La crisi di Nokia, Katainen e la Troika.

Alla FIOM forse non leggono il blog Mela Marcia. Né hanno letto il libro, dove spiegavamo come mai Nokia già nel 2010, e ancor di più nel 2011, fosse diventata un Titanic che stava per andare a sbattere non contro un ice-berg, bensì due: prima contro un piccolo ostacolo, iPhone, poi contro un enorme pezzo di ghiaccio, Android, che l’avrebbe speronata a morte.

Alla FIOM forse non sanno che nell’ultimo decennio, a causa della crisi di Nokia, la Finlandia ha perso il 23% della sua quota mondiale di export (dari della Commissione UE).

Alla FIOM forse non sanno che pure Samsung ha bruciato il 60% dei profitti, a causa dell’agguerrita concorrenza delle tigri cinesi (Lenovo, Huawei e Xiaomi)?

Alla FIOM non sanno che la Globalizzazione punta, in maniera accelerata, sul Far East? E che se un cinese diventa milionario, qualcuno in Occidente perde potere d’acquisto? Non sanno che la Globalization funziona come il Principio dei Vasi Comunicanti, livellando verso il basso?

Alla FIOM non sanno che i licenziamenti di 18 mila dipendenti, di cui 12.500 appartenenti all’unità di Nokia, acquistano un senso alla luce della trimestrale di Microsoft? L’acquisizione dell’azienda finlandese pesa sui profitti di Microsoft in calo del 7%. Ma il break even di Nokia è atteso in due anni, per il 2016. Acquisita per 7.2 miliardi di dollari, Nokia ha portato in dote 2 miliardi di fatturato, ma anche perdite operative per 692 milioni di dollari.

Addolora sapere che i dipendenti di Nokia siano stati licenziati con un’email. Vorremmo salvare Nokia e tutte le IT, oggi in crisi! MA noi di Mela Marcia lanciamo un GRIDO D’ALLARME dal 2010. E se gli smartphone Nokia Lumia hanno catturato solo il 4% del mercato smartphone (e Windows Phone è in calo dal 3,8% al 2,7%), è un problema.

I Lumia venduti nelle nove settimane dall’acquisizione sono 5.8 milioni contro i 35.2 milioni di iPhone di una delle ultime trimestrali di Apple. Per non parlare della marea di Android venduti da Samsung, Lenovo, Huawei e pure Xiaomi e ZTE!

La Fiom deve capire che qui, fra la crisi di Nokia, Katainen e la Troika, si gioca anche il futuro dell’Europa nell’innovazione. Il futuro dell’economia digitale in un Vecchio Continente dove il reddito medio dei cittadini europei non cresce da quindici anni. L’economia dell’Europa è sclerotizzata, ha un mercato del lavoro poco dinamico e non dà una seconda chance a chi ha fatto un fallimento. Se l’Europa non investe in IT, finiremo tutti nel baratro: tutti!

In Europa Steve Jobs sarebbe finito cassintegrato, mica avrebbe fondato Next per poi salvare Apple dalla bancarotta!

L’Europa ha rinunciato a unificare il sistema fiscale, azzoppando l’eurozona. Nel Vecchio Continente gli istituti di credito soffrono un Credit Crunch preventivo: le banche erogano meno credito che in altre aree del mondo. Il problema non è il 3%, ma un approccio fortemente ideologico e perfino anti capitalistico.

Ecco, cara FIOM, quali sono i problemi. Quelli veri. Senza fette di salame sugli occhi…

La realtà è durissima e tragica per tutti. Quello che ci aspetta è una ristrutturazione pesantissima, da lacrime-e-sangue.

Quello che serve è un salario minimo garantito (o meglio, un Welfare universale), come in Germania. Per dare un reddito a chi, ahimè, perde lavoro. E non sparare su Nokia, un ex colosso che ora sta cercando di reinventarsi in un mercato di Squali.

Mela Marcia fa in bocca al lupo di cuore agli ex dipendenti di Nokia. Siamo dalla vostra parte, perché siamo TUTTI sulla stessa – traballante, fragile – barca in un oceano in tempesta. Ma la FIOM, un grande e amato sindacato!, non deve usare la crisi di Nokia come un esempio, perché noi dell’IT abbiamo – tutti – già dato il sangue, dopo il lancio del pirmo iPhone e a causa della Disruption nell’era di Mobility e Cloud.

E, se anche i sindacalisti FIOM hanno in tasca un Galaxy o un Iphone e non un Nokia Lumia… non chiediamoci come mai le aziende falliscono e devono ristrutturarsi.

M.C.

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