La prossima bolla inizia per S. Come Startup

Dopo la bolla della Net economy e quella della S-economy, la social economy dei siti 2.0 (volete sapere quanto vale Facebook, dopo un anno? Ha perso il 20% solo nell’ultimo mese!), sta montando la nuova Bolla. Quella delle Startup.

Se fosse per la Stampa italiana, dovremmo essere tutti Startupper. Guardate l’israeliana Waze, acquisita per oltre un miliardo di dollari da Google! E non avete visto Tumblr, comprata da Yahoo! per per 1,1 miliardi di dollari? Mica vi sarete persi Summly, eh? E giù a snocciolare i nomi delle Startup di successo: Instagram, ora nel portafoglio di Facebook, per non parlare di tutti quegli sviluppatori di Apps che hanno grandi ambizioni, inseguono Rovio di Angry Birds, Minecraft e tutti gli altri Startupper con le unghie più affilate.

Uno su mille ce la fa, insomma. Ma che le Startup siano LA soluzione all’endemica disoccupazione giovanile (che veleggia al 40% in Italia), mah: è più facile fallire, magari ipotecando il garage di famiglia, che diventare il prossimo genio planetario. Ed è vero che nel magico mondo delle Startup chi fallisce non deve vergognarsi, ma – prima di ipotecare tutto – in nome di un Sogno, keep calm.

Se proprio volete essere originali, andate a zappare. E magari progettate apps nel tempo libero (non si sa mai che vi inventiate il prossimo Foursquare!). Al credito subprime ad alto rischio, lasciate giocare gli specialisti: i Venture Capitalist che se ne intendono, e – raramente – rimangono col cerino in mano. Perché il cerino in genere passa agli azionisti: avete presente Facebook, l’IPO da 100 miliardi di dollari, il cui titolo è crollato del 37%?

Ma, ricordatevi, secondo Forbes, anche Facebook, il protagonista dell’IPOcalypse, avrebbe solo quattro anni di vita. La Startup che la soppianterà non è ancora stata inventata, ma è fisiologico che arriverà. Twitter si quoterà, ma la sua quotazione è più prudente: intorno ai 9 miliardi di dollari, un decimo del socxial network di Menlo Park. Ma, se non siete Nick D’Aloisio, un teenager di 17 anni, che ha fondato Summly quando all’età di 15, o il multimiliardario Mark Zuckerberg, occhio, la concorrenza è agguerritissima e dovrete vedervela con i Developer più competitivi del mondo.E se non conoscete l’epopea di Zynga, ve la racconto io: il creatore di “Farmville” aveva acquisito OMGPOP, sviluppatore dell’app “Draw Something”, per 180 milioni di dollari.  Dopo mesi di emorragie di utenti, Zynga ha chiuso lo studio con base a New York, e di fatto ha tagliato tutto il team di OMGPOP.

La prossima bolla inizia per S. Come Startup, why not?

Afferma Canalys: Solo 25 sviluppatori di apps si spartiscono il fatturato di mezzo App store e Google Play. Quel mega-assegno da 10 miliardi di dollari (5 miliardi solo negli ultimi 12 mesi) che il Ceo di Apple Tim Cook ha sventolato sotto i vostri occhi, se lo pappano i Big.

Come ha scritto Roberto Dadda su Fb: “Un’altra cosa paradossale è che si fanno un sacco di convegni per insegnare alle startup ad avere successo, ma la maggior parte della gente sul palco si distingue perché il massimo successo che ha avuto è essere invitato a quei convegni!“.

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