iEconomy/ La Foxconn delle Apps: Felici e sfruttati?

Vi ricordate quando Steve Jobs sventolava assegni miliardari davanti agli sviluppatori di apps a WWDC? Ai developer arrivano solo le briciole. La Mela ha finora pagato 6.5 miliardi di royalties, ma – salvo alcuni – la maggior parte arranca ad arrivare a fine mese. Lavorano da free lance, senza assicurazione né pensione. E le loro apps servono a un’unico obiettivo: far vendere più iPhone, mentre Apple incassa il 30% delle vendite. Sperando nel colpo grosso…

Mentre Foxconn pensa di sostituire – un giorno – gli operai con i robot, non è che i developer – fatte le debite differenze – se la spassino, in fondo, tanto meglio. Per una Rovio e una Zynga, la maggior parte, dopo aver versato i 99 dollari annui per registrarsi come sviluppatori Apple, non si fa d’oro. Da MicroSlaves ad iSlaves.

Tanto per fare un esempio: Rovio (l’azienda del popolarissimo Angry Birds) impiega circa 500 dipendenti, un decimo della forza lavoro che Nokia ha tagliato fra il 2011 e il 2012 in Finlandia, dove impiega 6,500 persone.

 

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