Il ragazzo cinese che non ottiene il lavoro a causa dell’iPhone. La sindrome iRenzi?

Bamboccione, avrebbe detto il fu-Padoa-Schioppa? Chissà. Ma forse non sapremo mai neanche che cos’ha pensato l’intervistatore che doveva esaminare un brillante studente della provincia di Jilin, in Cina, quando ha visto l’iPhone, e deciso di scartare il candidato al Recruiting per questo motivo. Il ragazzo ha espresso tutta la sua frustrazione per aver perso il lavoro a causa di un iPhone, regalatogli dai genitori.

Allo sfortunato studente, in cerca di impiego, “l’azienda ha risposto che non stava cercando ragazzi con l’iPhone“. Dalla job interview passiamo a l’Espresso, che, alla vigilia del ballottaggio delle Primarie, ha consigliato a Matteo Renzi di abbandonare quel “maledetto iPhone” (in Errori da duellanti pag. 63 de l’Espresso del 6 dicembre 2012).

La potremmo chiamare “sindrome iRenzi“. L’azienda cinese ha poi spiegato di non essere avversa ai fanboy, ma di temere eccessive distrazioni da parte dei possessori di smartphone.

Ma secondo NariNari (via RocketNews24). l’iPhone viene visto come “accessorio borghese”, simbolo di classi super-privilegiate: “Students who have iPhones don’t work. Everything you have was bought by your parents. You haven’t bought anything by working yourself. You are wealthy and can’t stand the stress. Working at our company is tough. It calls for someone who can take the pain and suffering.”

Ai ragazzi cinesi in cerca di lavoro consigliamo di tenere nascosto l’iPhone. E a chi in Italia vuole scalare la Presidenza del Consiglio? Forse conviene non far sapere che cellulare usa. Non sia mai che la “sindrome iRenzi” non sia solo un’allucinazione…

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