Basta monopolio Siae. Ora, basta.

La nuova Siae è una casa di vetro”, scrisse Gino Paoli, Presidente della Società italiana autori ed editori (Siae), nonché icona della musica leggera italiana, in una lettera aperta indirizzata circa un anno fa all’allora ministro uscente dei beni e delle attività Culturali, Massimo Bray.

La nuova Siae è una casa di vetro”: lo abbiamo visto, quando apparivano e scomparivano i bilanci dal sito Web.

La nuova Siae è una casa di vetro” stigmatizzava Gino Paoli, Presidente Siae, oggi indagato per evasione fiscale. “Le indagini si concentrano su 2 milioni di euro che l’autore di Sapore di sale e Il cielo in una stanza avrebbe portato in Svizzera, sottraendoli così al fisco italiano” scrive il Fatto Quotidiano. Ah, la casa di vetro… La glasnost, la trasparenza!

Non siamo giustizialisti. Ma, al di là delle vicende giudiziarie dei presidenti SIAE, diciamo basta. Basta monopolio Siae. È l’ora di liberalizzare. Speriamo che tutta la politica italiana, dopo le recenti “invettive contro le multinazionali” della Siae sotto la guida di Paoli, nonostante lo scandaloso Equo compenso, dopo le “troppe bugie, smargiassate, astuzie da furbetti del quartierino che hanno, sin qui, caratterizzato la gestione della Sua società” (copyright Guido Scorza), abbia finalmente un sussulto d’orgoglio. Liberalizzate subito!

ORA BASTA.

UPDATE: Gino Paoli si è dimesso dalla presidenza della SIAE.

 

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