La sottile linea rossa di Snowden

Se Snowden citasse prodotti corporate, per l’IT statunitense potrebbe suonare un campanello d’allarme. O scoppiare un’atomica nel PIL americano.

Ai big IT della Silicon Valley, forse, conviene rafforzare – subito – le filiali europee: meglio dire Made in Europe che Made in USA, in questo periodo, dopo che la Russia ha fatto downshifting ed è tornata alle macchine da scrivere, marca tedesca: senza pericoli di backdoors o keylogger.

A Microsoft conviene acquisire Nokia, che sta comprando NSN, e dire siamo tutti europei. Altro che Redmond. E in Cina fare accordi con Baidu, chissà.

Per la cinese Huawei (proprio quella accusata dagli USA di essere un covo di spie! Pensa te la Nemesi!), per Lenovo (già primo vendor del mercato Pc) e i brand tedeschi, invece, sta per aprirsi una stagione d’oro. Snowden è quella finestra d’opportunità in cui nessuno osava sperare tanto. Se l’Italia avesse ancora un’Olivetti degna d’Adriano, sarebbe stata l’occasione del secolo.

Per la Silicon Valley e l’hi-tech USA uno spettro s’aggira per la Russia, e si chiama Snowden. Per Obama è l’incubo peggiore (il Datagate che diventa il suo Watergate), ma già lo sa. Il fatto che l’affaire Prism sia scoppiato poche ore dopo il 90esimo compleanno di Henry Kissinger, “l’amico cinese”, sa di beffa?

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