Se il centro di gravità permanente si sposta in Asia

Apple deve porre maggior attenzione al ruolo della globalizzazione post-recessione: il baricentro si sposta, ogni ora, ad Est; la Cina è la seconda economia del mondo; Singapore gestisce tanti patrimoni quanto la Svizzera. E in Cina Huawei, Lenovo e (nella fascia bassa) ZTE, fanno la parte del leone. Lenovo guarda ad acquisizioni importanti (chi, Blackberry?).

La Cina conta già 591 milioni di utenti Internet (il 44% della popolazione cinese usa il Web), ma i possessori di smartphone sono in grande spolvero nell’ex Celeste Impero: secondo China Internet Network Information Centre (Cinic), 464 milioni di utenti hanno avuto accesso a Internet via smartphone o tramite altri dispositivi wireless. Ciò corrisponde a una crescita del 10% sul 2012.

Chi arranca in Cina e nei BRICS (anche se in India il boom del 400% di iPhone, fa sperare), perde la partita. Gettare un occhio al resto del mondo emergente, non guasta.

Nel 2013 il numero degli utenti Internet nel mondo in via di sviluppo supererà per la prima volta gli utenti Internet dei Paesi sviluppati: sono cresciuti di 27 volte dal  2007.

E in questo nuovo scenario, Samsung sa adattarsi, Apple no. Samsung offre luxury smartphone per il mercato cinese e integra Weibo nell’homescreen, mentre Apple non si declina nel mercato cinese e si limita a mettere Weibo in download.

 

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