Il Candido di Voltaire e il “migliore dei mondi possibili” nell’era dei negozi Apple. Si parte con 70 mila sterline di seggiole tedesche

Oggi è l’anniversario di Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet (Parigi, 21 novembre 1694 – Parigi, 30 maggio 1778). Voltaire è anche l’autore del racconto filosofico “Candido, o l’ottimismo”, in cui emerge una visione disincantata del mondo, mentre l’ingenuo Candide la pretesa di “vivere nel migliore dei mondi possibili”, precetto su cui Leibniz incardinò la propria filosofia.

Tutto questo preambolo, è per parlare del “migliore dei mondi possibili” nel Paese del mondo delle meraviglie di Apple? No, tutto questo è un umile omaggio a Voltaire!

Però Candido ci serve per entrare nell’argomento di oggi. Come avrebbe preso la notizia un Candido-Fanboy che per aprire un Apple shop, bisogna partire da un investimento da 70 mila sterline di sedie tedesche? Per non parlare dei pavimenti in legno da 30,000 sterline. Per diventare premium reseller di Apple, bisogna fare scelte al Top, come direbbe Crozza nelle vesti di Briatore? Mah, parrebbe di sì, a leggere TheRegister, che conta in 100 mila sterline la cifra di partenza dei partner per adeguarsi alla versione di negozio Premium – rivenditore di Apple. TheRegister parla di “one of the most paranoid and sought-after vendors on the planet“: non c’è bisogno di traduzione, direi.

Il Candide di Voltaire iniziava pressapoco così (sintesi da Wikipedia): “…In uno “splendido” castello “dotato anche di porte e finestre”, di proprietà del barone di Thunder-den-Tronckt, “il più grande signore della provincia e perciò del mondo”, vive un giovane dal carattere ingenuo e sincero, di nome Candido. Suo precettore è Pangloss (dal greco “Πᾶς, πᾶσα, πᾶν”, tutto, e “γλῶσσα”, lingua e quindi “tutto lingua”: parodia dei discepoli di Leibniz come Christian Wolff), che insegna a lui e alla figlia del barone la “metafisico-teologo-cosmolonigologia”, la dottrina filosofica secondo la quale il mondo è “il migliore dei mondi possibili” in quanto “tutto ciò che esiste ha una ragione di esistere”, ad esempio “i nasi servono ad appoggiarvi gli occhiali, ed infatti noi abbiamo degli occhiali“. Se abbiamo le dita, è forse per sfiorare un iPhone o un iPod, insomma.

Ecco, con Apple, sembra di entrare in questo mondo: “Any outlet in the iPhone-maker’s loyal band of independent dealers that hasn’t conformed to version two of Apple’s store requirements will be stripped of its official badge of honour – then it will just be a bog-standard reseller without the perks of a premium partner“. Chi non si conformerà ai requisiti di Apple per essere al Top, non sarà investito dell’onore di essere un Premium reseller.

Oggi ci sono 1500 premium outlet di Apple nel mondo. Dopo gennaio, saranno falcidiati.

Forse si sentiranno, come il Candide di Voltaire al termine del viaggio nella disillusione e nel disincanto, di non essere vissuti nel migliore dei mondi possibili: “A Costantinopoli Candido, Cunegonda, Martin, Cacambò, Paquette, la vecchia e il frate Giroflée, ormai convertito all’islam, finiscono per vivere tutti insieme umilmente in una piccola fattoria per dedicarsi a ‘coltivare il proprio giardino’“. Un giardino di mele marce o mature, per ironia della sorte. Che è sempre meglio di un costosissimo piano in Corian dove appoggiare costosi device hi-tech. Chi lo sa?

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