I colli di bottiglia della supply chain di Apple

Uno è Foxconn, la “fabbrica dei suicidi”, dove una scintilla legata agli straordinari, in un clima di repressione e violenza, può causare una protesta che coinvolge migliaia di operai. Ma l’altro collo di bottoglia è costituito dalla produzione dei pannelli in-cell, adottati per rendere più sottile l’iPhone5, e prodotti da LG e Japan Display, mentre Sharp finora non è stata in grado di realizzarli e dovrebbe partire ora. Dieci milioni di pannelli in-cell saranno consegnati nel terzo trimestre.

Anche Qualcomm potrebbe rallentare la supply chain con il chip LTE.

Apple soffre di scarsità di componenti. Lo shortage produce supply constraints. Il titolo di Apple cala perché la Mela non è in grado di tener dieto agli ordini, vendendo tanti iPhone 5 quanti vorrebbe la massa. È ovvio: questi problemi non affliggono la FIAT di Marchionne, e sono problemi di eccesso di domanda che qualunque produttore vorrebbe avere.

Ma “essere vittime del proprio successo” per un’azienda che è la più valutata a Wall Street per la “perfetta supply chain”, eh no: non ci siamo.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.