La sindrome della televendita. L’ombra di Roberto Da Crema sui keynote del fu-Steve Jobs

Perfino Repubblica ha definito una “televendita” il keynote di Cook e Schiller: “Ma quanto stona quel Cook con l’aria da imbonitore…“. Aggiunto Ernesto Assante, di solito molto tenere con Apple: “Tim Cook usa una quantità spropositata di superlativi, di aggettivi pomposi, davvero troppi. Suonano come moneta falsa, non sono necessari, non aggiungono nulla alla chiarezza dei numeri, ampi, che può comunque presentare al pubblico. (…) . Se Jobs trasformava le presentazioni in spettacoli, Cook le rende più simili alle televendite. Ed il fatto che nessuno glielo faccia notare e gli dica di smettere è un cattivo segno”. Pino Bruno sul suo blog, non certo anti-Apple, anzi, è ancora più caustico: “Tim Cook e Phil Schiller ricordavano più Roberto Da Crema, il televenditore asmatico dei watch (imitazioni degli swatch) che Steve Jobs, il cui nome – peraltro – non è stato mai citato”.

De Biase su IlSole24Ore.com considera veniale “il tono di voce un po’ troppo recitato di alcuni tra coloro che hanno preso la parola. Problema di poco conto”, ma, pur non risparmiando elogi all’iTeam, ammette che “il rischio che corre la Apple non è quello di rallentare l’innovazione – visto che ha dimostrato di saper evitare questo errore – ma di concepirla in modo autoreferenziale e chiuso alle istanze diverse“. Un monito da non prendere sottogamba.

Anche Panorama, che solo poche settimane fa aveva dedicato una copertina all’iPhone 5, oggi scrive su tre motivi per comprare il mini iPad e tre motivi per non comprarlo: e tra i tre motivi Mytech cita il display (che non è Retina: “circa il 25% di punti in meno rispetto ai mini tablet di Amazon e Google (…) Che, per inciso, sono pure più economici”), il processore (“sottodimensionato rispetto a quello utilizzato dalla concorrenza, (…) che per il Nexus 7 ha scelto un quad-core da 1,5 GHz“) e il prezzo, tutto fuorché mignon (“costa il 65% in più rispetto ai 7 pollici della concorrenza”).

A furia di contornarsi di Yes-men, Apple si fa del male. O no?

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