Il PIL e lo Spread (etico) in balia di uno smartphone

Mezzo puntoi di PIL vale l’iPhone, dice una serafica (ma non disinteressata?) JP Morgan. Ma è tutt’oro quel che luccica? Massimo Gaggi del Corriere della Sera mette le mani avanti.

1) Ammesso che le condizioni di lavoro siano migliorate in Foxconn, dopo la devastante stagione dei suicidi, “Ora si scopre che tutto questo è stato fatto sostituendo il lavoro degli operai con quello di studenti «stagisti»”. Studenti-lavoratori che fanno gli straordinari, assemblando iPhone e iPad, in attesa di una laurea: ” studenti «stagisti» che dovrebbero andar lì per imparare. Invece vengono messi subito sulle linee di montaggio“. “(…) In fabbrica sono arrivati non solo giovani che studiano Tecnologia, ma anche studenti di Giurisprudenza e Lingue straniere“. La denuncia è della Ong China Labor Watch: anche se solo il 2.7%, gli studenti che abbandonano la linea di montaggio, rischiano di non laurearsi. Una carriera promettente?

2) HP taglierà 29 mila posti di lavoro, messa sotto pressione dall’era Mobile e dall’euro-recessione: “La crescente diffusione dei terminali mobili potrebbe accentuare le difficoltà dell’industria dei pc: i produttori Dell e Hewlett Packard. E la Intel, specializzata in microchip per personal computer”. L’iPhone is disruptive. Ma sono più i posti di lavoro che crea o quelli che distrugge?

3) Guerre dei brevetti e cannibalizzazione di altri mercati. “Sotto pressione sono, invece, i produttori di apparecchiature Gps come Garmin e TeleNav che rischiano di vedere il loro mercato eroso da questo nuovo supercellulare. Guai in vista anche per gli altri produttori di telefonini, a cominciare proprio dalla Samsung”. Quella Samsung che è nel mirino di Apple, per violazione di brevetto.

4) Il mercato delle Apps crea buoni posti di lavoro per gli sviluppatori, se 9 apps scaricate su 10 sono gratis? E se quelle a pagamento costano appena 3 dollari? Per un developer che fa affari d’oro come Rovio con la geniale saga di Anry Birds, tanti sviluppatori rimpiangono l’era del Pc.

5) I carrier. Gli operatori mobili alle prese con la pratica del subsidizing sono messi alle strette. L’ultima volta Vodafone disse no, ma poi l’iPhone 4S ha venduto parecchio. Ma il subsidizing costa parecchio, secondo Bloomberg, dal 12% al 14% dei loro ricavi derivanti dal wireless. Dieci milioni di iPhone 5 solo a settembre ne valgono la pena? O 50 milioni entro fine anno?La spagnola Telefonica non darà gratis l’iPhone 5 nel suo mercato casalingo, anche a fronte di un caro piano tariffario. Apple è in una botte di ferro, e gli operatori sono costretti ad inseguire… Ma la guerra dei prezzi fa bene al settore Tlc?

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