Aporie. Dal Connector Divide alle “leggende metropolitane” degli Hooligan Digitali. L’autodifesa? Lo stand-by di Severgnini: iPhone 5? Può attendere

Mentre le aziende di accessori Apple sperano di poter cavalcare londa del Connector Divide, senza venirne travolti, c’è chi mugugna: “The dock is dead“. Ma il titolo di Apple corre: vale più del PIL della Svizzera.

Ma una domanda, fra gli esperti, si fa strada: a sostenere il boom di Apple (oltre i 700 dollari ad azione), che parte giocano le “leggende metropolitane“? Capirlo, servirebbe a prevedere un eventuale, traumatico sboom. Una signora dice che l’iPhone 5 è “più sottile, ha una tastiera laser, immagini olografiche, ed altre funzionalità cool”… Ovviamente deve aver visto il finto video di Aatma Studio, e non la presentazione reale: ma lo “scollamento” fra le aspettative reali e il nuovo iPhone, potrebbe – alla lunga – diventare un boomerang.

E anche il fenomeno da baraccone degli hooligan digitali raffredda gli storici, sofisticati, utenti come Beppe Severgnini: il nuovo iPhone 5? Può attendere, dice Severgnini, con una punta di mestizia. Oggi sul Corriere spiega perché uno storico utente – lo zoccolo duro di – Apple si potrebbe stufare del suo marchio preferito.

Aporie. Un brand quando è gonfiato mediaticamente sta o no entrando “nell’ aporia (ἀπορία – passaggio impraticabile, strada senza uscita), nella strada senza uscita, dichiarando la sua incompetenza nel dare una risposta definitiva e precisa e riconoscendo quindi che la sua certezza iniziale era insussistente”?

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