Febbre da Apple Watch. Che cosa resterà degli orologiai svizzeri?

La Svizzera non è famosa solo per la cioccolata, il business, l’ordine e le banche. Quanto agli orologi a cucù, lasciamo perdere. Però, in circa un ventennio, il mercato degli orologi svizzeri è passato dai 7 miliardi di franchi svizzeri del 1995 ai quasi 22 miliardi fatturati nel 2013.

Dopo la presentazione di Apple Watch, che cosa resterà degli orologiai svizzeri? Possono dormire sonni tranquilli, come prevedono alcune società d’analisi?

No. Perché il loro destino è in mano ai developer, agli sviluppatori di apps. Se le lancette degli orologiai svizzeri termineranno la loro corsa e cesseranno il loro centenario tic-tac, segnando la fine di un’era, quella degli orologi tradizionali, e l’alba degli smartwatch, sarà solo e soltanto colpa (o merito!) dei developer.

Il successo di Apple Watch, per ora privo di effetto Wow, verrà decretato dagli sviluppatori di codice, capaci di rendere attraente e fiorente un ecosistema. E dunque, in grado di far decollare le vendite. Se le apps per smartwatch saranno ben fatte, focalizzate sul business e improntate alla produttività, allora sì che per le dita degli orologiai svizzeri, abili maestri alle prese con rotori, calibri, corone e guarnizioni, saranno guai seri.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.