La palla passa a Samsung e a Microsoft.

Come il libro “Mela Marcia” aveva predetto, l’ascesa di Apple sarebbe stata irresistibile solo se l’azienda di Cupertino avesse sposato il design dei Big Screen (gli iPhone 6 e 6 Plus non sono phablet, ma da questi mutuano solo l’ampio schermo), se avesse adottato la tecnologia NFC per lanciare il suo wallet (Apple Pay ha potenzialità dirompenti) e se fosse entrata in nuovi mercati (ora nella Wearable Tech, la tecnologia da indossare – Apple Watch uscirà ad aprile; e – chissà – in futuro, nel mercato Tv). L’unico nèo che rimane a Apple è l’eccessiva dipendenza da iPhone (che genera il 70% dei profitti…).

Le nostre previsioni sono state tutte confermate. Il Ceo Tim Cook è il miglior numero uno di sempre di Apple (ma non solo) e ha superato Steve Jobs per pragmatismo ed audacia. Senza visioni lisergiche – fuorvianti -, ma con una visione lucida e mirata. Ora, dovrà usare bene l’enorme quantità di contanti che ha in cassaforte per continuare a far bene, per aspirare a rendere Apple l’azienda da mille dollari ad azione. Ne ha tutte le possibilità.

ORA, la palla passa a Samsung e a Microsoft. Samsung può rilanciarsi con tre novità: un nuovo Galaxy S6, con un design bello, con materiali pregiati e funzionalità forti; entrare nel mercato del m-payment (visto che siamo nell’era dell’m-commerce); rilanciare i suoi smartphone con un design davvero eccellente, funzionalità fitness e e-health, comandi vocali. Samsung deve anche rivedere il suo casco Gear VR per conquistare la Wearable Tech.

Analogamente, deve fare Microsoft: Windows 10 ha ottime potenzialità, soprattutto per conquistare developer e costruire belle apps per realizzare un ecosistema convincente; lanciare un top di gamma Lumia in cui l’assistente vocale Cortana gioca un ruolo di primo piano; recuperare il ritardo nella Wearable Tech con uno smartwatch e le HoloLens per farci entrare nell’era Minority Report.

Apple ha recuperato i suoi ritardi, reinventandosi nel segno della continuità. Ora, se vogliono inserirsi nella partita ai vertici, Samsung e Microsoft devono dimostrare di avere i numeri per riagganciare la Mela. Anche perché il competor non è solo Apple, ma pure quella – geniale – Lenovo che ha soffiato il terzo posto alla “meteora” Xiaomi. L’innovazione progredisce solo in un mercato libero, in cui ognuno vuole fare gol.

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