui hai accennato“.

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