I deliri di mezza estate di SIAE e del deputato Boccia, uniti contro Apple.

L’Italia è uno strano Paese. L’aumento a tripla cifra dell’Equo compenso sulla copia privata fa aumentare il prezzo di iPhone e iPad (gli utenti pagheranno in più 4,76 euro in più su un iPhone 5s da 32 Gb, 3,54 euro in più su un iPad da 32 G), MA: invece di urlare contro la decisione anacronistica del ministro Franceschini, si levano i peana di SIAE e del deputato Boccia (il genio della Web Tax) contro Apple.

Ebbene: Apple non ha nessuna responsabilità!

Ma la SIAE (un monopolio anacronistico, da abolire! Liberalizzate il mercato o no?) e un ex settosegretario della Repubblica Italiana si spellano le mani per applaudire al famigerato Equo Compenso.

Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, scrive: “Gravissimo, e al tempo stesso emblematico, il caso dei rincari dei prodotti  Apple dopo la norma del governo sull’equo compenso per copia privata. Le multinazionali del web quando si tratta di pagare un contributo giusto nel Paese in cui si producono profitti alzano immediate barricate. Forse perché diminuiscono di qualche centesimo le risorse che finiscono nei loro conti offshore?“.

I sindacati della SIAE (Slc Cgil – FisTel Cisl – Uilpauil – Ugl Comunicazioni – ConfSAL Cida – Cisal) incalzano: ”Un’operazione di pura mistificazione della realtà mirata a confondere i consumatori e a mantenere inalterati i propri ingenti profitti, spesso realizzati attraverso l’utilizzo di manodopera a basso costo“.

Delirio.

A parte la stucchevole (e infantile) retorica sulle multinazionali. A parte la presunzione, la “superiorità morale” che trasuda da questo pezzo. A parte il manierismo di certa sinistra che nessuno rottamerà mai abbastanza, temo. Ecco, anche mettendo da parte tutto ciò, quello che emerge è pura ignoranza. Si ignorano le potenzialità dell’Economia Digitale.

L’Italia deve diventare digitale e Internet-friendly. E invece, arriva prima la Web Tax – rottamata da Renzi in extremis -, poi ora l’Equo Compenso. Il genio dell’italianità che impedisce al Paese di aprirsi ai capitali stranieri. Anzi: li respinge, pure con sdegno.

Deliri di mezza estate?

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