Speriamo che sia femmina

Sui siti di gambling c’è perfino chi scommette su Stephen Elop, la cui Nokia ha perso il 60% del valore di capitalizzazione in Borsa, mentre il boss di Salesforce.com, Marc Benioff, chiede l’interim a Bill Gates.

Noi non abbiamo desideri da esprimere: speriamo che sia giovane e donna (come recitava il titolo di un film “Speriamo che sia femmina“) perché valorizzare il Fattore D, in una multinazionale come Microsoft, potrebbe deflagrare nell’immaginario collettivo più di tanti proclami per le Quote Rosa in Parlamento. Sarebbe un segnale di svolta per la meritocrazia al femminile, come dimostrano le carriere di Marissa Mayer (ex Google, ora Ceo di Yahoo!) e Sheryl Sandberg (Facebook).

Ma questo è un auspicio: si vedrà.

Qui però vogliamo mettere i puntini sulle i. Se Steve Jobs ha costellato la (seconda parte della sua) carriera di successi, ma ha lasciato a Tim Cook una Apple che viaggia nei mari in tempesta, ricordatevi: Steve Ballmer ha fatto l’opposto. L’altro Steve ha pagato il prezzo di qualche flop, ma lascia una Microsoft sana, sulla via della ristrutturazione e con progetti ambiziosi.

La Storia sarà indulgente con Ballmer, un Ceo che ha avuto fegato e che ha moltiplicato per 10mila il fatturato dell’azienda. Certo, gli errori li ha commesi: Vista, il ritardo su Internet e soprattutto la sottovalutazione del Mobile. E dall’onda Mobile – divenuta uno tsunami in pochi trimestri – è stato travolto.

Ma Ballmer ha permesso che Microsoft rilasciasse vagonate di codice: ora MS è un filo più aperta di Apple e di tante aziende; se avete a cuore l’Open source, va detto.

La longevità di Xp, che ora crea problemi a Windows 8 (dopo il sorpasso di Seven su Xp), è colpa/merito di quel gran venditore di Ballmer.

Se Microsoft ha commesso passi falsi, li ha rimediati e posto le condizioni per trovare le soluzioni. E anche laddove può fare meglio, è grazie alla visione di Ballmer che lo farà. Anche perché Microsoft in questi anni ha pagato anche per i ritardi di Intel, non dimentichiamocelo. E gli errori di Bill Gates ai tempi dell’Antitrust, quando derideva i profeti del Free Software. Ora Android è al sorpasso su Windows, tant’è.

Poi, certo, chi va via, paga il conto. E Ballmer lo paga fino in fondo. Senz’altro chi verrà dopo di lui, farà meglio. Ma Ballmer è stato un Ceo migliore di come troppi lo dipingono. E negli imperi in declino, certi Ceo fanno la differenza, soprattutto se portano il colosso del software per Pc, oltre il Pc. Windows che su Pc detiene il 90% di market share, e nel Mobile si ferma al 5%, deve andare oltre il Pc. Il reboot riparte da questa sfida. E la rivoluzione Mobile non è un pranzo di gala, neanche per gli (ex) monopolisti.

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