L’Economic Policy Institute (EPI) contesta la FLA. Foxconn? ‘Gnafa

Secondo l’Economic Policy Institute (EPI), la forte domanda di iPhone 5 avrebbe azzerato i miglioramenti che erano stati apportati alla supply-chain di Apple. Tanto che Foxconn ammette di non riuscire a star dietro agli ordini: l’assemblaggio del nuovo iPhone è troppo complicato. L’EPI critica l’eccessivo ottimismo della Fair Labor Association (FLA), relativo ai mesi di bassa produzione. Se la FLA redigesse i suoi report sotto Natale, forse cambierebbe idea.

Anche il gruppo di attivisti cinesi Students and Scholars Against Corporate Misbehaviour scrive che i report della FLA non sono attendibili: “Le evidenze suggeriscono che, anche se le pratiche virtuose prevalgono nel periodo esaminato da FLA, esse perdono di credibilità con l’aumento della produzione di iPhone 5”.

Foxconn potrebbe dunque aprire stabilimenti negli USA, per produrre in Occidente, con altri standard lavorativi? Foxconn, nota come la “fabbrica dei suicidi”, impiega 1,2 milioni di operai in Cina, dove le multinazionali delocalizzano la produzione, ed è diventato il maggior concentrato di outsourcing hi-tech.

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