Rete Padrona? Maddeché: è la #StampaPredatoria!

Se invece di difendere l’‪Articolo18‬, i Campioni di Giornalismo Libero difendessero il ‪copyleft‬, invece di fare cut-and-paste dai blog dei ‪Precari‬ da ‪mille euro‬ al mese, sarebbero più credibili. Poi, secondo loro, dovrei disprezzare gli 80 euro di Renzi: lui, nonostante i milioni di difetti, non copia e mi ha restituito qualcosa. I paladini  dello Status Quo plagiano e neanche ringraziano. Fatti, non pugnette, come si dice.

E invece no: dopo che un libro Rizzoli ha copiato parecchie righe mie su un libro intitolato I Nemici della Rete, attribuendo al Times quanto avevo scritto a mio nome su ITespresso, ora è la volta di Rete Padrona sul “lato oscuro” dell’IT. Un libro che potreste anche risparmiarvi di acquistare: basta che leggiate tutti i Post di Mela Marcia dal 2010 ad oggi, e vi farete un’idea delle ragioni dell’Open Web, ma non di uno sterile ed anacronistico luddismo (che invece traspare da Rete padrona). GRATIS.

Rete Padrona? Maddeché: è la #StampaPredatoria! Una Stampa con istinto rapace e predatoria. Altro che partito del predellino!

Il Plagio corre sul Print, altro che in Rete dove tutte le citazioni sono linkate ed attribuite agli Autori Legittimi!

P.S.: Oggi si chiede Rampini come mai gli italiani fuggono all’estero: ma perché dovrebbero scrivere gratis per le firme di Repubblica/l’Espresso?

Non è che i talenti italiani sono arcistufi dei Metodi del Sistema-Italia, un feudalesimo fatto di vassalli e valvassori?

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