iPhone delle mie brame, chi è il più bello del Reame?

Sono meno pessimista di quando pubblicammo il libro “Mela Marcia” nel 2010. Perché da allora Apple ha corretto la rotta (ha ampliato il display! Ha allargato e migliorato i servizi cloud, ha adottato lo streaming, ha ricostruito le mappe, sta investendo in Wearable e Cars, due nuove categorie di prodotto eccetera). Nonostante il forte rallentamento del mercato smartphone previsto quest’anno da Idc, nonostante la frenata cnese (la Cina continua a crescere a ritmi che l’Europa si sogna!), secondo me, l’azienda guidata dal Ceo Tim Cook è più attrezzata di altri ad affrontare il cambiamento di scenario: certo, deve uscire con un iPhone 7 dall’effetto Wow, ma ha ancora il 60% di vecchi iPhone pronti all’upgrade.

Prima di recitare inutili (ed assurdi) de profundis per un’azienda che genera ancora profitti da capogiro, prenderei una bella camomilla. Per carità: difetti e lacune rimangono, ho elencato ieri i punti critici, su cui Apple dovrebbe lavorare, a partire dall’eccessiva dipendenza del fatturato da iPhone e dalla Cina. MA, se la Mela gioca bene le sue carte, ha ampi margini di crescita. Meglio sciacquarsi bene la bocca prima di pronunciare stupide sentenze, cara Wall Street.

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